giovedì, 8 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Scrive Luigi Mainolfi:
A proposito di province e GAL
Pubblicato il 10-10-2016


Sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Questo concetto dovrebbe essere una delle bussole di chi si trova nelle condizioni di dover fare scelte. Il mondo, nel quale il diabolico persevera, è quello della classe dirigente irpina (e non solo), con le poche lodevoli eccezioni. Fu creato l’ASI e gli errori stanno sotto gli occhi di tutti; si crearono le Zone industriali, nel dopo terremoto, e gli errori, le illusioni e i danni sono conosciuti; furono inventati i Patti Territoriali (Anzalone Presidente) e gli intrallazzi generati e i fallimenti successivi furono moltissimi; la buona idea degli attrattori turistici fu trasformata, per colpa della Giunta, della quale facevo parte, in una “fetecchia ”; i GAL stanno consumando cumuli di risorse, senza creare un atomo di sviluppo; i Piani di zona sociali non hanno fatto migliorare, dal punto di vista sociale, le nostre comunità; chi sa trovare qualcosa di positivo provocato dall’azione dei due Parchi: Termino e Partenio)?; furono portati sugli Altari i “ Distretti Industriali”, e, poi, sono finiti nella polvere. Errore fu anche non ascoltare i consigli di Rossi-Doria, dopo il terremoto.
A causa del mio impegno politico, ho avuto l’opportunità di dire e di proporre qualcosa su alcuni di questi strumenti, che dovevano produrre sviluppo. Vado ad elencare le mie sconfitte:
1) Al Presidente dell’ASI (Area di sviluppo industriale) proposi di coinvolgere tutti gli operatori economici e di collaborare per la creazione di un Scuola di Manegment, ma non fui preso in considerazione.
2) Sulle Zone industriali, come partito, eravamo contrari a una diffusione clientelare, mentre proponevamo di ubicarle lungo l’autostrada.
3) Sui Patti territoriali, proposi di creare il Comitato Provinciale dello Sviluppo, che avrebbe dovuto esaminare le iniziative economiche, per le quali si chiedeva il finanziamento. Allo scienziato Borgomeo feci osservare che non doveva essere una Banca a valutare il progetto delle aziende, che chiedevano il finanziamento. La Banca non aveva la competenza ed era in conflitto di interesse: il suo parere favorevole poteva servire a prendere un cliente. Ciò era dimostrato dal fatto che la Banca, dopo aver giudicato positivamente la società e l’iniziativa, si cautelava con una fidejussione. Un esempio, per tutti, una SRL di Rotondi, con capitale di 20 milioni, chiese un finanziamento (accordato) di 3 miliardi. La società prese la metà del finanziamento e, subito, fallì. La mia proposta non fu accolta e Borgomeo ha fatto una carriera, passando da leguleo ad economista (sta continuando a fare danni).
Da assessore, proposi un attrattore turistico, giudicato geniale da Marino Niola. La Giunta preferì un cantante a Gesualdo. Non ci fu la seconda edizione. Dei Gal e dei Piani di Zona, nessuno se ne accorge, tranne gli amministratori. I Parchi, che in altre realtà hanno prodotto crescita economica e culturale, in Irpinia, messi in mano a degli incompetenti, hanno solo consumato risorse. Nessuna forza politica ha avuto il coraggio di rispondere alla seguente domanda: Cosa sarebbe successo, se, il dopo terremoto, fosse stato affrontato con la logica di Rossi-Doria? Fin qui, il passato. E il presente? Dalle cose che leggiamo “Stessa spiaggia, stesso mare”. Leggiamo di allargamenti geografici e di restringimenti, come se i Gal fossero delle fisarmoniche; di divisioni e di uscite da Enti causate dal calcolo e dalle opportunità personali. Abituato a cercare di capire, leggo i giornali per trovare idee intelligenti, dettate dalla conoscenza delle dinamiche dello sviluppo e del potenziale delle risorse da valorizzare.
Non ho trovato ancora niente. In questo clima, non mi sorprendono i matrimoni e i divorzi politici. In politica sono stati inventati i matrimoni di interessi, che portano, prima o poi, ai divorzi. Intanto, i giovani abbandonano l’Irpinia e la popolazione diminuisce. Nessuno avverte che le dinamiche economiche si muovono in una direzione ostile agli interessi del meridione e, quindi, dell’Irpinia. E, i cittadini, come le stelle croniniana, stanno a guardare. E, se la situazione delle altre Province è come quella irpina?

Luigi Mainolfi

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Caro compagno Luigi,sono sconcertato per le verità di questo articolo.Guardiamo al domani.Ti prego di leggere nella categoria Territorio dell’Avantionline di oggi il mio suggerimento con titolo:Torino.La TRM ha il suo presidente.Ti abbraccio.Manfredi.

Lascia un commento