venerdì, 21 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Antonio Landolfi:
il socialista con gli occhiali
Pubblicato il 11-11-2016


antonio-landolfiIl 10 novembre scorso, presso l’Istituto della Enciclopedia Treccani, dopo cinque anni dalla scomparsa, è stata ricordata la figura del Sen. Antonio Landolfi. Per ricordarlo sono intervenuti Luigi Covatta, Michele Drosi, Gennaro Acquaviva, Giorgio Benvenuto e Claudio Signorile coordinati da Massimo Bordin. Il ricordo è avvenuto con la presentazione del libro postumo di Antonio Landolfi “Il socialista con gli occhiali” (ed. Rubettino) la cui pubblicazione è stata curata dalla moglie Adriana Martinelli e dalle figlie Flavia e Laura.

Nel libro autobiografico rimasto incompiuto, Antonio si cimenta nella cronaca degli eventi vissuti in prima persona dall’inizio del suo impegno politico fino agli anni trascorsi nel PSI. Il padre antifascita era stato inviato al confino a Palermo dove trascorse l’infanzia. Tornato a Roma, frequenta il liceo “Dante Alighieri”. Fu testimone oculare dell’assassinio di Massimo Gizzio colpito a morte il 29 gennaio 1944 dalla milizia fascista durante la distribuzione dei volantini antifascisti presso il Liceo frequentato da Antonio. Da quel triste evento, Antonio trovò la spinta all’impegno politico che iniziò subito come staffetta partigiana nella lotta per la Liberazione della città di Roma occupata dai nazi-fascisti. Dopo una brevissima parentesi nel PCI, aderisce al PSI dove ricopre importanti ruoli a fianco di Giacomo Mancini. Divenne membro della Direzione Nazionale in qualità di responsabile della Cultura e dopo dell’Economia. Nel 1979 fu eletto Senatore della Repubblica. Ha collaborato con l’Avanti!, Critica Sociale e Mondo Operaio. Ha insegnato presso l’Università “La Sapienza”, l’Università dell’Aquila, l’Università di Palermo e la Luiss. E’ stato autore di saggi e opere di storia tra cui “Il socialismo italiano” nel 1978, “Storia del PSI” nel 1990, “Il socialismo meridionale” nel 1992, “Il garantismo socialista” (1999), “L’Europa dei socialisti” (2002), “il Gladio rosso di Dio”(1998), “Global si, Global no” (2004) e “Giacomo Mancini – biografia politica” (2008). Fu anche Presidente della Fondazione Culturale della Città di Cosenza e Presidente della Fondazione Giacomo Mancini.

L’opera postuma, con la prefazione di Luciano Pellicani, solo nella prima parte è un libro di memoria come lo aveva concepito. Nella seconda parte, i curatori hanno aggiunto alcuni suoi scritti inediti tratti dal suo archivio personale e le testimonianze di Luigi Covatta, Giorgio Benvenuto, Claudio Signorile e Giuseppe Tamburrano.

Dalle testimonianze e dagli interventi di ieri, emerge la figura di un personaggio sempre impegnato nel dibattito politico. Con grande umiltà ha dato sempre un grande contributo alle scelte politiche. Il dialogo lo riteneva di fondamentale importanza all’interno del PSI e con le altre forze politiche. Per la sua concezione etica della politica fu un critico severo della corruzione, dei populismi e di tutti i comportamenti politici erosivi dei sani principi della democrazia. Le sue analisi politiche spaziavano dal quadro internazionale a quello italiano con grande perizia. Professava la sua fede per il socialismo con grande convincimento d’animo. In sintesi, potrebbe essere definito un apostolo del socialismo dei nostri tempi.

Pensatore e costruttore del pensiero politico non ha mai manifestato l’egoismo di voler primeggiare come ha ricordato Luigi Covatta. Claudio Signorile, ricordando l’impegno del PSI per salvare Moro dalle Br, ha definito Antonio Landolfi un protagonista politico che potrebbe essere considerato un autonomista di sinistra. Michele Drosi ha ricordato l’impegno di Antonio Landolfi per il Meridione e per la Calabria. Gennaro Acquaviva si è soffermato sull’umanità del pensiero politico di Antonio. Giorgio Benvenuto ha evidenziato l’impegno di Antonio per il mondo del lavoro a difesa dei diritti dei lavoratori ed a fianco della UIL.

L’ultimo dibattito pubblico di Antonio Landolfi avvenne il 26 gennaio 2011 presso lo storico Circolo “Giustizia e Libertà” di Roma sul tema “Trenta anni di socialismo in Italia : 1946-1976” a cui parteciparono anche Enzo Bartocci, Luigi Covatta , Giuseppe Tamburrano ed il sottoscritto. Un mese dopo avvenne la sua scomparsa. Ai suoi funerali, da Fabrizio Cicchitto a Riccardo Nencini, da Giuliano Amato a Giorgio Benvenuto, si riunirono tutti i socialisti protagonisti della diaspora socialista e delle sue divisioni ancora in atto.

Ieri, nel ricordarlo, ha partecipato un pubblico qualificato con numerosi compagni ed amici di Antonio. Tra i presenti sono stati notati: Claudio Martelli, Emanuele Macaluso, Gianni Letta, Ottaviano Del Turco, Giosi Mancini, Franca Chiaramonte, Alberto La Volpe, Letizia Paolozzi, Sara Pontecorvo, Dora Anticoli, Anna e Paolo Borioni.

Salvatore Rondello

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