venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Saving Mr. Bank:
Mary Poppins,
una storia con l’anima
Pubblicato il 21-10-2016


saving-mr-banksI cartoni animati permettono di sognare, consolano. I personaggi di animazione sono reali: siamo noi, sono le nostre storie, racchiudono il nostro intimo. Non si parli di finzione perché, dietro ognuno di essi, c’è quanto di più vero possa esistere. Danno speranza, fiducia, e la possibilità di superare i traumi di infanzia. Sono immortali, come i ricordi più intimi che portiamo dentro di noi. Sono la parte più segreta di noi che custodiamo dentro di noi gelosamente. Quella parte infantile e sincera che anche gli adulti hanno bisogno di (ri)trovare.

Come accade ai protagonisti di “Saving Mr. Banks” con Tom Hanks, diretto da John Lee Hancok del 2013. Nel cast anche Emma Thompson, straordinaria nell’interpretare Pamela Lyndon Travers, creatrice del personaggio di Mary Poppins. Walt Disney (Hanks), padrone del noto colosso d’animazione, vuole che lei gli ceda i diritti del personaggio per farne un musical. Orgogliosa, la Travers é restìa ad accettare. Troppo gelosa e legata alla sua ‘creatura’ per acconsentire. Il suo atteggiamento irriverente lascia tutti interdetti: per quale remota ragione e cosa la spinge a rinunciare e dire di no a una proposta del genere? Donna dal caratterino non facile, è ostinata: “sono perfettamente in grado”, risponde quando le si vuole dare una mano. Non solo non chiede aiuto, ma è molto fiera di sé: “io avrei saputo cosa dire”, recrimina a chi rimasse senza parole di fronte a un suo atteggiamento così brusco e rigido. Apparentemente sfrontata, non trema e non cede davanti a nulla. Detta lei le regole e non perde mai l’occasione di farsi rispettare: niente colore rosso, che sa un po’ di antico, impone a Walt; con cui contratta e scende a patti alla pari e in modo irremovibile. Nonostante il suo volto candido, la sua acidità inizialmente la rende antipatica a tutti, per il cipiglio che mette nell’affrontare a testa alta ogni situazione. Molto simile alla Mary Poppins che ha creato (e che ha reso famosa Julie Andrews), evidente che abbia molto di lei; tuttavia appare una Mary Poppins trasformata in Crudelia Demon oppure in Miranda Presley de “Il diavolo veste Prada”. Davvero é così insensibile, spietata e senza cuore? Davvero nulla può sfiorarla? In verità l’unica cosa che la lascia a bocca chiusa é quando si accenna al padre.

Intanto il suo scontro-incontro con Walt porterà a chiedersi se davvero i due poi siano così diversi l’una dall’altro. Entrambi scopriranno di avere molto in comune. E si troveranno a vivere la più vera e reale (e favolosa al contempo, in tutti i sensi) favola Disney che sia mai esistita. Con un finale che spinge a riflettere sul fatto che i cartoni animati e i loro personaggi non sono importanti solo per bambini, ma sono liberatori anche per gli adulti; e, soprattutto, non vengono creati solo per soldi. Il ‘Banks’ del titolo (che rima con Hanks) rimanda a banche, denaro, profitto, incassi stratosferici. Invece la Disney crea anche per dare sollievo alla gente e divertire. Dietro ci sono gente semplice ed umile che lavora alacremente, non solo uomini d’affari dediti esclusivamente al business. Walt, come Pamela (neo Minnie e Topolino di questo impero delle famiglie), non ‘vendono’ finzione ed illusioni, ma storie con un’anima.

Valida l’idea di fare un musical con Mary Poppins e, se proprio si deve trovare un difetto al film, un po’ più di musica avrebbe giovato; ma giusto differenziare un po’ dall’originale e non fare una copia dell’opera interpretata dalla Andrews. Encomiabile che Tom Hanks si sia ‘piegato’ a non avere un ruolo da protagonista, sebbene il suo sarà molto significativo. L’attore alla Festa del cinema di Roma ha ribadito quanto, spesso, di fronte alla decisione se accettare o meno un copione e una sceneggiatura, sia più difficile dire di no che di sì. Facile accettare qualsiasi ruolo, se ti pagano. Ma bisogna essere consapevoli che il personaggio che andrai ad interpretare ti rappresenterà e sarà e rimarrà una parte di te per sempre a cui hai dato qualcosa di te. Prima di accettare appunto, lui valuta se rappresenti per lui qualcosa di importante e significativo che meriti e per cui valga la pena ‘esporsi’ e mettersi in gioco; perché dietro la recitazione c’è tutto un duro lavoro di preparazione e studio sul e del personaggio e di immedesimazione e rielaborazione (con un’interpretazione personale che permetta di sentirlo proprio). Tra l’altro Hanks ha portato ad esempio la sua collaborazione con Robert Redford alla regia: egli lascia mano libera all’attore di esprimersi ed interpretare, senza dare istruzioni o dettare regole e imposizioni; ‘fammi vedere quello che sai fare’ dice solamente ed è l’unica esortazione. Il ruolo nel film di animazione é stato divertente, un po’ come tornare bambini con il doppiaggio.
Novità anche per quanto riguarda Mary Poppins, inoltre. Di recente si è saputo che ci sarà un sequel: “Mary Poppins Returns”, “il ritorno di Mary Poppins”. Con Emily Blunt nei panni della nota, amata e particolare babysitter un po’ speciale (che fu della Andrews e della Thompson). Nel cast ci saranno anche Meryl Streep e Colin Firth; la prima interpreterà la cugina della Poppins. Il secondo William Wilkins, presidente della Fidelity Fiduciary Bank dove lavorava il padre di Jane e Michael. Ormai i due sono cresciuti. Solo per Mary gli anni non sembrano passati. Per lei l’età non scorre e orologio sembra fermo e immutabile, ancorato a una dimensione altra. Senza tempo. Come le storie in cui è protagonista. Come le favole Disney: questa è la magia e il miracolo che è in grado di compiere.

Non a caso anche Meryl Streep é stata presente alla Festa del cinema di Roma con il film: “Florence Foster Jenkins”, una donna che amava e che ha vissuto per la musica. Così come Colin Firth lo abbiamo visto (sempre nei film in Concorso a Rona) in “Genius”: un editore scopre quello che ritiene un genio letterario di tutti i tempi, in grado di scrivere pagine intere al giorno e che non poteva stare senza farlo. Dentro i suoi libri mise e ci fu tutta la sua storia, la sua vita, se stesso. Dunque tutta l’arte (cinema, film, animazione, scrittura, musica e pittura) non può prescindere dalla vita vera: la racconta semplicemente in modo diverso. Entrambi i film, infatti, ispirati a storie vere.

Barbara Conti

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