lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Teatro Quirino versione Partenopea. Lina Sastri canta ‘Napoli’
Pubblicato il 06-10-2016


lina-sastri Lina Sastri ritorna al Teatro Quirino di Roma con “Mi chiamo Lina Sastri”, spettacolo in musica e parole. Il titolo trae spunto dalla risposta che l’amata artista partenopea è costretta a dare a chi, ancora oggi, le chiede come si chiama, ricordando di lei la voce e il volto ma non il nome.

Dopo un’intensa stagione dedicata alla prosa, Lina Sastri torna dunque felicemente alla musica. La musica è quella della sua terra, Napoli vecchia e nuova, cantata alla sua maniera, a volte con un solo strumento, a volte con una festa di suoni, seguendo l’essenza interpretativa che il testo e le note – insieme allo spazio del tempo e del luogo in cui la esegue – le suggeriscono.

Lo spettacolo prevede sette temi: chi sono, la memoria, il mare, la terra, il cielo, la solitudine e la rinascita. Per ognuno di essi Lina Sastri ha selezionato alcune tra le più melodiose e note della tradizione napoletana – come ad esempio “Era de maggio”, “Maruzzella”, “Core ‘ngrato”, “Reginella” – ma anche proprie e rappresentative della Napoli contemporanea come ad esempio “Assaje” e “Napule è” del troppo prematuramente scomparso Pino Daniele. Un mix ben riuscito tra la musica di tradizione e quella del presente, senza fratture, in continuità musicale, armonica ed emotiva.

Alla fine saranno circa una trentina le canzoni interpretate da Lina Sastri, accompagnata sul palco da un’orchestra costituita da sei musicisti: Filippo D’Allio alla chitarra, Gennaro Desiderio al violino, Salvatore Minale alle percussioni, Gianni Minale ai fiati, Pino Tafuto al pianoforte ed Antonello Buonocore al contrabbasso.

Le canzoni sono inframezzate da “pensieri all’improvviso” di Lina Sastri, poesie, monologhi, immagini e una sola citazione di teatro di tradizione che, insieme alla musica che mai tace e che si snoda, diventa teatro.

Un racconto sul filo della bellezza e dell’arte che, in Napoli, trova ispirazione e complemento. Come afferma la stessa attrice, il “racconto è come sempre onirico, poetico, istintivo: dalla strada alla memoria e all’amore, dal mare, al cielo e a chi lo abita, alla terra nostra e a chi viene e a chi va, dalle ferite alla consolazione, fino alla rinascita e alla speranza”. Un viaggio melodico con cui Lina Sastri – che domina la scena azzurra, il mare ed il cielo, con un vestito rosso fuoco, la passione – accende le emozioni nascoste nel cuore del pubblico.

Ammirando la capacità della protagonista di tenere tutta sola la scena per circa un’ora e mezza, non si può non immaginare quale potrebbe essere l’effetto di uno spettacolo congiunto tra Lina Sastri e Massimo Ranieri, due dei massimi interpreti della prosa e musica napoletana. Chissà se in futuro torneranno a calcare insieme la scena…

Val la pena andare a vedere questo spettacolo, che è davvero un “tributo all’anima femminile, all’amore, alla solitudine, alla ferita, alla sconfitta, alla rinascita, alla speranza, al coraggio”, soprattutto per riscoprire e gustare la melodia della musica napoletana. Al Quirino di Roma fino al 9 ottobre prossimo.

Al. Sia.

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