mercoledì, 29 marzo 2017
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Opinioni e commenti
 

Visco, alto debito Italia lascia pochi margini di manovra
Pubblicato il 27-10-2016


BancadItalia-ViscoPresso il Palazzo della Cancelleria a Roma, si è celebrata oggi la 92ª Giornata Mondiale del Risparmio, organizzata come ogni anno dall’Acri sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Titolo di questa edizione è “La cultura del risparmio per la crescita”. In qualità di relatori interverranno: Pier Carlo Padoan, ministro dell’Economia e delle Finanze; Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia; Giuseppe Guzzetti, presidente dell’Acri; Antonio Patuelli, presidente dell’Abi.

Dopo le polemiche dei giorni scorsi, particolare interesse hanno suscitato gli interventi del Governatore Visco e del Ministro Padoan.  Ignazio Visco nel suo intervento accenna alla situazione economica internazionale con connotazioni contrastanti: “Le informazioni congiunturali più recenti mostrano un rafforzamento dell’attività economica negli Stati Uniti e in Cina mentre la Russia si avvia a uscire dalla recessione; dall’altro, i primi dati sul terzo trimestre suggeriscono un nuovo indebolimento del commercio internazionale. Nel complesso dominano condizioni di incertezza: alle difficoltà nel prevedere gli effetti dello sviluppo tecnologico sull’economia e sull’occupazione e nel governare quelli delle tendenze demografiche si sono aggiunte crescenti tensioni di carattere politico e geopolitico”.

Successivamente non sono mancate le critiche alla politica economica della UE manifestando preoccupazioni per l’incrinazione della fiducia tra gli Stati membri per i quali giocano un ruolo non secondario i flussi migratori di eccezionale entità e per la crescita dei movimenti nazionalisti avversi all’Euro. Le “ombre sul futuro dell’Europa più preoccupanti dopo il referendum britannico”. Proseguendo: “La politica europea rimane ancorata a una veduta corta; i singoli paesi tendono a privilegiare interessi interni contingenti, a scapito di iniziative comuni di maggiore respiro”. Le prospettive economiche dell’area Euro per Visco “restano caratterizzate da uno scenario di crescita stabile ma modesta, di inflazione in graduale recupero ma ancora eccessivamente bassa, di persistenti elementi di fragilità nel sistema finanziario. L’incertezza spinge le imprese ad accrescere le riserve di liquidità, ne scoraggia l’attività di accumulazione; frena i consumi delle famiglie, senza che l’aumento del risparmio precauzionale trovi impiego nel finanziamento di maggiori investimenti produttivi. Le misure eccezionalmente espansive adottate dal Consiglio direttivo della BCE, scongiurando una spirale deflazionistica, mirano a riportare l’inflazione in linea con l’obiettivo e contribuiscono a sostenere la domanda. Ma la politica monetaria non può essere l’unica leva. L’area risente della mancanza di un bilancio pubblico comune da usare in chiave anticiclica, tanto più grave in un contesto in cui molti paesi hanno pochi margini di manovra a livello nazionale e altri esitano ad adottare politiche espansive. In ogni caso non è con la politica monetaria che si può alzare il potenziale di crescita dell’area. Servono politiche in grado di incidere, in uno scenario di grandi cambiamenti, sulle caratteristiche strutturali delle nostre economie; devono proseguire gli sforzi in atto in più paesi”.

Per quanto riguarda la situazione dell’Italia “la ripresa economica non si è interrotta ma rimane stentata. Dopo la battuta d’arresto del secondo trimestre, l’attività dovrebbe essere tornata a crescere lievemente nel terzo, come suggerito dai dati recenti sulla produzione industriale e dai sondaggi presso le imprese. La ripresa sta influendo positivamente sulle condizioni di stabilità finanziaria: l’aumento dell’occupazione sostiene il reddito disponibile delle famiglie; gli indici di vulnerabilità finanziaria delle imprese sono in miglioramento. Gli investimenti restano, anche e soprattutto da noi, il principale punto di debolezza. Pur in crescita dalla metà dello scorso anno, anche grazie a condizioni di accesso al credito divenute gradualmente più accomodanti, l’accumulazione di capitale è modesta nel confronto europeo e rispetto a quanto osservato all’uscita da precedenti episodi recessivi; in termini reali rimane su livelli inferiori di quasi il 30 per cento rispetto a quelli del 2007.

Nel nostro paese i margini per interventi pubblici di sostegno all’attività economica sono compressi dal debito molto elevato. Il sistema produttivo soffre del ritardo con cui ha risposto all’accresciuta concorrenza sui mercati internazionali e alle innovazioni tecnologiche; nonostante i miglioramenti ottenuti con le riforme attuate in questi anni, resta penalizzato da un ambiente poco favorevole all’attività d’impresa, ancora appesantito da eccessi di burocrazia, lentezza della giustizia, fenomeni d’illegalità.

Le banche italiane affrontano, come quelle di altri paesi, una delicata transizione, resa più difficile dalla necessità di gestire il lascito della lunga fase recessiva in un ambiente economico ancora debole e in una fase in cui l’evoluzione regolamentare è ancora in corso”.

Per quanto concerne il sistema creditizio italiano ha fatto notare che i principali gruppi bancari italiani sono in linea con lo “stress test” degli altri gruppi bancari europei. Per l’unica eccezione, quella del MPS entro la fine del 2016 dovrebbe completarsi il piano di risanamento. Ha rassicurato la platea sul ruolo di vigilanza della Banca d’Italia “ dalla fine del 2011 il coefficiente relativo al patrimonio di migliore qualità delle banche vigilate direttamente dalla Banca d’Italia è cresciuto dall’11,8 al 15,5 per cento (a fronte dell’aumento dall’8,8 all’11,7 per cento per le banche “significative”) e il tasso di copertura delle esposizioni deteriorate è passato dal 28,2 al 43,6 per cento (a fronte di un incremento dal 40,6 al 45,6 per cento per le banche “significative”)”.

Altri dati significativi riguardano l’arresto dei crediti deteriorati delle banche italiane già avvenuto nel 2015 è proseguito anche nel primo semestre del 2016. Anche i tassi di copertura delle banche italiani per i crediti deteriorati, mostrano margini superiori alla media delle banche degli altri paesi dell’Europa.

Non sono mancate le raccomandazioni alle banche a ridurre i costi compresi quelli del personale. Resta invece legato al miglioramento delle prospettive economiche l’incremento dei finanziamenti per gli investimenti produttivi.

L’intervento del Ministro Padoan in molti punti è coincidente con il discorso del Governatore Visco. Tra l’altro ha sostenuto che “pur in un contesto internazionale difficile l’economia italiana continua a crescere e l’indebitamento continua a scendere. La politica del Governo prosegue nella strada stretta del consolidamento di bilancio imposta dall’alto livello di debito. Con le risorse limitate, la qualità di finanza pubblica è importante”. Il Ministro Padoan non ha perso occasione per difendere la politica di bilancio dello Stato: “La legge di bilancio sostiene la crescita ed anche l’inclusione sociale”. E poi con riferimento alla UE: “la legge di bilancio contiene anche misure eccezionali per eventi come il terremoto e i migranti. Uno sforzo di spesa ingente che va a beneficio dell’Italia ma anche dell’Europa”. Nel suo discorso ottimista per il futuro ha anche detto: “ Il taglio dell’IRES consentirà alle imprese italiane di migliorare la propria posizione competitiva”.

Insomma dalla 92.ma giornata italiana sul risparmio sono emersi segnali speranzosi per un futuro migliore. Molto dipenderà anche dalle azioni del Governo e del potere legislativo di rendere il Paese più efficiente ed efficace nei servizi amministrativi per i cittadini e per le imprese. Un significato importante, oggi, dovrebbe essere anche la tempistica attualmente troppo lenta per la concessione dei brevetti e le autorizzazione a produrre i nuovi prodotti tutelati dagli stessi brevetti.

Salvatore Rondello

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