sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

LE REGOLE DEI MAGIARI
Pubblicato il 28-10-2016


orban-1024x572-1432061022L’ironia della sorte vuole che a fare all’Italia un richiamo sulle regole da rispettare in zona UE sia l’Ungheria. Il presidente Orban si è fatto promotore in questi ultimi anni di violazione delle regole europee e umanitarie sull’accoglienza dei profughi e sulle ‘quote’ dei migranti, arrivando alla costruzione di un muro nel cuore dell’Europa e addirittura accusando Bruxelles di ingerenza sulla questione. Ora prosegue a distanza lo scontro tra Ungheria e Italia sui migranti, con il premier Viktor Orban che ai microfoni della radio Mr continua a ribadire che Roma viola le regole stabilite dall’Europa: “La politica interna italiana è un terreno difficile. L’Italia ha difficoltà di bilancio con un deficit che aumenta, mentre stanno arrivando in massa i migranti, con spese ingenti. Renzi ha tutte le ragioni di essere nervoso”.  Tuttavia, ha continuato Orban rispondendo ad una domanda sulla minaccia di Renzi di porre il veto al bilancio Ue se Paesi come l’Ungheria non faranno di più per accogliere i migranti, “la comprensione e la compassione non cambiano il fatto che sarebbe dovere dell’Italia rispettare il trattato di Schengen, però non lo fa, anche se il compito, sebbene sia difficile, non è impossibile”.

Ma a Orban risponde direttamente Matteo Renzi, che lo smentisce: “Il presidente Orban ha una visione dell’Italia non puntuale. In altri termini non è vero che il deficit aumenta, non è vero che l’Italia è in difficoltà o che c’è nervosismo”. E, parlando a Radio Radicale, avverte Budapest ancora una volta: “O l’Europa prende atto dei provvedimenti che l’Ue stessa ha firmato e quindi anche l’Ungheria inizia a farsi carico dei migranti o sai che c’è? Il presidente del Consiglio italiano comunica ufficialmente che metterà il veto su qualsiasi bilancio che non contempli uguali oneri e onori”. Perché l’Italia, continua, “non è più il salvadanaio al quale si viene a chiedere soldi senza prevedere uguali diritti e doveri. Abbiamo colto nel segno, noto una certa preoccupazione negli amici dei Paesi dell’est, ma il tempo in cui l’Italia faceva il salvadanaio è finito. Vale per Orban e per tutti gli altri colleghi Ue“.

Ma la scintilla è stata innescata già ieri quando all’agenzia Mti il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, commentando le parole del premier sul fatto che l’Italia potrebbe porre il veto sul bilancio Ue ha affermato: “Le risorse europee spettano ai paesi membri dell’Europa centrale”. È l’Italia che “non adempie ai propri obblighi, se rispettasse meglio norme e regole comuni la pressione dell’immigrazione sull’Ue sarebbe molto minore”. I paesi centroeuropei, prosegue Szijjarto, “con la loro adesione all’Unione europea, hanno aperto i propri mercati interni alle imprese dell’Europa occidentale, fra cui anche quelle italiane, che hanno realizzato così profitti notevoli”. Il ministro degli Esteri, scrive ancora l’agenzia, ha sottolineato che “Renzi sta attaccando i paesi dell’Europa centrale i quali rispettano le regole comuni mentre l’Italia non adempie i propri obblighi derivanti dall’appartenenza alla zona Schengen. Se l’Italia rispettasse meglio norme e regole comuni, la pressione dell’immigrazione sull’Unione europea sarebbe molto minore”. Le parole commentate dal ministro ungherese, sono quelle pronunciate da Renzi a Porta a Porta, quando il premier aveva annunciato che “se Ungheria o Slovacchia ci fanno la morale sui migranti e non ci danno una mano”, l’Italia potrebbe “mettere il veto” sul bilancio comunitario.

Paolo Gentiloni ha subito risposto con un tweet al suo omologo: “Con muri e referendum l’Ungheria ha sempre rivendicato di violare le regole europee sulle migrazioni. Ora almeno eviti di dare lezioni all’Italia”.
Il richiamo di Budapest al rispetto delle regole oltre che spudorato e ingrato: l’Italia è tra i maggiori paesi donatori della Ue, grazie ai quali vengono versati ingenti somme di danaro al bilancio di Bruxelles, che ne destina una parte ai ‘fondi di coesione’. Somme che finiscono poi ai membri orientali dell’Unione.

A questo punto tocca ancora una volta all’Europa, Bruxelles non ha mai intrapreso alcuna azione ufficiale di censura riguardo alla condotta del governo di Orban e, perfino il gruppo dei partiti popolari europei ha mai agito contro la formazione politica che guida il paese ungherese, mantenendola al suo interno. Ora invece è tempo di agire, o l’Europa continuerà ad essere additata sempre e solo come la ‘megera’ che punisce Atene, la sola insieme all’Italia ad essersi fatta carico dell’arrivo dei profughi. La stessa Europa che dimentica di far rispettare le regole a Stati con involuzione autoritaria come quello ungherese, finendo con l’essere più che ‘megera’, un fantasma, qualcosa che non esiste.

Tant’è che il Primo Ministro ungherese ha anche annunciato che il suo Paese presenterà un reclamo alla Commissione Europea e resisterà all’obbligo di quote di accoglienza profughi, se Bruxelles non porrà questo problema all’ordine del giorno.

In precedenza, in Ungheria si è svolto il referendum sulla politica di distribuzione dei rifugiati nei Paesi dell’Unione Europea. Il referendum non è stato riconosciuto come valido, perché l’affluenza è stata del 40%, mentre per la sua approvazione era necessario il voto del 50% degli elettori. E il Premier magiaro ha anche proposto di eliminare la quota obbligatoria, ma il Capo della Commissione europea, Jean-Claude Juncker ha respinto questa iniziativa.

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