sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Referendum, il Tar rinvia la decisione
Pubblicato il 19-10-2016


referendumPer oggi nessuna decisione da parte del Tar del Lazio sul ricorso proposto dal Movimento 5 Stelle e Sinistra Italiana per contestare la formulazione del quesito referendario. Potrebbe essere domani la giornata giusta per la decisione dei giudici della seconda sezione bis, presieduti da Elena Stanizzi. Restano valide, allo stato, tutte le possibilità, già emerse nel corso dell’udienza in camera di consiglio di ieri: quella della pubblicazione di un’ordinanza cautelare, quella della pubblicazione di una decisione di remissione alla Corte costituzionale, quella della decisione nel merito con pubblicazione di una sentenza, quella infine della riunione di tutti i ricorsi proposti sullo stesso tema (a rivolgersi al Tar sono stati anche il Codacons e il Presidente emerito della Consulta Valerio Onida) per una maxi udienza la prossima settimana.

Continua intanto la campagna del Psi per il Sì al Referendum. Giovedì 20 ottobre, il Partito Socialista terrà manifestazione a Roma con il Segretario Riccardo Nencini, dal titolo “Referendum costituzionale: dopo il Sì”. Oltre all’intervento del Segretario del PSI Riccardo Nencini è prevista la partecipazione di Stefano Ceccanti, ordinario di diritto pubblico comparato presso la Facoltà di scienze politiche dell’Università La Sapienza di Roma e del Direttore di Mondoperaio, Luigi Covatta, che coordinerà i contributi al dibattito. Parteciperanno, tra gli altri, Paolo Pombeni, Professore Emerito dell’Università degli studi di Bologna, Cesare Pinelli, ordinario di Diritto Pubblico dell’Università La Sapienza di Roma, Giuseppe Bedeschi, Docente di Storia della Filosofia all’Università La Sapienza di Roma e Giuliano Urbani, ex Ministro dei beni e delle attività culturali.

E mentre si parla di referendum, entro giovedì potrebbe arrivare un nuovo passo della maggioranza Dem verso una posizione condivisa sulle modifiche all’Italicum, facendo emergere ancora più netta la distanza tra chi, come Pier Luigi Bersani e i parlamentari a lui vicini, ha già deciso per il No al referendum e avviato una battaglia anche sulla manovra, e chi invece, come Gianni Cuperlo, crede nel dialogo e nell’impegno di Matteo Renzi sulla legge elettorale. La commissione per le modifiche all’Italicum, presieduta da Lorenzo Guerini, potrebbe riunirsi giovedì mattina  e offrire a Cuperlo quella risposta ‘politica’ che lui, nominato nella commissione in rappresentanza di tutta la minoranza Dem, non si stanca di invocare. Qualche parlamentare ipotizza la presentazione di un documento con una serie di enunciazioni di principio sulle possibili modifiche alla legge elettorale. Un testo che non vincoli per il futuro (a seconda che vinca il Sì o il No si aprirebbero del resto due scenari totalmente diversi) ma segni un impegno chiaro su temi, come i collegi uninominali e il premio alla coalizione (o l’apparentamento al secondo turno). Ma il senatore della minoranza PD, Federico Fornaro paragona la commissione del PD “all’araba fenice: che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa. A quasi dieci giorni dalla Direzione del PD, infatti, non si conoscono né la data di convocazione né l’obiettivo preciso della commissione. Questi tempi la dicono lunga anche sulla reale volontà della maggioranza del PD di ricucire lo strappo sull’Italicum che si realizzò nel 2015 quando la minoranza PD non votò la legge né alla Camera né al Senato. Resta un dato incontrovertibile che nessuna Commissione potrà comunque modificare: il giorno del voto degli italiani sul referendum costituzionale la legge in vigore per l’elezione della Camera sarà l’Italicum”.

Intanto sul referendum Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini  hanno tenuto un vertice per trovare una posizione comune. Al termine dell’incontro hanno diffuso una nota congiunta in cui bocciano il lavoro dell’esecutivo e si schierano per il no. “La scelta per il No fatta da Berlusconi – è il commento di Fabrizio Cicchitto, deputato di Ncd – è un errore sia per l’oggi che per il domani. Per l’oggi Berlusconi scuote l’albero e qualora passasse il NO a raccogliere i frutti sarebbero le posizioni estremiste: da un lato il M5S dall’altro lato Lega Nord e Fi che poi gli presenterebbero il conto chiedendo elezioni immediate e le primarie del centrodestra. In più non si capisce quale alleanza può fare Berlusconi con Salvini che sostiene la doppia uscita: dall’Europa e  alla Nato”.

Ginevra Matiz

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