martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

L’APERTURA
Pubblicato il 10-10-2016


“La riforma della legge elettorale è troppo importante per essere lasciata alle lotte intestine del PD. L’ho già detto ad Alfano: non possiamo aspettare, siano i partiti che sostengono il governo ad avanzare una proposta e a discuterla col PD”. È questa la posizione del Psi sottolineata dal Segretario Riccardo Nencini qualche ora prima della riunione della Direzione del Pd. Prima della Direzione il premier aveva già sottolineato di rispettare “le posizioni di tutti” ma aveva anche evidenziato che “Bersani ha votato per tre volte la riforma”.

La direzione numero 31,.come ha sottolineato Renzi in apertura dei lavori:  “La direzione è stata riunita in tutti i passaggi chiave. Abbiamo scelto la democrazia interna e non i caminetti dei big o presunti tale. Lo avevamo promesso nelle primarie e l’impegno congressuale vale più dei mal di pancia dei leader quindi parliamo qui”.  “Tra le stime del governo e le stime del Fmi – ha detto Renzi nel suo intervento in direzione Pd – che non è un covo di pericolosi comunisti, si possono fare valutazioni ma che si aprano discussioni sui quotidiani per due giorni fa scattare un sorriso anche perché le stesse voci preoccupate non si levarono quando nel 2012-2013 la crescita era del meno due per cento. Dal meno due siamo passati al più 1, non è ancora sufficiente ma è chiaro che la direzione è tornata giusta”.

E poi l’apertura: “Provo a offrire una soluzione, nel rispetto di tutti – ha detto ancora Renzi alla direzione Pd -. Io ho il compito politico di affrontare il tema del cosiddetto combinato disposto tra riforma costituzionale e legge elettorale. Essendo così importante la riforma costituzionale mio compito è cercare ulteriormente le ragioni di un punto di accordo. Se ognuno immagina di usare la legge elettorale come alibi, lo smontiamo, per non perdere l’occasione della riforma costituzionale”. “Ballottaggio sì o no – e sapete come la penso – premio alla lista o alla coalizione e modo in cui si eleggono i parlamentari (collegi, preferenze o – ma non lo consiglierei – sorteggio). Su questi punti apriamo una discussione profonda, seria”. E poi l’apertura alla minoranza: “Propongo una delegazione formata dal vicesegretario del Pd come coordinatore, i capigruppo, il presidente, più un esponente della minoranza: siamo totalmente disponibili a lavorare, chiedo solo che la delegazione senta tutti gli altri partiti, anche i 5 stelle: siamo per utilizzare queste settimane e mesi per togliere tutti gli alibi”. E assicura di incardinare una proposta di legge subito dopo il referendum per la modifica dell’Italicum. “L’impegno è iscriverlo in discussione nelle commissioni competenti nelle due settimane immediatamente successive”. Ha detto ancora Renzi.

Gianni Cuperlo della minoranza ha accolto con favore le parole del premier e ha parlato di “segnale da cogliere. Il tema però – ha detto ancora – e se esiste la volontà e per questo penso bisogna andare a vedere la sostanza perché il Pd deve avere una proposta. Oggi abbiamo fatto un passo per evitare la frattura”. “L’idea di bloccare per due mesi il Paese su un referendum che comunque vada non avrà impatto diretto sui grandi temi che ci circondano resta per me una cosa incomprensibile. Così come trovo sbagliato stressare il paese su una contraddizione tra vecchio e nuovo”. Ma avverte: “E’ un primo passo. “Sia fatto prima del 4 dicembre, oppure voto No e un minuto dopo, comunicherò le dimissioni alla presidente della Camera”.

Ginevra Matiz

 

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