sabato, 23 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Ape. Niente tredicesima nel periodo di pensionamento anticipato
Pubblicato il 24-11-2016


Ape volontaria

NIENTE 13° DURANTE IL PERIODO DI PENSIONAMENTO ANTICIPATO

L’Ape volontaria sarà erogata per 12 mesi l’anno e non su 13 come avviene per la pensione. Lo hanno recentemente confermato fonti di Governo spiegando anche che nel Dpcm che sarà pubblicato a gennaio dopo l’approvazione della legge di Bilancio sarà messo un tetto per quanto riguarda la richiesta di Ape del 95% della pensione certificata mensile nel caso di richiesta di anticipo di un anno, del 90% in caso di anticipo di due anni e dell’85% in caso di anticipo di tre anni.

Spunta tetto Isee per bonus mamma e nido- Spunta un tetto Isee per il bonus mamma e per quello nido, previsti dalla manovra. Due emendamenti presentati dal Pd e approvati dalla commissione Affari sociali della Camera stabiliscono che i nuclei familiari che possono usufruire delle agevolazioni siano solo quelli con un Isee non superiore a 13mila euro annui per il bonus mamma e non superiore a 25mila euro per il bonus nido. Come prevede il regolamento però ora la proposta sarà ulteriormente valutata dalla commissione Bilancio della Camera. Tra le altre novità contenute negli emendamenti l’ipotesi di portare da 210 a 600 euro le detrazioni per le attività sportive dei figli e il congedo per la paternità che passerebbe da 2 a 3 giorni.

Lavoro

GARANZIA GIOVANI: MAXI BONUS SUI CONTRIBUTI

All’orizzonte il nuovo bonus «Neet» e un possibile rifinanziamento del programma da parte dell’Unione europea, con sconti contributivi robusti alle imprese che assumeranno nel 2017 i giovani iscritti e un aumento del budget – attualmente 1,5 miliardi da spendere entro fine 2018 – se verrà accolta la proposta della Commissione di rafforzare di 2 miliardi il “tesoretto” complessivo da dividere tra tutti gli Stati coinvolti in Garanzia giovani. Ma come è andata finora la Youth Guarantee italiana, a due anni e mezzo dal debutto ufficiale del 1° maggio 2014?

I numeri del ministero del Lavoro parlano di 806mila giovani presi in carico su un milione di registrazioni (per l’esattezza 1.035.827, al netto delle cancellazioni): otto su dieci, cioè, dopo essersi registrati sul portale del programma si sono presentati al centro per l’impiego per siglare il cosiddetto patto di servizio, attraverso il quale si punta a offrire ai giovani un’offerta «qualitativamente valida di lavoro, proseguimento degli studi, apprendistato o tirocinio», così come previsto dalla strategia di Bruxelles.

In Italia poco più della metà dei presi in carico, 421mila ragazzi, ha ricevuto la proposta di almeno una misura – nel ventaglio rientrano accoglienza, orientamento, formazione, accompagnamento al lavoro, apprendistato, tirocinio, servizio civile, sostegno all’autoimprenditorialità, mobilità professionale, bonus occupazionale e formazione a distanza -, mentre tutti gli altri sono in attesa di essere contattati.

Restringendo l’obiettivo sul tipo di “interventi”, in base alle risposte fornite al Sole 24 Ore direttamente dalle Regioni, emerge che a farla da padrone sono i tirocini: finora ne sono stati attivati più di 200mila, coinvolgendo circa la metà dei ragazzi a cui è stata proposta almeno una misura, con Sicilia (42mila), Lazio (32mila), Lombardia (31mila) e Campania (26mila) in testa al numero di stage siglati.

E i contratti di lavoro veri e propri quanto “pesano”? Una misura certificata dall’Inps riguarda il bonus assunzione e il “super bonus” per la trasformazione dei tirocini, due incentivi che nel 2017 lasceranno il passo al nuovo bonus giovani che con una dote di 200 milioni offrirà lo sgravio totale o al 50% dei contributi in base al contratto d’ingresso (si veda a pagina 7).

La prima agevolazione (bonus assunzione) è una somma riconosciuta ai datori di lavoro (tra 1.500 e 6mila euro) che assumono ragazzi iscritti al programma a tempo determinato, in apprendistato o a tempo indeterminato. Al 9 novembre risultavano autorizzate dall’Inps 56.205 domande, di cui circa la metà per contratti a tempo indeterminato e nel 37% dei casi per apprendistato professionalizzante di oltre 12 mesi. A questo bonus le Regioni hanno destinato complessivamente 186,6 milioni, con la Lombardia in vetta per numero di adesioni (15.918 domande confermate), seguita dalla Sicilia con 6.417 richieste.

Sempre al 9 novembre, poi, risultavano 9.560 le imprese beneficiarie del “super bonus” introdotto dal 1° marzo 2016 per le assunzioni a tempo indeterminato, anche a scopo di somministrazione, o con apprendistato di oltre 12 mesi, di giovani che abbiano svolto, o stiano svolgendo, un tirocinio nell’ambito della Youth Guarantee, avviato entro il 31 gennaio 2016. Il bonus prevede un incentivo proporzionato alla difficoltà del giovane di essere ricollocato (da 3mila a 12mila euro), con una dote complessiva di 90 milioni. A guidare la classifica regionale la coppia di testa si inverte: prima la Sicilia (2.272 domande confermate), seconda la Lombardia (1.282 richieste). Sommando, quindi, bonus e super bonus si registra un totale di quasi 66mila contratti.

Dalle risposte raccolte dalle Regioni viene fuori che tra i giovani iscritti a Garanzia giovani, circa 92mila risultano assunti a tempo determinato, 45mila a tempo indeterminato e 49mila in apprendistato. Numeri che comprendono anche una quota di ragazzi che dopo aver aderito al programma hanno trovato un posto di lavoro prima di aver ricevuto una misura.

Fisco

IL SOLLECITO DI EQUITALIA ARRIVA CON UN SMS

Dalle lettere di compliance delle Entrate all’Sms di Equitalia. È il Fisco 2.0 che cambia approccio e modalità di interazione con il contribuente che non si dichiara o che non paga il dovuto.

Ultimo tassello del mosaico lanciato in questi mesi dall’amministrazione finanziaria è il servizio “Sms-Se mi scordo” con cui l’agente pubblico della riscossione (destinato a essere accorpato all’agenzia delle Entrate dal 1° luglio 2017) messaggia direttamente con il cittadino e l’impresa per preannunciargli l’invio di una cartella, per ricordargli che manca soltanto una rata per decadere dal piano di dilazione del debito, ma anche per segnalargli che il pagamento delle rate non risulta regolare. Un nuovo alert, insomma, anche questo voluto dall’amministratore delegato Ernesto Maria Ruffini, e che va nella stessa direzione degli altri strumenti già resi operativi da Equitalia nel 2015, come il portale responsive e l’appEquiclick. «La riscossione ed Equitalia devono essere poste sullo stesso fuso orario del Paese ed è quello che stiamo facendo», ha sottolineato Ruffini. “Se Mi Scordo” «è un servizio e questo deve essere il principio centrale del nostro lavoro. Fornire un servizio per poter essere al fianco dei cittadini e non contro».

Le comunicazioni previste dal servizio di alert “Se Mi Scordo” al momento sono di tre tipologie. Attenzione, si tratta sempre di messaggi «puramente informativi – ricordano da Equitalia – che «non sostituiscono in alcun modo la notifica di un atto, non hanno alcun valore né rappresentano vincoli giuridici nel rapporto tra gli utenti ed Equitalia e possono essere revocati in qualsiasi momento». Con la prima tipologia di sms, Equitalia comunica al cittadino di aver preso in carico un debito da riscuotere da uno dei 6.700 enti di cui è concessionario della riscossione: agenzia delle Entrate, Inps, Inail, Comuni (3.500), Province (86), Regioni (18), ordini professionali (363), aziende di trasporti (30) o un altro ente creditore. In questo caso il messaggio o la email con mittente «Equi Info» sarà di questo tenore: «Equitalia le comunica che è stata incaricata di riscuotere una somma a suo carico. Info: www.gruppoequitalia.it (area riservata) o presso i nostri sportelli».

La seconda tipologia di messaggio può riguardare i piani di rateizzazione concessi al contribuente. L’sms avvisa se non risulta pagata almeno la metà del numero massimo delle rate previste per la decadenza: «Equitalia la informa che le scadenze del piano di rateizzazione n._____ non risultano rispettate. Info: www.gruppoequitalia.it o presso i nostri sportelli». Anche in questo caso si può verificare la propria posizione nell’area riservata.

La seconda tipologia di messaggio può riguardare i piani di rateizzazione concessi al contribuente. L’sms avvisa se non risulta pagata almeno la metà del numero massimo delle rate previste per la decadenza: «Equitalia la informa che le scadenze del piano di rateizzazione n. _____ non risultano rispettate. Info: www.gruppoequitalia.it o presso i nostri sportelli». Anche in questo caso si può verificare la propria posizione nell’area riservata.

Con il terzo tipo di Sms l’agente della riscossione comunica che manca solo una rata prima di decadere dal piano concordato con Equitalia. In questo caso l’informazione reciterà «Equitalia le ricorda che il mancato pagamento di un’altra rata farà decadere il piano di rateizzazione n. _____ ».

Il nuovo servizio può essere attivato rivolgendosi a uno dei 202 sportelli della società pubblica di riscossione o interrogando il portale www.gruppoequitalia.it. Allo sportello va compilato un modulo in cui, oltre ai dati personali e al codice fiscale, occorre indicare il numero di cellulare o la mail. Per l’attivazione dal sito è invece necessario accedere all’area riservata con le credenziali (Spid, agenzia delle Entrate, Inps e carta nazionale dei servizi) e, successivamente, registrarsi.

Carlo Pareto

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