venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

TUTTO DA RIFARE
Pubblicato il 03-11-2016


File photo dated 02/07/16 of a European Union flag in front of Elizabeth Tower in Westminster, as Parliament should be given a vote on triggering formal negotiations to take the UK out of the European Union, a committee of peers has concluded. PRESS ASSOCIATION Photo. Issue date: Tuesday September 13, 2016. It would be "constitutionally inappropriate" and set a "disturbing precedent" for Prime Minister Theresa May to kick off the talks by invoking Article 50 of the EU treaties without first obtaining the approval of both Houses of Parliament, said the House of Lords Constitution Committee. See PA story POLITICS Brexit. Photo credit should read: Daniel Leal-Olivas/PA Wire

Colpo di scena Oltremanica, l’Alta corte di Londra ha accolto il ricorso di un gruppo di attivisti pro Ue che chiedono un voto del Parlamento di Westminster per avviare l’iter della Brexit. Il giudice ha dato così torto al governo di Theresa May che rivendica il pieno diritto d’invocare l’articolo 50 del Trattato di Lisbona. Non è quindi così facile uscire dall’Europa, il governo britannico dovrà chiedere l’autorizzazione al parlamento per avviare la Brexit. Gli anti-Brexit sostenevano che lasciare l’Unione senza prima aver consultato l’assemblea legislativa avrebbe rappresentato una violazione dell’accordo con cui, nel 1972, il Regno Unito aveva aderito alle comunità europee. Per i giudici il referendum era consultivo e non può prescindere dal voto del Parlamento. “La Corte accetta l’argomentazione principale dei ricorrenti” e “non accoglie le argomentazioni avanzate dal governo, che ritiene questo voto inutile”. Il pronunciamento della Corte suprema britannica va contro la tesi sempre sostenuta dai ministri brexiters e dalla premier Theresa May secondo i quali la volontà popolare espressa con il voto del 23 giugno e i poteri dell’esecutivo dovevano essere considerati sufficienti per avviare i negoziati sui termini del divorzio britannico. La mancanza, come nel caso del Regno Unito, di una Costituzione scritta aveva lasciato, sul punto, molto spazio a libere interpretazioni con il Paese diviso sull’attribuzione dei poteri per consumare una mossa che non ha precedenti.
È stata una donna, Gina Miller, filantropa e co-fondatrice del fondo d’investimento SCM Private, a guidare il gruppo di cittadini firmatari del ricorso all’Alta Corte, aprendo il caso giuridico costituzionale più importante da generazioni.
“Il risultato di oggi riguarda tutti noi: il nostro Regno unito e il nostro futuro – ha detto Miller dopo la lettura della sentenza del tribunale presieduto da Lord Thomas -. Non riguarda come ciascuno di noi ha votato, ciascuno di noi ha votato come riteneva fosse la cosa giusta per il nostro Paese”. “Comunque abbiate votato il 23 giugno, dobbiamo tutti al nostro Paese la difesa degli standard più elevati di trasparenza e democrazia per i quali siamo ammirati a rispettati in tutto il mondo” ha detto Miller.
Tuttavia il governo britannico ha subito presentato un appello alla Corte suprema contro il verdetto dell’Alta corte in favore di un voto del Parlamento sull’avvio della Brexit. “Siamo determinati ad andare avanti coi nostri piani”. Lo ha detto, tramite un suo portavoce, la premier Theresa May. Il governo non ha nessuna intenzione di lasciare che questo possa modificare i tempi indicati, che prevedono l’attivazione dell’articolo 50 entro il marzo 2017. Qualunque sarà il verdetto finale si tratta di una forte umiliazione per il governo conservatore di Theresa May e in ogni caso ci saranno sicuramente delle ripercussioni sui tempi della Brexit, rallentandola. La Commissione europea intanto non commenta quelli che definisce “meccanismi costituzionali di uno Stato membro”. E il capo del servizio dei portavoce, Margaritis Schinas, annuncia per domani una telefonata tra il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, e la premier britannica.
Per il momento però, se persiste confusione e incertezza, arrivano delle buone notizie dal punto di vista finanziario. Dopo il pronunciamento dell’Alta Corte la sterlina è balzata ai massimi da agosto. La divisa britannica ha poi ulteriormente accelerato salendo oltre 1,25 dollari dopo le decisioni della Bank of England sui tassi. Scatto rialzista della sterlina, con un breve picco sopra quota 1,24 sul dollaro, dopo un picco a 1,2451 dollari, la sterlina riduce in parte i guadagni ma resta in rialzo a 1,2386.
Il più deluso per il verdetto è Nigel Farage, leader dell’Ukip, che afferma su Twitter che tutto questo “scatenerà la rabbia” della gente, e si è detto pronto a tornare in campo nel 2019. Preoccupata è invece la premier scozzese, Nicola Sturgeon: “La sentenza è estremamente significativa e testimonia il caso e la confusione all’interno del governo di Londra” spiega ribadendo che i deputati del Partito nazionale scozzese “non vorranno certo votare per qualcosa che mina la volontà o gli interessi del popolo scozzese”.

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