sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

APERTURA SULL’ITALICUM
Pubblicato il 04-11-2016


ITALICUM-legge elettorale“Noi il nostro lavoro L’abbiamo fatto. Lo schema di riforma della legge elettorale predisposto dal PD è proprio quello socialista. Avanti allora”. È il commento di Riccardo Nencini, Segretario del PSI, in merito all’accordo in via di definizione della Commissione interna al Pd sulla modifica dell’Italicum.

Il premier Matteo Renzi infatti apre sulla possibilità di avere una legge elettorale senza il ballottaggio che caratterizza l’Italicum. “Il dibattito sul referendum non è sul governo né sulla legge elettorale su cui abbiamo detto, ‘se volete cambiarla la cambiamo’”, ha detto a Padova. “La legge elettorale si cambia in due mesi. Io penso che la legge col ballottaggio non fosse nulla di male, anzi dava garanzia di vittoria. Ma a me va bene qualsiasi legge”, ha aggiunto, prima di precisare che “basta che non sia il Porcellum”.”Si valuta la possibilità di superare il ballottaggio purché si trovi una soluzione che garantisca la governabilità”.

È questa la formula che i vertici del Pd hanno inserito nel documento sulle modifiche all’Italicum. Il documento sarebbe stato ‘vistato’ dal premier/segretario del partito Matteo Renzi.  Ora, però, resta ancora incertezza sulle prossime mosse. Perché se Cuperlo deciderà di apporre la firma e di sottoscrivere la proposta l’apertura resterà immutata. Se invece decidesse di fare un passo indietro allora le cose potrebbero cambiare. Cuperlo si è preso un po’ di tempo: “Per correttezza mi sono riservato un giudizio politico e di merito sul testo e lo sottoporrò – ha sottolineato – alla valutazione delle minoranze del Pd. I tempi di questa verifica saranno necessariamente rapidi”.

I ‘big’ del Pd non sono pessimisti sull’esito della partita, ma in ogni caso – lo ha detto chiaramente Rosato al termine dell’incontro al quale hanno partecipato oltre ai capigruppo e Cuperlo anche Guerini e Orfini – “ci sarà un’altra riunione”. Nel documento si ribadisce inoltre la preferenza per i collegi e il superamento dei capilista bloccati. Nessun confronto al momento sulle multicandidature. “Ora sta a Cuperlo darci una risposta”, sottolineano fonti dem. “L’impegno c’è ma è chiaro che non possiamo legarci le mani, ci sono tante variabili che andranno considerate in futuro”, spiega un altro esponente di vertice del Pd.

La Commissione del Pd che sta lavorando alle modifiche da apportare all’Italicum ha elaborato una prima bozza di documento che ora dovrà essere sottoposta al vaglio delle varie ‘anime’ della minoranza Pd. Anche se non nasconde la sfiducia sulla possibilità di trovare un’intesa: “Non sono ottimista. Poi non si sa mai, i miracoli possono sempre avvenire”, spiega l’ex segretario dem. Dopo rinvii e slittamenti e una certa dose di incertezza sulla riunione stessa, alla fine la Commissione si vede nella sede nazionale del partito al largo del Nazareno. Ed è lo stesso Gianni Cuperlo, esponente della minoranza dem, a dare l’annuncio in serata: “Nella riunione della commissione incaricata all’ultima direzione, Lorenzo Guerini ha presentato una bozza di documento sulla riforma della legge elettorale. Invita alla prudenza anche il vicesegretario Guerini, che spiega: “Stiamo lavorando su una ipotesi di documento. Nulla di definitivo. Un pezzo alla volta”. E il capogruppo dem alla Camera, Ettore Rosato, annuncia: “Ci sara’ un’altra riunione. Stiamo lavorando bene”.

Dunque prosegue il tentativo messo in atto dalla maggioranza di cercare un accordo. L’importanza di ricucire le divisioni interne al Pd è legata anche al referendum costituzionale del 4 dicembre: Renzi vorrebbe evitare che una parte del partito si schieri apertamente e ufficialmente per il No. Tuttavia, dalle prime reazioni che trapelano, la minoranza Pd – area bersaniana – non accoglie la notizia della bozza con entusiasmo. Tutt’altro. Il punto non è avere un documento, è da sempre la linea, ma un atto formale che dimostri la reale intenzione di cambiare l’Italicum prima del 4 dicembre. Ad esempio, è tra le richieste, incardinare un testo in commissione Affari costituzionali. E, soprattutto, Renzi deve metterci la faccia. E infatti, al di là del tentativo a cui non si sottrae la minoranza dem, con la presenza di Cuperlo, è Bersani a mostrare tutto lo scetticismo sulla buona riuscita della Commissione: “Non posso perdonare a Renzi e compagnia di aver messo la fiducia sulla legge elettorale”, spiega l’ex segretario ospite di un videoforum su Repubblica.it. “A Cuperlo stamattina ho detto che io sono intimamente convinto che è molto difficile dire, come fa Renzi, che l’Italicum è buono, ottimo, e poi prendere l’iniziativa di cambiarlo. Perché uno deve anche riconoscere che c’è un limite nelle cose”, aggiunge Bersani.

La reazione a caldo della minoranza Pd non è molto positiva. ” Come previsto – scrive in una nota il senatore della minoranza Federico Fornaro,  in tempi non sospetti e nonostante la generosità di Gianni Cuperlo, la commissione PD ha prodotto un documento ‘fantasma’, tanto generico quanto inefficace. Anche se il tempo era già ampiamente scaduto, si sarebbe potuto far meglio.
A luglio, quando presentammo il Mattarellum 2.0, proponemmo che il PD avviasse da subito con i capigruppo di Camera e Senato una iniziativa politico-parlamentare per cambiare l’Italicum e non successe nulla.
Quando era ancora possibile, e non certo per nostra responsabilità ma per precisa volontà di Renzi, non si è voluto affrontare il nodo del superamento dell’Italicum e sanare così la ferita della divisione del PD sia alla Camera sia al Senato sulla legge elettorale. Con i documenti fantasma non si va da nessuna parte, anzi si rafforzano i dubbi, le riserve e le evidenti criticità sul legame indissolubile tra Italicum e Riforma Costituzionale che porteranno tanti elettori e militanti PD a votare NO il prossimo 4 dicembre”.

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