giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

AIDS. In Europa uno su 7 non sa di essere sieropositivo
Pubblicato il 29-11-2016


aids-hiv“L’Hiv continua ad essere un grave problema in Europa – afferma il commissario alla Salute europeo Vytenis Andriukaitis -. La stima che una persona su sette non sa di essere infetta è particolarmente preoccupante, perché queste persone non hanno accesso alle terapie salvavita e possono continuare a trasmettere il virus agli altri”.
In Europa ci sono almeno 122mila persone sieropositive che non sanno di esserlo, circa uno su sette del totale degli infetti. La stima è del Centro Europeo di Controllo delle Malattie (Ecdc) e dell’Oms Europa, ed è stata pubblicata a pochi giorni dal World Aids Day dell’1 dicembre.

Secondo il rapporto, che si riferisce ai 31 paesi dell’Ue e dell’Area Economica Allargata, nel 2015 ci sono state 30mila nuove notifiche di casi, un numero in linea con gli anni precedenti, mentre il tempo stimato fra l’infezione e la diagnosi è altissimo, circa quattro anni, con metà dei pazienti che scopre di essere sieropositivo quando l’infezione è in fase avanzata. Il 42% delle nuove diagnosi riguarda uomini che hanno fatto sesso con uomini, mentre i rapporti eterosessuali seguono con il 32% e l’uso di siringhe infette è responsabile nel 4% dei casi.
L’Oms infatti ha lanciato l’allarme: nel mondo ci sono 14 milioni di sieropositivi ma molti non sanno di esserlo. Tra le donne le adolescenti e le giovani dell’Africa orientale e meridionale registrano tassi di infezione fino a 8 volte superiori rispetto ai coetanei maschi. Tra i 15 e i 19 anni d’età, meno di una su 5 è consapevole di essere sieropositiva.
L’Oms così sostiene la distribuzione gratuita di kit di auto-test Hiv e altri approcci che ne permettano l’acquisto a prezzi accessibili. È stato dimostrato, precisa l’Oms, che l’auto-test Hiv arriva quasi a raddoppiare la frequenza dei test dell’Hiv fra gli uomini che hanno rapporti sessuali con gli uomini, e recenti studi in Kenya hanno osservato anche che i partner delle donne in gravidanza hanno un tasso di utilizzo doppio se viene loro offerto l’auto-test dell’Hiv.
Al momento sono 23 i Paesi che hanno politiche nazionali a sostegno di questo strumento. Molti altri le stanno sviluppando adesso, ma l’implementazione su vasta scala rimane limitata.

E ancora la diffusione del test rimane bassa in ‘popolazioni chiave’ – in particolare uomini che hanno rapporti sessuali con gli uomini, lavoratori del sesso, transgender, persone che si iniettano droghe, e carcerati – che costituiscono circa il 44% degli 1,9 milioni di nuovi casi di infezione da Hiv che si verificano ogni anno su adulti.

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