venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Stipendi parlamentari. Proprosta M5S arriva in aula
Pubblicato il 24-10-2016


BicameralismoOggi la discussione generale sulla proposta di legge dei 5 Stelle che chiede il dimezzamento dello ‘stipendio’ dei parlamentari e domani si entrerà nel vivo con la maggioranza che farà la sua mossa, chiedendo il rinvio del testo in Commissione, visto che la proposta di legge è approdata in Aula senza mandato al relatore e, soprattutto, senza votazione sugli emendamenti. E visto anche, viene sottolineato, che quella 5 Stelle non è l’unica proposta presentata e dopo le divisioni in Commissione non esiste al momento un testo unificato di tutte le proposte di legge (sono almeno 5 quelle depositate).

Questo il ‘ruolino di marcia’ che ipotizza la maggioranza, secondo quanto spiegano fonti autorevoli Pd. Nella seduta odierna, intanto, i Dem hanno risposto nel merito ai pentastellati, rilanciando la proposta avanzata ieri dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, sulle sanzioni per i deputati assenteisti: lo ‘stipendio’ verrebbe così tagliato sulla base delle assenze del deputato.

Per proporre che un provvedimento torni in commissione basta la richiesta di un deputato o, meglio, del presidente di Commissione. Sarà poi l’Aula ad esprimersi con un voto. E domani – quando sarà terminata la discussione generale, dove non si prevedono votazioni ma solo un dibattito sull’insieme dei contenuti della proposta di legge – la maggioranza farà in modo che il testo a prima firma della pentastellata Roberta Lombardi torni all’esame della Commissione: “E’ molto, molto probabile che accada questo”, spiega la fonte del Pd. La maggioranza si attende anche che la battaglia dei pentastellati venga sposata da altre forze delle opposizioni.

“Renzi – scrive Beppe Grillo in un post sul suo blog – poteva dire ai suoi di votare questa legge, ma non l’ha fatto perchè pensa che sarebbe una vittoria del MoVimento 5 Stelle che potrebbe danneggiare la sua campagna referendaria. Un ragionamento egoista”. “Nessun parlamentare – ironizza Grillo – morirà di fame o stenti. Avranno tutti uno stipendio adeguato al loro lavoro e non un compenso d’oro alla faccia di chi non arriva a fine mese. Il risparmio previsto è 61 milioni dagli stipendi e 26 milioni dalle spese telefoniche e di viaggio. In totale 87 milioni di euro più il valore incommensurabile di un gesto per riavvicinare la classe politica ai cittadini, i veri datori di lavoro di tutti i deputati e senatori. Oggi non ci sono più scuse. Hanno fatto una riforma costituzionale per risparmiare 58 milioni di euro, possono approvare la legge 5 Stelle per risparmiarne 87 subito e salvare la faccia”.

“Una volta si chiamavano ‘armi di distrazione di massa’, ma funzionano sempre, specie in campagna elettorale. Se si agita lo scalpo del politico si concentra l’attenzione su questo e si distoglie da tutto il resto”, risponde il presidente del gruppo Misto alla Camera Pino Pisicchio, aggiungendo: “Invece il tema è serio: i costi della politica da un lato e quelli della democrazia dall’altro. C’è chi confonde le cose e ne fa uno show, utilizzando le aule parlamentari come fossero un teatro. Il problema della formazione, della competenza e della retribuzione della classe politica va affrontato nella sua complessità, non facendone slogan da campagna elettorale”.

Intanto continua la polemica tra Di Maio e il presidente del Consiglio che aveva puntato il dito sulle assenza del deputato penta stellato. “Io – afferma Di Maio – ho solo il 12% di assenze, sono un Vicepresidente della Camera, quando non voto, mi trovo o a presiedere o a svolgere un’altra serie di funzioni che mi vedono in missione”. “Sono in linea” con quelle degli “altri tre Vicepresidenti”. Dunque, aggiunge, questa storia delle assenze la “usa il presidente del Consiglio per non rispondere a una domanda: oggi e domani il Movimento Cinque Stelle porta alla Camera dei Deputati, in aula, una legge che dimezza lo stipendio dei Parlamentari il Pd la vota o no?”

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