sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Un nuovo patto sociale
per crescere
Pubblicato il 03-10-2016


La drammatica situazione economica  che stiamo vivendo in questo fine 2016, presenta forti analogie con quella che il Paese visse nei primi anni novanta. Il sindacato unitariamente firmò nel luglio 93 un accordo storico con Ciampi presidente che rappresentò l’inizio della politica dei redditi e permise all’Italia, attraverso un vero e proprio patto sociale   fra sindacato governo e impresa, di entrare in Europa.

L’accordo o meglio il verbale di intesa siglato con il ministro Poletti sulle pensioni, forse non avrà quella valenza storica, ma sicuramente rappresenta una sostanziale inversione di tendenza rispetto alla prima fase del governo Renzi, nella quale i corpi intermedi di rappresentanza delle categorie venivano visti come orpelli o come intralcio all’azione stessa del governo. Il verbale di accordo presenta importanti risultati per un mondo, quello dei pensionati, falcidiato dalla riforma Fornero.
Primo punto, la ricongiunzione diventa gratuita e per chi negli anni passati ha dovuto sborsare migliaia di euro per ottenere l’accorpamento dei contributi fra i vari enti è una cosa piu  che positiva.
Secondo punto, sono state accettate le richieste del sindacato che chiedevano un forte riguardo verso il lavoro usurante, per tutti coloro che rientrano in questa categoria, ad esempio i minatori, verrà riconosciuta un pensionamento anticipato di cinque anni.
Terzo  punto, la 14° ai pensionati che verrà pagata a luglio attraverso un assegno di 500 euro ai pensionati a basso reddito e l’estensione della 14 a 1.200.000 pensionati oggi esclusi; e questa conquista  possiamo ascriverla tutta a nostro merito perché l’abbiamo proposta noi come partito da soli in tutto lo schieramento parlamentare.
Sono presenti nell’accordo anche altri  punti qualificanti, riguardanti i lavoratori precoci e un preciso impegno ad affrontare una sorta di pensione contributiva di garanzia, per i giovani,tema avanzato dal nostro dipartimento lavoro  e dalla fgs e inserito  già nel programma di Italia bene comune.
Resta da definire compiutamente tutta la tematica dell’Ape e per quanto ci riguarda si deve cominciare  ad intervenire sull’abnorme numero di voucher in circolazione almeno limitandone l’uso, come era in origine, ad alcune specifiche categorie di persone, ripristinandone la definizione  del 2008 di strumento di gestione del solo lavoro accessorio.
Tante cose restano da fare sul terreno delle relazioni industriali a partire dal confronto  sul rinnovo del contratto dei metalmeccanici, fra Fim Fiom Uilm, insieme al tavolo di trattativa dopo molti anni di firme separate, e Federmeccanica, ma questo ruolo attivo del sindacato nella vita delle persone e la gestione del nuovo presidente di confindustria Boccia lasciano ben sperare che si possa ripercorrere quella stagione virtuosa attraverso un nuovo patto sociale, che consenta al paese di crescere e di guardare con meno paura al futuro.
Marco Andreini 
Responsabile Welfare Psi
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