sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Senza mutande
Pubblicato il 08-10-2016


L’ex sindaco Marino non ha mai pranzato al Girarrosto toscano coi familiari, perché quel giorno i suoi familiari erano in Sicilia (come testimoniano i biglietti aerei di andata e ritorno). Si trattava di un pranzo istituzionale e dunque, secondo i magistrati, “il fatto non costituisce reato”, cosi come le altre cene per un ammontare di circa 13mila euro. L’ex governatore del Piemonte ha fatto solo spese regolari e quelle mutande verdi sulle quali si è tanto ironizzato non sono mai esistite. Dunque per i magistrati “il fatto non sussiste”. Aggiungiamo che 116 imputati nel processo di Mafia capitale sono stati prosciolti e che allo stesso Alemanno è stata cancellata l’imputazione più grave, quella di associazione mafiosa.

Se aggiungiamo a tutto questo il caso dell’ex sindaco e attuale governatore della Campania De Luca, assolto dal reato che aveva spinto la Bindi a definirlo “impresentabile”, l’assoluzione di Vasco Errani dal reato per il quale in prima istanza era stato condannato e che lo aveva spinto a dimettersi e la regione Emilia-Romagna a convocare nuove elezioni, l’assoluzione del povero Penati, per anni sotto la gogna dell’ignominia e addirittura espulso dal suo partito, il Pd, non possiamo che tornare con un certo turbamento al perverso rapporto tra magistratura, informazione e politica.

Ha ragione Luciano Violante a rimettere il dito sulla piaga e invitare gli inquisiti a non dimettersi perché un avviso di garanzia non è una condanna. Sono da anni convinto che le posizioni garantiste dell’ex presidente della Camera (compresa la dura condanna postuma per le monetine al Raphael) siano sincere e affondino le loro ragioni nel diverso atteggiamento che Violante assunse ai tempi di Tangentopoli, che costituisce il motivo della sua sofferta revisione. Resta il fatto che con un semplice avviso di garanzia, tra il 1992 e 1994, si è eliminata un’intera classe politica. Non posso dimenticare il furore giustizialista che animava la Lega e il Pds e la pretesa di immediate dimissioni per chiunque fosse solo sfiorato da un sospetto, una stretta di mano, una frequentazione, non parliamo di un provvedimento giudiziario. Mutatis mutandis.

E a proposito di mutande, verdi, rosse o tricolori, non possiamo non ricordare le battute ricorrenti perfino del presidente del Consiglio, che farebbe bene a chiedere scusa a Cota, così come le scuse a Marino, a Roma e all’Italia dovrebbero chiederle quegli esponenti del Pd che hanno preteso le sue dimissioni proprio approfittando dell’inchiesta sugli scontrini. Anche a Roma, sì, perché oggi non sarebbero al potere i Cinque stelle, e all’Italia che non sarebbe privata dei vantaggi economici e d’immagine delle Olimpiadi. In politica si può sbagliare, ma bisogna essere onesti e riconoscere l’errore. Orfini ed Esposito adesso svelano che Marino è stato “dimesso” per incapacità politica. Resta il fatto che le sue dimissioni furono richieste e poi imposte a seguito delle supposte cene pazze. Il caso mi ricorda quello di un partigiano della mia provincia nell’immediato dopoguerra, accusato di avere ammazzato un prete. Un testimone lo scagionò perché nella stessa ora stava giocando a bocce con lui. Allora l’accusa lo trasformò nel mandante. Il Pd eviti di accusare altri se non se stesso.

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Commenti all'articolo
  1. Bravissimo Mauro
    Per i casi citati, ed in particolare per l’avere cancellata un’intera classe politica, non è solo il PD che dovrebbe chiedere delle scuse.
    Prova a chiedereall’Unità la pubblicazione di queste tue considerazioni.
    Il suo fondatore Antonio Gramsci non te le negherebbe perchè concorderebbe con te e non con i tanti che si sono dichiarati suoi eredi. Ma Gramsci è nato politicamente socialista e come tale dirigeva l’edizione dell’Avanti di Torino. Bene hai fatto a menzionare anche le meritevoli nuove convinzioni di Luciano Violante.
    Un fraterno abbraccio da Nicola Olanda

  2. Mah…Non vorrei offendere nessuno, a priori, perchè lo ritengo un mal costume, ma credo innegabile che qualcosa di ‘curioso’ nel nostro paese ci sia..Una istituzione che dovrebbe essere uno specchio di chiarezza e coerenza, come la Magistratura, ha caratteristiche che definirei piuttosto lunatiche : da una parte mette sotto inchiesta il mondo intero, da una parte certi soggetti che commettono brutti reati ( violenza contro donne, bambini, o uccidono per un nulla) a volte vanno liberi un pò troppo presto..
    Lo stesso mal lunatico coinvolge un buon numero dei nostri politici, dalla battuta facile e poco lungimirante, dall’eloquio adolescenziale ma pronti a puntate il dito contro chiunque non stia nel gioco, alla scarsa capacità di chiedere scusa sul serio, quando diventa palese che hanno sbagliato in qualcosa.
    Io penso che qualche problema personale incida non poco su tutto questo. Si sta sempre più proiettando nella sfera pubblica il disagio interiore, familiare e così via…..

  3. Che ne pensate di una visita di controllo, come per le patenti speciali, ai PM ai Giudici in generale, ogni tot anni da commissioni sorteggiate in tutta Italia per confermare l’affidabilità dei soggetti a controllo, nell’espletamento dei loro importantissimi compiti?

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