mercoledì, 28 giugno 2017
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Opinioni e commenti
 

Boom richiesta badanti uomini. Voluntary disclosure bis, adesione entro luglio
Pubblicato il 03-11-2016


Lavoro
È BOOM DI RICHIESTA PER BADANTI UOMINI
Addio al luogo comune che un badante debba essere per forza rumeno o filippino, e donna. La crisi economica spinge sempre più connazionali a cimentarsi con un lavoro che, fino a qualche tempo fa, era snobbato dagli italiani. Da uno studio realizzato dall’Associazione Donne & Qualità della vita, della psicologa Serenella Salomoni, su un campione di 1.000 disoccupati italiani, di età compresa tra i 18 e 57 anni, infatti, risulta che 1 italiano su 2 è pronto a intraprendere una carriera nell’assistenza familiare. Il 70% del campione intervistato dichiara di sentirsi pronto a prendersi l’impegno di curare un’altra persona. Il 66% lo farebbe anche a tempo pieno, pur di lavorare. Ma il dato più eclatante è che il 37% dei partecipanti allo studio è laureato, e che non indietreggia rispetto a questo tipo di esperienza lavorativa. Vi è anche chi, come nel 33% dei casi, si mette a disposizione anche nella fascia oraria notturna, compresa tra le ore 21 e le 8; il 23% sacrificherebbe anche i fine settimana, pur di lavorare. Ma quali sono le motivazioni che spingono a fare questa scelta? In primis le necessità economiche, per il 77%. Infatti, la retribuzione media di un badante per nove ore al giorno, sei giorni su sette, oscilla tra gli 800 e i 1.000 euro al mese. Una minoranza, invece, lo farebbe per “fare un’esperienza nuova” (22%), mentre il 10% “per uscire dalla routine”. Il 22% non nasconde le proprie mire a lungo termine, vale a dire ottenere anche una piccola parte dell’eredità. Analizzando i dati, Donne & Qualità della vita rivela che 15 intervistati su 100 sono convinti che, con l’invecchiamento progressivo della popolazione, si potrebbe fare di questo mestiere una professione. Teoria confermata anche dall’ultimo rapporto di Eurostat sugli anziani nell’Unione europea, secondo il quale in Italia si vive più a lungo: il nostro paese detiene la percentuale più alta di over 80, circa 4 milioni di persone. E cosa spinge a scegliere un badante italiano rispetto a uno straniero? Tra i motivi, spiccano: un livello di cultura e informazione maggiore (33%); più capacità di intrattenere l’anziano (25%), una maggior conoscenza della città di residenza e dell’Italia in caso di spostamenti (13%), una minore marcatura delle differenze culturali (34%), una maggiore competenza nel tenere compagnia (17%). Altro aspetto da non sottovalutare è che non tutti gli stranieri hanno la patente, mentre difficilmente un italiano ne è privo. Una curiosità: secondo la ricerca, gli italiani sono anche più informati sui programmi tv che vanno in onda e le novità del palinsesto. A tal proposito, la ricerca ha identificato i 5 badanti ‘catodici’ che tengono maggiore compagnia agli anziani. Svettano gli impegnati Gerardo Greco (34%) e Massimo Giletti (22%), conduttori ritenuti seri, documentati e affidabili. Al terzo posto l’inossidabile Gerry Scotti (18%); quarto Amadeus, intrattenitore pacato e gioviale (13%) e quinto a chiudere la top five, l’imperituro Pippo Baudo, timoniere di Domenica in con il 10% delle preferenze.

Mps
2600 ESUBERI E CHIUSURA DI 500 FILIALI
È stato approvato il piano industriale 2016-2019 diMps, che prevede un utile di 1,1 mld di euro al 2019 con un rote target superiore all’11% dopo il risultato 2016 “post transazione”, che è visto negativo a -4,8 mld. È quanto ha recentemente riferito un apposito comunicato della banca. Il margine di interesse al 2019 sarà di 2,11 mld.Il piano industriale di Mps prevede 2.600 esuberi e la chiusura di 500 filiali. “Il costo del personale scenderà del 9% a 1,5 mld di euro nel 2019 da circa 1,6 mld del 2016 attraverso la riduzione che avverrà sia mediante un turnover naturale sia attraverso l’attivazione del Fondo di Solidarietà”, spiega la banca. Mps archivia i nove mesi con una perdita di 849 mln di euro, un risultato “impattato da rettifiche straordinarie sui crediti di 750 mln di euro contabilizzate nel terzo trimestre”. Le rettifiche sui crediti ammontano, nel periodo, a 2,02 mld di euro perché includono “la componente straordinaria legata alla revisione della policy di credito” indicata dalla Bce. Il risultato operativo lordo è di 1,48 mld di euro. Il piano industriale si basa sul completamento dell’operazione “che include il deconsolidamento di 28,5 mld euro, di cui 27,6 mld di crediti in sofferenza attraverso il trasferimento a un veicolo di cartolarizzazione per un prezzo pari a 9,1 mld e la successiva assegnazione della tranche junior agli azionisti di BMPS, e la ricapitalizzazione della banca per un importo massimo di 5 mld”.L’assemblea ordinaria e straordinaria di Mps per deliberare, tra i punti all’ordine del giorno, sulla proposta di aumento di capitale fino a un massimo di 5 miliardi di euro si terrà il 24 novembre in unica convocazione. Quella di Mps “è un’operazione innovativa e senza precedenti” per il deconsolidamento delle sofferenze e l’aumento di capitale da 5 mld. “Siamo convinti che i target del business plan siano raggiungibili” perché “siamo tranquilli che l’operazione andrà a buon fine” ha detto Marco Morelli, ad di Mps, in conference call con gli analisti. Dalle slide diffuse da Mps e presentate dall’ad Morelli si evince che il personale passerà dai 25.200 dipendenti totali di oggi ai 22.600 del 2019. Il management di Mps ha intanto iniziato, insieme agli advisor, “a trattare con gli investitori” che hanno già contattato o contatteranno la banca, ha spiegato Morelli rispondendo alle domande degli analisti. “Vogliamo evitare – ha sottolineato – asimmetrie informative e siamo molto aperti a prendere in considerazione qualsiasi espressione di interesse e disposti a valutare qualsiasi proposta nel contesto che abbiamo in mente di eseguire, e cioè il piano che abbiamo presentato”.”Immediatamente a seguire” l’assemblea convocata il 24 novembre, ha poi precisato Morelli, “partiremo con il liability management exercises e lanceremo l’aumento di capitale entro fine anno purché ci siano condizioni di mercato fattibili”.

Confcommercio
STOP A EROGAZIONE TRANCHE AUMENTO CONTRATTUALE PER TERZIARIO
Confcommercio, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil hanno condiviso di sospendere l’erogazione della tranche di aumento contrattuale prevista per il mese di novembre dal contratto collettivo nazionale di lavoro del terziario, distribuzione e servizi del 30 marzo 2015. E’ quanto si legge in una nota di Confcommercio. “Le parti, infatti, in virtù di consolidate e positive relazioni sindacali e delle analisi congiuntamente svolte -spiega la nota- alla luce dell’ancora incerto andamento economico, hanno maturato tale decisione, concordando di rivedersi entro i primi del mese di dicembre per definire una nuova decorrenza degli aumenti contrattuali”.

Voluntary
AGENZIE DELLE ENTRATE: L’ADESIONE ENTRO IL PROSSIMO 31 LUGLIO
Fino al 31 luglio 2017 potranno essere inviate le domande, per aderire alla voluntarydisclosure bis, per regolarizzare le violazioni commesse entro il 30 settembre 2016. L’Agenzia delle entrate comunica in una nota la riapertura dei termini di adesione alla procedura contenute nel decreto legge, collegato alla manovra 2017. L’integrazione delle istanze, i documenti e le informazioni potranno essere resi fino al 30 settembre 2017 e, entro la stessa data, i soggetti interessati potranno provvedere spontaneamente al versamento di quanto dovuto. In alternativa potranno corrispondere tre rate mensili, di pari importo, con pagamento della prima rata comunque entro il 30 settembre 2017. La nuova norma contenuta nel decreto legge prevede che le istanze siano presentate secondo modalità prefigurate da un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate, che sarà emanato entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto. Le richieste potranno però essere inviate anche da oggi, utilizzando i vecchi modelli. Inoltre possono essere trasmesse tramite Pec una prima relazione di accompagnamento, con l’indicazione dei dati e delle informazioni non previste nell’attuale modulo come, ad esempio, quelli relativi alle annualità 2014 e 2015.

Carlo Pareto

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