domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Comune di Campobasso.
Violenza sulle donne
tra silenzio e indifferenza
Pubblicato il 17-10-2016


Violenza-sulle-donne-LocatelliSarà pure stato un “difetto di comunicazione” che ha impedito alla Ministra Maria Elena Boschi si sapere che la Regione Molise, in “zona Cesarini”, ha provveduto a pubblicare il bando per l’istituzione di una casa rifugio e un centro antiviolenza per le donne, vinto e aggiudicato al Comune di Campobasso. Sarà così ma a noi, sempre lieti quando un problema si avvia, si “avvia” a trovare risposta, francamente il tempo, tra l’approvazione della legge regionale, il reperimento delle risorse finanziarie e l’indizione della gara ci pare proprio troppo. E ci sarà pure stata l’influenza della denunzia della Consigliera di Parità Giuditta Lembo e della mobilitazione delle donne, e del Patito Socialista del Molise in prima fila, con una petizione e relativi banchetti e raccolta firme, che hanno consentito al Presidente Frattura di “salvarsi in calcio d’angolo”.

Il nostro tono che vuole essere né rabbioso né drammatico non ci lascia però sfuggire che il ritardo dell’intervento è grave, tenendo conto che in questo tempo molte donne, nel silenzio, nell’indifferenza dei più, nella loro sofferenza, avrebbero potuto trovare aiuto, solidarietà, possibilità di uscita da situazioni così intollerabili anche al nostro pensiero e alla nostra riflessione di cittadini che, per quanto possono, si fanno carico di responsabilità sociale.

Non possiamo evitare di fare un’altra riflessione ad alta voce. Sappiamo con certezza di sfoghi privati, e non sempre, del Presidente Frattura per i ritardi della macchina regionale; a volte per carenza di fondi, a volte per i vincoli ed il patto di stabilità, non poche volte perché “i soldi ci sono e non si riesce a spenderli”. Ad esempio proprio nel settore sociale, dove ci sono energie, cittadini che non stanno a guardare ma non possono esprimere tutto il loro impegno civile proprio nei settori dove si vive disagio e sofferenza che si potrebbero alleviare con la solidarietà che affianca l’intervento pubblico.

Presidente, anche i ritardi burocratici sono un problema grave, attendiamo l’esito dei suoi provvedimenti di ristrutturazione dell’apparato ma resta che anche questo è un problema intollerabile.

Detto questo con pacatezza e fermezza, noi non siamo amanti di processi mediatici e di esibizione di noi stessi, guardiamo avanti ! Recuperiamo! Accorciamo i tempi ! Lo diciamo al Comune di Campobasso e al suo Ambito delegato all’esecuzione del provvedimento; molti sono gl’ interventi drammaticamente urgenti ma questo è uno di quelli che con più forza turba le nostre coscienze che esigono risposte. Ci auguriamo che l’Ambito Territoriale Sociale di Campobasso allarghi il suo riferimento territoriale a tutta la regione e si apra alla solidale sinergia con tutte le presenze pubbliche e private e a tutte le forme in cui i cittadini vogliono esprimere la loro concreta e responsabile partecipazione.

Elena Grande
Componente del Consiglio Nazionale Psi

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