sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Antonio Ciuna:
Il Ponte s’adda fare!
Pubblicato il 04-10-2016


Gentile Direttore
Il nostro Paese è quanto mai strano,certamente lo saranno anche altri Paesi nel mondo. E’ singolare che ogni qual volta che i responsabili del governo programmano di realizzare qualcosa di importante per il Sud dell’Italia si erigono barriere per fermare la realizzazioni di grandi e importanti opere infrastrutturali che certamente darebbero una svolta quanto mai favorevole per lo sviluppo del mezzogiorno.
Quello che più sorprende sono le motivazioni che ripetono da oltre vent’anni (solo per il Sud) col solito ritornello che è più importante realizzare altre opere prioritarie per mettere in sicurezza e il territorio dalle alluvioni e gli edifici pubblici e privati dai fenomeni sismici nonché ristrutturare le strade, le autostrade,le ferrovie.Per realizzare tali priorità non saranno mai disponibili le risorse per molte future generazioni. Un centinaio di anni.
È chiara quindi l’ipocrisia di chi sostiene a oltranza tale politica e,inoltre, il ponte sullo Stretto di Messina non deve essere fatto perché è in zona sismica e non avrà alcuna utilità economica per il limitato traffico stradale e ferroviario.
Dichiarazioni del genere sono state più volte confutate e dai Dirigenti della Società dello Stretto di Messina e dalla Società Eurolink ,la quale è certa di reperire sul mercato finanziario internazionale i fondi necessari per la sua realizzazione e sarà inoltre responsabile e della costruzione del Ponte e della sua futura manutenzione.
Comunque,dalle recenti dichiarazioni di esponenti del governo,i finanziamenti potrebbero arrivare dalle finanze pubbliche con il concorso dei fondi della Comunità Europea,che consentirebbero in tal modo di ridurre i costi finanziari per la sua realizzazione.
Il volere ragionare sempre in termini strettamente economici nel realizzare le opere pubbliche è quanto mai errato e pericoloso per la pace sociale, in modo particolare in quelle comunità le quali sopravvivono in territori quanto mai svantaggiati e per la povertà del sottosuolo e per la limitata produzione agricola e per la totale assenza di importanti industrie manifatturiere.
Pertanto è quanto mai giusto che lo Stato intervenga per attenuare i gravi disagi sociali nelle Regioni più povere.
LA POLITICA È L’ARTE DEL POSSIBILE.
In linea di massima condivido la politica di alcuni Movimenti che fanno appello ai principi morali che ogni politico dovrebbe rispettare quando ha il mandato del popolo per esercitare le sue funzioni nell’interesse del popolo stesso,comunque sono del parere che tale concetto non debba essere esasperato al massimo. La storia ci ricorda che l’intransigente,l’incorruttibile e fervente democratico repubblicano Robespierre,animato di realizzare in Francia e per la prima volta nel mondo la giustizia sociale,la democrazia,la virtù dei governanti, non riuscì nel suo nobile intento,perché il regime degenerò nel Terrore. Certamente quel periodo storico non si verificherà nel nostro Paese.
Il ripetere continuamente che la suddetta infrastruttura non è da realizzare perché è appetibile alle cosche mafiose della Calabria e della Sicilia,è come “scoprire l’acqua calda”. Il Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone di recente ha dichiarato ” Finché qualcuno pensa che le cose non vanno fatte perché c’è il rischio di infiltrazione della criminalità e della corruzione non saremo un Stato credibile ”
In merito alle critiche avanzate da alcuni esponenti politici sulla parziale riforma della parte II^ della nostra Costituzione,da approvare col prossimo Referendum,anche se hanno qualche fondamento sono sempre convinto che con l’approvazione il Paese ne ricaverà sempre un grande beneficio e in termini economici e politici : per la velocizzazione delle leggi approvate dal Parlamento che entrerebbero in vigore in tempi molto più brevi rispetto al passato,per la riduzione dei costi della politica,per la soppressione degli enti inutili, per migliorare la burocrazia. Se malauguratamente dovesse prevalere il ” NO “,occorreranno altre decine di anni per aggiornarla e adeguarla alle nuove esigenze della politica.
Cordiali saluti.

Antonio Ciuna

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