venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Cresce la ricerca di un lavoro, tre milioni i disoccupati
Pubblicato il 03-11-2016


LavoroL’ISTAT comunica i dati di settembre sulla disoccupazione. Può sembrare un paradosso: aumenta la disoccupazione e aumentano gli occupati. A settembre il tasso di disoccupazione è stato pari all’11,7% in aumento dello 0,2% rispetto al mese precedente e del 3,4% su base annua (98mila persone in più). Il numero dei disoccupati supera i 3 milioni. Dopo il calo registrato a luglio (-1,1%) ed agosto (-0,1%) i disoccupati sono cresciuti del 2% pari a +60mila. I giovani disoccupati nella fascia di età 15-24 anni sono il 37,1% del totale (giovani occupati + giovani disoccupati) in calo dell’ 1,2% sul mese di agosto. Da questo calcolo sono esclusi i giovani inattivi, cioè coloro che non sono occupati ma che non cercano lavoro perché nella maggior parte dei casi sono impegnati negli studi.

Allo stesso tempo, l’occupazione cresce dello 0,2% su base mensile con +45mila unità recuperando sul mese di luglio raggiungendo +265mila su base annua. La dinamica parallela della crescita di disoccupati ed occupati si spiega con la diminuzione degli inattivi. Analizzando il tasso di disoccupazione da 15 a 24 anni di età, il tasso di inattività scende a 34,8% registrando un minimo storico dal 1977. Si tratta di un crollo su base annua di 508.000 unità (127mila in meno su base mensile). Questo significa che è diminuito il numero dei giovani impegnati negli studi superiori ed universitari. La causa di tale fenomeno va ricercata nella diminuzione del potere di acquisto delle famiglie e nella sotto-occupazione dei giovani laureati. Cresce quindi la propensione tra i giovani per l’immissione nel mercato del lavoro al più presto possibile. Il dato della rilevazione potrebbe essere riscontrato con il calo delle immatricolazioni nelle Università poiché si riferisce al periodo di prosecuzione degli studi dalle scuole superiori alle Università.

Il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ed il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, fanno notare la crescita degli occupati di 656mila unità dal 2014 senza parlare del dato preoccupante dei tre milioni di disoccupati.

Il tasso di disoccupazione in Italia è quasi doppio a quello della Germania e permane ad un livello superiore alla media dei Paesi dell’eurozona dove raggiunge il 10% ed è in diminuzione dello 0,6% rispetto allo stesso periodo del 2015. Il trend del mercato del lavoro, in Italia, denota una forte lentezza nel miglioramento compatibile con la lentezza della ripresa economica che resta inferiore a quella riscontrata nell’eurozona.

Salvatore Rondello

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