sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scozia. Nuovo referendum per l’indipendenza
Pubblicato il 13-10-2016


Theresa May e Nicola Sturgeon LESLEY MARTIN/AFP/Getty Images

Theresa May e Nicola Sturgeon LESLEY MARTIN/AFP/Getty Images

La premier scozzese Nicola Sturgeon ha annunciato oggi l’intenzione di presentare la prossima settimana un nuovo progetto di legge per un referendum sull’indipendenza, sostenendo che il voto sulla Brexit abbia cambiato i termini di appartenenza al Regno Unito. “Il progetto di legge sul referendum per l’indipendenza sarà presentato la prossima settimana per consultazioni – ha detto Sturgeon aprendo il congresso a Glasgow del suo Partito nazionale scozzese (Snp) – sono decisa a fare in modo che la Scozia possa riconsiderare la questione della propria indipendenza e questo prima che il Regno Unito lasci l’Ue, se è necessario a proteggere gli interessi del nostro Paese”.
“Non c’è nessuna motivazione razionale per portare il Regno Unito fuori del mercato unico”, ha detto ai delegati dello Scottish National Party. Sturgeon ha inoltre dichiarato che sarebbe stato un atto di “vandalismo costituzionale” cercare di ignorare la voce del parlamento della Scozia sulla questione.
Stavolta un fattore determinante è dato dal post Brexit, e se il Primo Ministro Theresa May non troverà il modo di far uscire gli inglesi e i gallesi dall’Unione permettendo alla Scozia e forse all’Irlanda del Nord di restare, l’Snp è pronto a organizzare un altro referendum sull’indipendenza, che stavolta potrebbe davvero vincere.
Sturgeon si è anche rivolta direttamente alla premier britannica, Theresa May: “Se non può o non ci permette di proteggere i nostri interessi all’interno del Regno Unito, allora la Scozia avrà il diritto di decidere, di nuovo, se vuole adottare un cammino diverso”.
Nel referendum di giugno sulla Brexit la Scozia aveva votato compatta per rimanere all’interno dell’Ue ma, com’è noto, il risultato a livello nazionale è andato nel senso opposto, per quanto riguarda invece il referendum sull’indipendenza scozzese, il 55% degli scozzesi votò per rimanere nel Regno Unito. Allora un fattore importante del voto fu il fatto che la secessione avrebbe comportato di dover rinegoziare l’ingresso nell’Ue. Ma dopo il referendum sulla Brexit è tutto diverso: se l’uscita dall’Ue è stata approvata dal 52% dei britannici, il 62% degli scozzesi ha votato per rimanere.
Ma stavolta a differenza della concessione di Londra a concedere il referendum che si è tenuto il 18 settembre 2014, oggi il Governo di May ha tuttavia fatto ripetutamente sapere di non riconoscere in questa fase il diritto a un voto bis.

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Commenti all'articolo
  1. Io penso che l’UE deve smetterla di alimentare movimenti indipendentisti, peraltro basati su inesistenti (vedi Catalogna) o lontani nel tempo (vedi Scozia) stati nazionali. Brigare in questo senso è un atto di ostilità che sfiora l’atto di guerra vero e proprio. Occorre ricordare che l’Italia consente limitazioni di sovranità verso organizzazioni che promuovono la pace e la cooperazione tra i popoli. Se vengono meno questi requisiti l’Italia ha l’obbligo costituzionale di uscire dalla UE.

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