venerdì, 9 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Trieste. Uno striscione
per i tanti Giulio Regeni
Pubblicato il 12-10-2016


striscione-regeniTrieste non vuole che il passare dei giorni porti con sé il ricordo di Giulio e la verità sulla sua morte. Trieste chiede che lo striscione giallo e nero che recita “Verità per Giulio Regeni” rimanga affisso sulla facciata del comune cittadino per non piegare la testa a verità di comodo. Così, in risposta alla decisione dello scorso venerdì del sindaco Roberto Dipiazza di rimuovere lo striscione, lunedì sera decine di manifestanti sono insorti in aula comunale provocando una rissa, prima di esserne espulsi. La manifestazione, proposta da Amnesty International, ha portato centinaia di persone sotto la sede comunale, dove si stava discutendo circa la proposta di centro-destra sulla rimozione dello striscione, trasformata in atto dal primo cittadino senza attendere la pronuncia assembleare.

Dipiazza ha giustificato il gesto sostenendo come si stia strumentalizzando politicamente su di un tragico evento, offendendo così la memoria del ragazzo e della famiglia. Ha dichiarato poi che tale decisione non prevede ripensamenti. Ma la famiglia del ventottenne nato a Trieste e morto ad inizio anno al Cairo si era dichiarata offesa dall’esposizione dello striscione? Ritiene che l’affissione di un monito per non smettere di indagare sulla scomparsa del figlio possa essere considerata una strumentalizzazione? Il nome di Giulio deve spingere alla ricerca della verità su tanti ragazzi misteriosamente scomparsi e mai tornati a casa, in Egitto come in molti altri paesi. Accanto allo striscione per Giulio sarebbe allora significativo affiggerne uno per Ahmed Ihab Mohammed Najjar, uno per Moataz Ahmed Mohammed Hassan, per Abdel-Rahman Samir Abdel-Fattah, un altro ancora per Ahmad Mahmoud AlHamami e per tutti quegli studenti e lavoratori prelevati in un giorno qualunque da agenti di polizia, in uniforme o in borghese, le cui tracce si sono perse nel tempo, nella dimenticanza di chi preferisce sottacere una verità che, se riconosciuta, potrebbe scatenare conseguenze internazionali.

Francesca Fermanelli

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento