sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

ABI: Patuelli e il suo tappeto volante
Pubblicato il 07-11-2016


tappeto-volanteANSA – “Banche: Antonio Patuelli, costi su clienti? cittadini liberi cambiare: “Premesso che l’Abi “non deve e non può” esprimersi sui costi, bisogna ricordare che “vi è pienezza di concorrenza, non esiste un monopolio bancario, sono tutti liberi di scegliere e di spostare mutui e depositi”: così il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, risponde a chi gli domanda come intenda – il settore – rassicurare il ministro Padoan che chiede di non scaricare sui clienti i costi dei salvataggi bancari”.

Sconcertato ma non troppo, nel senso che questa supponenza di ABI ci era già nota; nel senso che ABI è la più ricca del reame; nel senso che essere il capo branco di lupi famelici con gli occhi di fuoco ti esalta; nel senso che nulla intimorisce l’ABI, se non l’ABI stessa; nel senso che per emettere sentenze bisogna conoscere le carte del processo e, noi, dell’ABI non ne sappiamo nulla, o meglio sappiamo ma anche non sappiamo. Questo giustifica il delirio di onnipotenza e di irriverenza, di fastidio, che si può provare di fronte a delle piccole pulci rognose come noi risparmiatori comuni mortali. Lo dico con sincerità, perché non so se al posto di Patuelli mi comporterei come Patuelli, forse peggio o anche meglio, ma non posso saperlo perché non ci sono, piuttosto, ci farei volentieri un giretto sulla poltrona del Presidente dell’ABI, per capire cosa si prova.

Certo la notizia dell’ANSA letta da parte di noi “pulci” ci fa effetto, ci fa sentire quello che siamo e non vorremmo essere, “pulci”, appunto. Che le banche siano da tempo infastidite dai depositi dei pensionati italiani era di tutta evidenza già da tempo, stare lì a rompersi le palle col risparmiatore che non riesce a capire che le banche non danno interessi, ma li chiedono per tenerti i soldi è fastidioso… a pensarci bene è anche giusto! I tempi che furono sono un’altra cosa, peraltro, prima ci mettiamo in testa che quel periodo non tornerà mai più e meglio è per tutti, perché questa storia del direttore di banca che raccoglieva i soldi della vendita del raccolto di patate per distribuire la somma depositata sul territorio, in modo che potessero prosperare altre piccole aziende di cipolle per il bene del Paese è diventata di una noia mortale.

Oggi il mondo è globalizzato, si parla per grandi numeri e, l’ABI, nel suo complesso finale è un grande numero che compete con il mondo, che poi le banche associate siano 800 o solo 50 il complessivo totale è sempre lo stesso, fuse o cotte che siano! Oggi hanno bisogno di un decimo degli spazi e di un decimo di collaboratori nel sistema bancario nazionale, perché una volta liberati definitivamente del risparmiatore “pulcioso” si potranno dedicare alla conquista dei risparmi dei risparmiatori, e non più come facevano i vecchi direttori rimbambiti – risparmiatore per risparmiatore -, ma a colpi di 100.000 per volta. Risparmiatori a cui svuotare il portafoglio esultando all’operato dei commando della finanza di ultima generazione, con l’autorizzazione di leggi interpretative che l’ABI interpreta, accidenti se le interpreta, ma ad uso e consumo degli associati che stanno facendo del risparmiatore classico “carne da mattatoio”. Ci duole ricordare che la vendita di azioni, obbligazioni e addebiti di spese indiscriminate che hanno distrutto l’economia delle famiglie italiane e della classe media del Paese sono state il frutto dell’indifferenza, e la sua controlla Banca d’Italia. Facile dire, oggi, che tutti sono liberi di spostare mutui e depositi quando nessuna banca vuole più rogne… e “pulci”! Presidente Patuelli, faccia un giro nei cimiteri delle zone industriali di provincia, e si accorgerà che dietro le “pulci” ci sono gli uomini a cui avete portato via ogni risparmio, peraltro il “gruzzolo” è ben visibile dal suo tappeto volante!

Angelo Santoro

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