martedì, 17 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

TORNA L’INCUBO
Pubblicato il 27-10-2016


sisma_2Notte in bianco di pioggia e di paura tra Umbria e Marche, dove ieri è tornato l’incubo terremoto con due scosse forti, una terza di poco più debole e decine di sommovimenti di assestamento più lievi che non hanno dato tregua. Una notte lunghissima per le migliaia di sfollati ancora da contare nelle strutture di accoglienza, in tenda, nei prefabbricati del sisma del ’97, in alloggi di fortuna o a bordo delle automobili. Una notte funestata dalla pioggia incessante e dalla terra che non ha praticamente mai smesso di tremare, anche durante la mattinata.
L’epicentro del sisma è nella Valnerina, nelle Marche. Le scosse sono state avvertite distintamente in tutte le regioni del centro Italia. Le più forti alle 19.10, di magnitudo 5.4, e di 5.9 alle 21.18, questa più intensa e duratura. Poi un’altra scossa alle 23:42, di magnitudo 4.6. Gli sfollati sono migliaia. Le repliche sono state almeno 200, più di 30 quelle di magnitudo pari o superiore a 3.
Una nuova forte scossa, di magnitudo 4,4, è stata registrata alle 10:21 nelle Marche a Castel Sant’Angelo sul Nera. La terra dunque continua a tremare nell’Italia centrale, dopo una notte di paura per le tre forti scosse di ieri. Sono oltre 200 le repliche. Intanto si contano i danni.
Moltissime persone hanno trascorso la notte in auto, altri hanno trovato riparo in locali messi a disposizione dagli enti locali. Nessuno ha chiuso occhio mentre lo sciame sismico ha proseguito con varie scosse per tutta la notte. “La notte è trascorsa in un silenzio assordante” racconta il sindaco di Castelsantangelo sul Nera, Mauro Falcucci. “Il centro è tutto zona rossa. Lo stiamo chiudendo”. Il primo cittadino ha parlato di “danni importanti al 90% del paese”. Il primo cittadino di Ussita, Marco Rinaldi, azzarda una prima stima dei danni: “Credo sia inagibile l’80% delle abitazioni e con le nuove scosse la gente sta cedendo psicologicamente”. Spiega che il suo paese “è devastato. Anche la sede provvisoria del Municipio è inagibile: abbiamo spostato gli uffici in una tenda”.
Intanto si contano i danni. Col passar delle ore va peggiorando la conta dei danni, non solo agli edifici ma anche al morale di popolazioni che stavano appena cominciando a risollevarsi. E che a soli due mesi dal terremoto di agosto si trovano a doverne affrontare un altro, con la sua scia di assestamento. Le prime immagini giunte dai luoghi del sisma, che ha avuto stavolta per epicentro la Valnerina, tra Perugia e Macerata, raccontano di chiese crollate come fondali di cartone.

Le scosse hanno provocato a Visso il crollo di parte della facciata del Palazzo dei Governatori, costruito nel 1100, che ospita il Cineteatro Comunale. Danni ha subito anche il Palazzo dei Priori, edificio del 1482, in cui ha sede del Municipio. La chiesa di Sant’Antonio, crollata nell’ omonimo borgo, risale al XIV secolo. Aveva già subito danni nel terremoto del settembre 1997 ed era stata sottoposta a lavori di consolidamento e restauro. Il centro storico è inagibile. Altri danni al centro storico di Amatrice già fortemente danneggiato dal terremoto del 24 agosto. Secondo quanto si apprende è crollato il palazzo del comune e un palazzo in cemento armato di quattro piani in piena zona rossa. Ad Amatrice è venuto giù il famoso palazzo rosso che aveva resistito al sisma del 24 agosto.
Matteo Renzi ha annunciato che potrebbe fare un sopralluogo oggi nei luoghi colpiti, in particolare Camerino e Visso.
Il capo Dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, insieme al commissario per la ricostruzione Vasco Errani, raggiungono l’area colpita dal terremoto. A ogni tappa è previsto un incontro operativo con il sindaco, prima autorità di protezione civile sul territorio, per concordare da subito priorità ed esigenze di ciascuna comunità. Il Vice Ministro dei Trasporti, Riccardo Nencini, ha raggiunto in queste ore le zone colpite.
“Più ti avvicini a Norcia più si infittiscono i mezzi di soccorso. La strada maestra per Norcia è chiusa. L’alternativa si arrampica tra i monti, verso Cascia. Le ferite del terremoto compaiono nette sulla strada”. Sono le parole scritte sul proprio profilo Twitter dal vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Riccardo Nencini che ha scritto un diario sulla giornata passata nei luoghi colpiti dal sisma. Il vice Ministro sta raggiungendo in queste ore le zone colpite dal sisma, facendo il punto della situazione attraverso un live tweeting. “Qui c’è un’Italia che si rimbocca le maniche. Ho visto la paura, non la desolazione e nemmeno l’arrendevolezza. Alle 10.25 la terra ha tremato di nuovo. In paese la gente è in strada, qualcuno con borse e valigie. I negozi hanno le serrande abbassate. Non tutti” – ha proseguito in riferimento a Norcia. “Sono state recintate le chiese e i palazzi storici in attesa dei controlli” – ha aggiunto. “’Dopo una sciagura ci si rialza, come i nonni dei nostri nonni’ – mi ha sussurrato un anziano. Non c’è cosa peggiore che aver superato un evento tragico e riprecipitarvi.” – ha concluso Nencini.

“Verso Visso, verso l’epicentro del sisma, il quadro cambia profondamente Pezzi di strada ricoperti di sassi, crolli, mura sbrecciate. Anche Preci è ferita. Ho visitato Visso qualche settimana fa. Il palazzo del comune e le due chiese affacciate sulla piazza meritano molto più di una sosta. Allora il terremoto non aveva infierito. Oggi invece…”. Sono le parole del vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Riccardo Nencini, che sta documentando su Twitter la sua visita nelle zone colpite dal terremoto. “A tre chilometri dal paese la strada è sbarrata. Pietre ovunque, macigni piovuti dalla montagna. Il sindaco sta sgombrando il paese. Danni ingenti ma né feriti né morti. Qui le case sono state costruite con un certo criterio. Lesionate ma senza crolli” – ha aggiunto Nencini, che ha concluso documentando l’intervento della macchina statale: “Esercito e Croce Rossa forniscono i primi servizi, riunione con Curcio, Errani, Prefetto e Presidenti di Provincia e Regione per fissare i primi interventi. Intanto tenere unita la comunità. E fare in fretta.”

Nel pomeriggio il presidente del Consiglio Matteo Renzi è giunto a Camerino per visitare i luoghi e gli abitanti delle zone colpite. Il consiglio dei ministri ha esteso lo stato di emergenza per il nuovo terremoto e ha stanziato con un decreto 40 milioni. “Confermo l’impegno del Governo: ricostruiremo tutto, compresi i nuovi danni prodotti da queste ultime scosse. I cittadini sappiano che non sono soli e avranno lo Stato a sostegno della ricostruzione intera, per quanto riguarda le case, gli edifici pubblici ed il patrimonio artistico”, ha detto Vasco Errani, commissario alla ricostruzione, dopo un incontro a Visso con il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio e con il sindaco.

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