giovedì, 8 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Venezuela, i domiciliari all’oppositore Rosales
Pubblicato il 20-10-2016


rosalesEnnesima mossa del governo venezuelano, che ieri notte ha liberato l’ex candidato alla presidenza e già governatore dello stato di Zulia e sindaco di Maracaibo, Manuel Rosales.
Arrestato dall’intellighenzia del paese sudamericano un anno fa per un supposto arricchimento illecito, Rosales è stato per anni l’uomo più in vista dell’opposizione e dei socialisti di Acción Democratica, fondando poi il partito socialdemocratico Un Nuevo Tiempo. A pronunciare la sua accusa, subito accolta dai tribunali, fu direttamente Hugo Chávez nel mezzo delle elezioni regionali del 2008. Dopo essere stato in esilio forzato a Lima e a Panama, Rosales è tornato in Venezuela nella campagna elettorale delle ultime elezioni parlamentari, quando fu catturato dalla polizia politica all’atterraggio in aeroporto.
La cosa, se da un lato fa piacere alle opposizioni, dall’altro rischia di essere una nuova carta gettata sul tavolo dal presidente Maduro, una sorta di mossa elettorale in vista del referendum revocatorio, che probabilmente si terrà nei primi mesi del 2017.
L’uscita dal carcere di Rosales segue quella dell’attivista di un altro partito di opposizione di centro-sinistra, Francisco Márquez di Voluntad Popular, arrestato durante i lavori preparatori della consultazione revocatoria.
Entrambi sono stati liberati in seguito alla visita a sorpresa dell’ex capo di governo spagnolo Zapatero, in viaggio a Caracas lo scorso fine settimana, e che sta svolgendo funzioni da mediatore nel controverso e spinoso dialogo tra il Presidente e le opposizioni.
Per Rosales sono stati ammessi gli arresti domiciliari, mentre per quanto riguarda Márquez il regime ha scelto di rilasciarlo soltanto a condizione che lasci il paese. A riguardo, il militante di Voluntad Popular ha scritto una lettera aperta nella quale dichiara che “la mia uscita dal carcere non mi ha dato la libertà, ma un esilio forzato”.

Giuseppe Guarino

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento