giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

BASTA POPULISMO
Pubblicato il 25-10-2016


aula-camera-vuotaTorna in commissione alla Camera il ddl sul trattamento economico e previdenziale dei membri del Parlamento. È la decisione presa dall’Assemblea di Montecitorio con 109 voti di differenza. Ha votato a favore del rinvio in commissione la maggioranza. Contro tutte le altre forze politiche tranne i deputati di Conservatori e riformisti che si sono astenuti. Fuori, in piazza Montecitorio, gli attivisti dei Cinque Stelle, erano già pronti a montare la protesta con i deputati pentastellati, a cominciare da Alessandro Di Battista, pronti a improvvisare un comizio

“L’indennità parlamentare – ha commentato il segretario del Psi Riccardo Nencini – non può prescindere dalla presenza e dal lavoro svolto dal deputato in Aula e nelle commissioni. Tante assenze, tanto abbattimento dell’indennità. Abbattimento non simbolico, ma concretissimo. Quanto al rimborso delle spese, sacrosanto distinguere il parlamentare che risiede a Roma o nel Lazio da chi risiede altrove.  Questa la posizione che terranno i deputati socialisti”. Ha concluso Nencini. “Riguardo all’indennità parlamentare – ha aggiunto il deputato socialista Oreste Pastorelli – non bisogna prendere in giro i cittadini lasciandosi andare a demagogia e populismi. Di certo è che lo stipendio di un parlamentare non può prescindere dal lavoro svolto dallo stesso in Aula e nelle commissioni. Altro discorso riguarda i rimborsi, che vanno riconosciuti a chi risiede fuori Roma. Allo stesso tempo, però, sarebbe corretto che i deputati presentassero tutta la rendicontazione inerente alle spese di mandato”.

Il ddl era a stato presentato dai deputati dei 5 Stelle e per l’occasione  anche Beppe Grillo era a Montecitorio per assistere ai lavori parlamentari sul provvedimento. “Questa non è una legge per tagliare, che è una brutta parola, una parola violenta, un atto di buona volontà di cui anche la Chiesa è contenta… Pensate il Papa come ne sarebbe contento”, aveva detto Grillo.

Durissimo il commento del Senatore del Psi Enrico Buemi: “Di fronte a questa sarabanda di invidiosi e nullafacenti, di amorali percettori di indennità parlamentare che altro non fanno se non invocare la moralità verso degli altri, che predicano male e razzolano peggio, sodali di Grillo e associati, dico, si cominci a dare risposta ai problemi veri del Paese invece di metterla in caciara tutte le volte”. Il senatore socialista Buemi, a cui è attribuito da Open polis un indice di presenza dell’83 per cento, pur essendo entrato in Senato con due mesi di ritardo, e con un indice di produttività di 634, undicesimo su 324 senatori, ha poi aggiunto: “A Grillo dico, dimezzi i propri cachet teatrali e separi i propri interessi artistico – economici da quelli politici di cui c’è a tutt’oggi una commistione indescrivibile. Chi ha bisogno di approfondimenti consulti i fuoriusciti dal M5S – ha concluso – che possono raccontare la realtà vista dal di dentro e vissuta direttamente”.

Il blog di Grillo, con un post di Di Maio, aveva chiesto a Renzi di presentarsi in aula e di dare ai suoi indicazione di voto favorevole, e allo stesso tempo aveva  annunciato per il pomeriggio “un sit-in in piazza a Montecitorio di incoraggiamento al Pd prima della votazione in Aula”.

Dopo il voto dell’aula della Camera che ha stabilito il ritorno in commissione della pdl targata M5S, i 5 Stelle puntano a riportare in aula a Montecitorio la proposta di legge nel mese di novembre.  La prima firmataria della pdl, Roberta Lombardi, ha spiegato che “nella conferenza dei capigruppo di oggi abbiamo già chiesto di prevedere per l’aula di novembre l’esame della nostra proposta di legge, ove concluso in commissione. Perché già sapevamo come sarebbe andata a finire e che il Pd e gli altri avrebbero votato per il rinvio in commissione”.

Ginevra Matiz

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