giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Decreto fiscale verso la fiducia. Via deroga per i minimi
Pubblicato il 15-11-2016


montecitorio_aula_cameraIl governo ha posto la fiducia alle Camera sul ddl di conversione del decreto fiscale. Subito dopo la comunicazione fatta in Aula dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi, la presidente Laura Boldrini ha convocato la capigruppo per stabilire le modalità di svolgimento del voto.

Durante la giornata di ieri erano emersi problemi di copertura per una norma sul regime dei minimi, che consentiva a coloro che sforano i tetti nel limite di 15mila euro di ricavi, di restare nel regime pagando un’aliquota fissa al 27%. Le commissioni Finanze e Bilancio hanno però stralciato questa norma, che era stata approvata dalle stesse commissioni. Mentre per l’altra disposizione del decreto fiscale su cui la Ragioneria aveva rilevato problemi di copertura è stato stabilito che le risorse necessarie arriveranno dal Fondo per gli interventi strutturali di politica economica. La norma in questione prevede che il pagamento di tasse e tributi degli enti può essere effettuato sul conto corrente di tesoreria dell’ente impositore o mediante F24, anche attraverso strumenti di pagamento elettronici e per le entrate diverse dal quelle tributarie solo sul conto corrente di tesoreria o tramite strumenti di pagamento elettronici.

Superato lo scoglio del decreto fiscale, che comunque poi passerà all’esame del Senato per la seconda lettura, sarà la Manovra a giocare il ruolo da protagonista: sono già partite le “selezioni” degli emendamenti ammissibili, con un occhio particolare per quelli che non hanno coperture. Tra le modifiche già saltate c’è la proposta di Ap di far ripartire il Ponte sullo Stretto. Circa la metà delle proposte sono state fermate per mancanza di coperture, le altre perché estranee per materia alla legge di Bilancio. In tutto poco meno di 1.500 quelli saltati. Il presidente della commissione Bilancio, Francesco Boccia, ha confermato che in ogni caso saranno votati solo gli emendamenti segnalati in un numero massimo di 900, più quelli presentati dalle commissioni che hanno superato l’esame
dell’ammissibilità.

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