venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Aumenta il Pil e l’Europa mette in stand-by l’Italia
Pubblicato il 15-11-2016


Rai-Padoan-Cda

Dall’Istat giunge oggi una buona notizia. Nel terzo trimestre del 2016 si registra un aumento del PIL di +0,3% su base trimestrale ed un +0,9% su base annuale rispetto al 2015. I dati sono stati forniti destagionalizzati e corretti per gli effetti di calendario. La stima precedente valutava una crescita acquisita dello 0,6% su base annuale. Nel trimestre precedente la crescita su base trimestrale era stata nulla ossia dello 0% .
A caldo il Ministro Padoan esulta all’incontro con i parlamentari del Pd: “una previsione in linea con le stime del Governo”.
Il terzo trimestre 2016 ha avuto due giornate lavorative in più rispetto al trimestre precedente ed una giornata in meno rispetto allo stesso trimestre del 2015. La crescita del PIL, in sintesi è stata determinata da un incremento di valore aggiunto nei comparti dell’industria e dei servizi, mentre per l’agricoltura si è registrato un decremento. La domanda nazionale, al lordo delle scorte, ha dato un contributo ampiamente positivo compensato parzialmente dal saldo negativo della componente estera netta.
Nello stesso periodo, in termini congiunturali, su base trimestrale, il Pil è aumentato dello 0,75% negli Stati Uniti, dello 0,5% nel Regno Unito, dello 0,2% in Francia.
In termini tendenziali su base annua, si registrano i seguenti aumenti: 1,5% negli Stati Uniti, 2,3% nel Regno Unito, dell’1,1% in Francia. Nell’area Euro il Pil è cresciuto complessivamente dello 0,3% su base trimestrale e dell’1,6% rispetto allo stesso trimestre del 2015.
Rispetto agli altri Paesi non si può dire che il PIL dell’Italia primeggi. Tuttavia, il risultato conseguito è certamente importante. Contribuirà sicuramente a frenare il tendenziale aumento dello spread tra BTP decennali e Bund tedeschi. In coincidenza, la Commissione della UE ha sospeso il giudizio sulla manovra finanziaria fino al 2017. Domani la Commissione dovrebbe dare indicazioni in tal senso ed anche se la manovra potrebbe non rispettare le regole europee su debito e deficit, non dovrebbe richiedere nessuna manovra aggiuntiva ma soltanto il chiarimento delle spese per gli immigrati e per il terremoto. La Commissione, inoltre, dovrà pubblicare un moratoria per il biennio 2017-2018 ed attaccherebbe la linea economica della Merkel.
Anche i dati sul debito pubblico pervenuti dalla Banca d’Italia lasciano ben sperare. A settembre il debito delle amministrazioni pubbliche si attesta a 2.212,6 miliardi registrando un calo di 12,1 miliardi rispetto ad agosto. Nei primi 9 mesi del 2016 il debito è aumentato di 39,9 miliardi come risulta dal bollettino mensile della Banca d’Italia “Finanza pubblica, fabbisogno e debito”. A settembre del 2016 le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state di 32 miliardi risultando maggiori delle entrate dello stesso mese del 2015 pari a 30,2 miliardi. Complessivamente le entrate dello Stato per i primi 9 mesi del 2016 hanno raggiunto 302,6 miliardi con un incremento del 4,6% sullo stesso periodo del 2015. Per completare il 2016 si dovranno aggiungere le entrate di ottobre, novembre e dicembre. Soltanto per il mese di novembre, da uno studio fatto dalla Cgia di Mestre, nelle casse dello Stato dovrebbero entrare 55 miliardi tra Irpef, Ires, Iva, addizionali varie ed altre imposte. Nell’analisi non sono stati presi in considerazione i contributi previdenziali.

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