giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

La retata ‘istituzionale’ di Erdogan contro i curdi
Pubblicato il 04-11-2016


hdpPiù volte Erdogan aveva mostrato il suo vero volto autoritario in Turchia dopo il tentato golpe, ma stavolta a finire in manette non sono solo persone, è un partito.
Selahattin Demirtaş e Figen Yüksekdag, i due leader del Partito democratico del popolo (HDP), espressione della minoranza curda in Turchia, sono stati tratti in arresto nella tarda serata. Insieme a loro, sono finiti in manette tutti i dirigenti principali del partito, Süraya Önder, Gülser Yildirim, Selma Irmak, Ziya Pir, Ali Aslan, Leyla Birlik, Ferhat Encü e Nursel Aydogan. In tutto sono 59 i parlamentari dell’HDP. La loro immunità è stata cancellata all’inizio di quest’anno.
“L’obiettivo di queste misure è di chiudere il terzo principale partito in Parlamento. È un giorno nero non soltanto per il nostro partito ma anche per tutta la Turchia perché significa la fine della democrazia” si legge nella nota in cui l’Hdp aggiunge di non volersi arrendere a queste “politiche dittatoriali”.
Le motivazioni dell’arresto sono state spiegate in un comunicato della presidenza della repubblica turca, diffuso dall’ambasciata di Ankara a Roma e relativo all’arresto di undici parlamentari del partito filocurdo Hdp. Secondo la nota gli undici deputati del Partito democratico dei popoli (Hdp) sono stati arrestati per non aver risposto ad un ordine di comparizione della procura che chiedeva una loro testimonianza dopo l’entrata in vigore di un emendamento costituzionale sulla rimozione dell’immunità parlamentare di alcuni membri dell’assemblea legislativa accusati di reati penali. “Il procedimento legale per Ä°mam Tascier e Nihat Akdogan, per i quali è stato emesso un mandato di custodia cautelare, è ancora in corso. Come è noto chi rifiuta di rispondere ad una convocazione della procura per testimoniare (in un processo) e quindi viola la legge viene posto in stato di custodia per prendere la testimonianza”, si afferma ancora nel comunicato.
La retata di Erdogan per mettere al tappeto il Partito dei curdi è in atto da tempo e appena pochi giorni fa, il 25 ottobre scorso altri due esponenti del HDP, Gultan Kisanak e Firat Anli, co-sindaci di Dyarbakir, principale città del Kurdistan turco, sono stati arrestati con l’accusa di terrorismo.
“Quanto sta avvenendo in Turchia conferma accentuandole le preoccupazioni che abbiamo espresso più volte sulle ripetute violazioni dei diritti umani da parte del presidente Erdogan. L’arresto del leader del partito Hdp, Selahattin Demirtas, della sua vice Figen Yuksekdag e di altri nove parlamentari, si aggiunge a quelli dei mesi scorsi di politici dissidenti, giudici, professori, giornalisti, alla chiusura dello storico quotidiano Cumhuriyet, ultima voce dell’opposizione, alle limitazioni nell’accesso ai social network e all’abbattimento dei simboli laici come la piazza di Gezi Park e il centro culturale Ataturk”. Lo ha detto Pia Locatelli presidente del Comitato Diritti umani della Camera. “Come europei, come italiani, come difensori dei diritti umani non possiamo restare a guardare. Personalmente ho intensione di recarmi al più presto in Turchia per visitare i colleghi parlamentari agli arresti”.
Mentre il PSE ritiene che il governo in Turchia stia abusando della sua potenza ignorando completamente lo stato di diritto, l’indipendenza della magistratura e la libertà di parola, come principi fondamentali della democrazia. “Estendiamo la nostra piena solidarietà alla HDP e la sua dirigenza che, oltre ad aver resistito contro il tentativo di colpo di questa estate, sono sempre stati coerenti nel sostenere la democrazia contro gli attacchi provenienti da qualsiasi lato”, ha detto il Presidente del Pes Sergei Stanishev che dopo gli arresti ha affermato: “Questo è il peggior tipo di repressione politica ed è inaccettabile in per i nostri valori fondamentali europei. Questo spingerà solo la Turchia lontano dalla Ue”.
Sempre in Europa il capogruppo degli europarlamentari socialisti e democratici, Gianni Pittella ha affermato: “Gli europarlamentari socialisti e democratici sono sconvolti per gli arresti dei leader e dei deputati Hdp. Pensiamo che il dialogo politico sia la sola via per normalizzare la democrazia in Turchia. Gli arresti di parlamentari allontanano la Turchia dalla Ue. L’Hdp è un partito fratello. Leader e deputati Hdp devono essere liberati”. E l’Unione Europea è “estremamente preoccupata” per gli arresti in Turchia dei deputati Hdp. Lo afferma l’Alto rappresentante per la politica estera della Ue, Federica Mogherini.

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