martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Referendum. Renzi: “Un voto sul futuro del Paese”
Pubblicato il 07-10-2016


Renzi-riforme-aulaIl referendum “è sul futuro del paese e non sul mio”. Così Matteo Renzi, a Radio Anch’io, corregge la ricostruzione dell’incontro con gli industriali a Torino. E attacca direttamente Massimo D’Alema accusandolo di usare il “referendum per rientrare in partita. Vota no convinto di poter rappresentare il futuro”. E ancora: “E’ vero che D’Alema è contro ma questa non è una discussione dentro il Pdì”. Il referendum, scandisce, “non è un derby Renzi contro resto del mondo, è un derby Italia contro vecchia guardia” e “c’è un sacco di gente di centrodestra che voterà sì, ma anche di Grillo e della Lega”.

Chi vuole meno costi è chiamato ad un domanda secca. Si può discutere se i risparmi sono 50 o 500 milioni, io ho dedicato una trasmissione a dimostrare, calcolatrice in mano, che sono 500 milioni ma comunque nessuno mette in discussione che c’è una riduzione dei costi”.

In difesa di D’Alema interviene l’esponente della minoranza dem Gianni Cuperlo. “Attorno al tema del referendum costituzionale io vedo un clima generale che non aiuta. Sento toni e assisto a modalità di confronto che non dovrebbero essere questi e a me non piacciono”. “I toni sono quelli sbagliati, si può d’accordo o in dissenso con quelle motivazioni, ma va riconosciuto a D’Alema il tratto dell’uomo che difende le sue ragioni. Serve più rispetto”, ha aggiunto Cuperlo. “Mi auguro che i prossimi due mesi non vedano il protrarsi di questo clima, perché due mesi sono lunghi. Me lo auguro per il Paese”.

Intanto che ci si avvicina alla data de referendum, escono i primi sondaggi. Secondo l’Istituto Ixe’ che ha fatto una rilevazione illustrata ad Agorà (RaiTre), se si votasse oggi per il referendum costituzionale, andrebbe alle urne il 74% degli elettori Pd, il 58% del M5S, il 67% della Lega Nord e il 45% di Forza Italia. L’affluenza complessiva è invece al 50%. Nelle intenzioni di voto sì e no sono entrambi al 38%, con elettori Pd compatti per confermare la riforma costituzionale (73%) e quelli del M5S decisamente contrari (68%).

Per quanto riguarda il destino della legislatura Renzi ha affermato che queste sono valutazioni che “spettano al Presidente della Repubblica e al Parlamento, non al  sottoscritto”. Ad ogni modo, secondo l’inquilino di Palazzo Chigi “vincerà il sì  checché ne dicano tanti” in quanto adesso “il dibattito non  sarà più Renzi contro il resto del mondo ma futuro contro vecchia guardia. Non vorrei – ha però poi aggiunto – che  accada come nel Regno Unito quando il giorno dopo il  referendum la gente cercava su Google cosa fosse l’Ue, prima si è votato e poi la gente chiedeva cosa “.

Per il Sì voterà anche il governatore della Toscana, Enrico Rossi che però guarda alla frammentazione come un pericolo: “La frammentazione  del paese è stato un errore grave, si tratta di fare un cambio di passo e questa sfida servirà anche per rilanciare le Regioni stesse. La modifica dell’articolo 117 sposta verso il centro una sorta di competenze. E’ necessario correggere questo articolo perché abbiamo visto che è stato un errore. Le Regioni da sole, in molti casi, non ce la possono fare. Dividere il Paese in Regioni lo rende più fragile, soprattutto in realtà come il Mezzogiorno”. “Portare le Regioni dentro un Senato dove potranno dire la loro su alcune leggi fondamentali,  non credo sia un errore”.

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