lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Marco Andreini:
Non solo referendum
Pubblicato il 11-10-2016


In Italia ormai non si fa altro che parlare di Referendum e del resto nel paese dei guelfi e dei ghibellini,degli Orazi e dei Curiazi dei papisti e antipapisti, dei fascisti e degli antifascisti,dei comunisti e anticomunisti, non ci si può che ovviamente dividersi  in due fazioni pronte a scannarsi fino al 4 dicembre.
Nel frattempo chiaramente nessuno parla di legge di stabilità, di Def, di Ilva che può chiudere di aziende che se ne vanno, del problema più grave del Paese, la sua disoccupazione giovanile, tutti  pronti a dividersi nei dibattiti televisivi solo sul Si o il No. E nessuno può sottrarsi a questo gioco.

Provo a dire le ragioni di un mio si ultra convinto legato anche alla modifica della legge elettorale. L’assioma che è alla base del mio ragionamento mi ero permesso di sostenerlo anche nella  conferenza di organizzazione in assenza di dibattito referendario.
La presenza di Renzi  come Presidente del consiglio ha rappresentato e continua a rappresentare il fallimento politico di una intera classe politica e di una intera generazione, a tutti i livelli e in tutti i settori della società. Nella politica nel sindacato nella Confindustria nel mondo della impresa privata nella dirigenza dello stato, nella scuola, nell’Università nell’intellighentia come si diceva una volta nell’Impero del male.
E non è un caso che lo schieramento del No veda come testimonial nel suo campo due rappresentanti precisi di questo mondo sconfitto. In campo ex comunista D’Alema e nel nostro campo Formica per non parlare dei vari Brunetta Berlusconi e c .

La debolezza e la totale falsità del ragionamento del fronte del No adottato su Renzi è il seguente: lui ha introdotto nella sinistra metodi e sistemi tipici della destra berlusconiana adottando anche le stesse parole d’ordine in pratica fa una politica di destra che allontana il nostro popolo storico di riferimento. Falsità assoluta perche D’Alema ha complottato e governato con Kossiga, Bossi e Mastella,bombardato Belgrado senza riunire il parlamento e si è scontrato a morte perdendo con il sindacato di Cooferrati, ha fatto scelte discutibili di politica estera schierandosi con  Hammas  e  ci ha capito ben poco di quanto stava avvenendo di la dal Tevere, impedendo in tutti i modi la nascita di una legge sui diritti civili, basti ricordare i Dico e PACS. Senza dimenticare che si è guardato bene dal far entrare il PD nella internazionale socialista.

C’è di più nel Prodi 2, durante un periodo positivo dell’economia e con un tesoretto da spendere invece di intervenire sul cuneo fiscale si sono regalati miliardi solo alle banche, invece di intervenire sulla legge Biagi di fatto non la  si è nemmeno sfiorata, invece di fare scelte vere di politica industriale si è quasi totalmente smantellato il nostro apparato produttivo regalato e svenduto aziende in settori strategici come ad esempio le TLC alle multinazionali, non si è fatto alcun piano di sviluppo del paese e non si è nemmeno pensato ne a grandi opere ne ad alcun piano di intervento per la sicurezza e la prevenzione del territori sia in funzione terremoto, sia in riferimento al dissesto idrogeologico del paese.

In tempi meno lontani da quelli attuali si  è sostenuta apertamente la legge Fornero, scelte discutibili di politica estera quali Libia e sostegno a primavera arabe, e ci si è prostrati con  acquiescenza e sudditanza nei confronti della Germania e della cancelliera votando a stragrande maggioranza il pareggio di bilancio.

E cosa vorrebbero farci credere i pasdaran del No che Renzi in due anni ha stravolto e distrutto il paese e che sia in atto un disegno che prepara il terzo ventennio della politica italiana dopo quello mussoliniano e berlusconiano, un totale stravolgimento della realtà, ovviamente aiutato dallo stesso sistema di alleanze fra una magistratura golpista e un sistema mass mediatico  schierato e fazioso  che determinarono la fine del sistema della prima repubblica.

E le minoranze in casa nostra e in casa PD non potevano che allearsi fra loro e creare comitati del No, con il preciso obiettivo di far saltare Renzi  e Nencini e il tentativo di cambiamento politico e generazionale del Paese. Non disdegnando come novelli Stalin di allearsi con Hitler pronti a spartirsi i resti del paese che hanno contribuito a distruggere. E se il 5 dicembre dovesse vincere il no saranno proprio i loro alleati e cioè la destra e il populismo dei cinque stelle che raccoglieranno i frutti di questa ennesima follia tafazziana della sinistra italiana.

Come ho scritto all’inizio e come sostenuto nel documento che ho presentato a Salerno il mio si cammina anche insieme alla modifica dell’Italicum che necessariamente deve assegnare il premio di maggioranza alla coalizione vincente e non alla lista, deve far scomparire il ballottaggio e su questa impostazione noi come partito dovremmo essere i propulsori di un progetto che veda rilanciare una sorta di riformismo laico ed ecologico di sinistra, una specie di Sel 2.O, dove potremmo trovare casa noi, i radicali i verdi, gli ambientalisti e quel mondo variegato che portò alla vittoria sindaci quali Pisapia, Doria e Zedda.

Marco Andreini

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