sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Unesco, risoluzione fotocopia per Gerusalemme
Pubblicato il 26-10-2016


muro-piantoIl Comitato del Patrimonio mondiale dell’Unesco ha approvato una risoluzione che nega nuovamente il legame millenario degli ebrei con i luoghi sacri di Gerusalemme. Il voto si è svolto a scrutinio secreto: 10 a favore, due contrari e otto astenuti. Non è stata sufficiente l’intensa attività diplomatica svolta in questi ultimi giorni dal Ministero degli Esteri israeliano affinchè il Comitato votasse contro le precedenti risoluzioni.

Il testo approvato fa riferimento ai luoghi sacri di Gerusalemme con la sola denominazione musulmana e denuncia persino i “danni materiali” perpetrati da Israele, confermando la precedente risoluzione adottata la settimana scorsa dall’Unesco. I 21 membri del comitato sono attualmente: Angola, Azerbaigian, Burkina Faso, Croazia, Cuba, Finlandia, Indonesia, Giamaica, Kazakistan, Kuwait, Libano, Perù, Filippine, Polonia, Portogallo, Repubblica di Corea, Tanzania, Tunisia, Turchia, Vietnam, Zimbabwe.

Obiettivo del comitato è concedere un’assistenza finanziaria in funzione delle richieste degli Stati membri ed esaminare, tra l’altro, lo stato dei siti iscritti al patrimonio mondiale.

Il risultato emerso dal voto ha provocato una nuova reazione indignata di Israele che tramite il portavoce del ministero degli esteri Emmanuel Nahshon ha definito il documento “spazzatura” sottolineando che “giustamente l’ambasciatore israeliano nell’organismo ne ha gettato il testo nel bidone dell’ immondizia”. “Lunga vita – ha concluso – a Gerusalemme ebraica”.

E il presidente del Parlamento Israeliano Yuli Edelstein ha inviato una lettera al Segretario di Stato vaticano Cardinale Parolin con la quale chiede l’intervento della Santa Sede. Yuli Edelstein afferma: “La Risoluzione è un affronto per i cristiani e per gli ebrei” ed il Vaticano dovrebbe “usare i suoi migliori uffici per impedire il ripetersi di questi sviluppi di questo tipo”.

Indubbiamente il Comitato dell’Unesco, con questa sua risoluzione, ha colto di sorpresa il mondo intero senza tenere conto di una storia millenaria in cui Gerusalemme ha un ruolo centrale tra tutte le religioni dalle origini mediorientali diffusesi in tutto il bacino del mediterraneo e nel mondo. In particolare, per la religione Ebraica, Gerusalemme con il “muro del pianto” assume anche un forte significato emblematico.

“Se le stesse proposte ci saranno ripresentate ad aprile il governo italiano passerà dall’astensione al voto contrario” ha detto al Question Time il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. “La risoluzione – ha spiegato il ministro – si ripropone due volte l’anno dal 2010. Dal 2014 contiene le formulazioni che negano le radici ebraiche del Monte del Tempio”. “Credo che dobbiamo lavorare affinché l’Unesco faccia l’Unesco. Non possiamo accettare l’idea che invece di concentrarsi sulla tutela del patrimonio culturale, diventi cassa di risonanza di conflitti politici”, ha concluso polemicamente Gentiloni.

Salvatore Rondello

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