giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

“Dieci cose”: un bilancio del nuovo programma
di Insinna e Russo
Pubblicato il 11-11-2016


dieci-cose-flavio-insinna-e-federico-russoSabato 5 novembre scorso si è conclusa l’ultima puntata del nuovo programma condotto da Flavio Insinna e Federico Russo: “Dieci cose”. Andato in onda per quattro puntate, forse avrebbe avuto bisogno di più rodaggio. I due hanno lavorato già insieme all’Eurofestival e la coppia funziona: due professionisti seri che ben si combinano, rispettosi ognuno degli spazi dell’altro, simpatici, ma non esuberanti, discreti nel lasciare ai protagonisti il palcoscenico in certi momenti senza intervenire troppo. Sono simili nel presentare con un tono divertente, ma moderato, un programma interessante, che aveva iniziato a decollare proprio nell’ultima puntata, che è stata sicuramente la migliore di tutte; essa ha offerto, infatti, l’allegria di Rita Pavone e la bravura di un Enrico Brignano, che si è cimentato in alcuni dei suoi monologhi più divertenti: sempre molto sensibile e delicato, ha svelato molte cose private e personali, autobiografiche, con sincerità, spontaneità e forte umanità; un calore e una sensibilità derivate anche dalla presenza della compagna incinta in studio. Rendere più dinamica possibile la trasmissione è il suo segreto. Non sappiamo se vi saranno altre edizioni, ma sicuramente alternare momenti di dialogo e chiacchiera con i due ospiti protagonisti di ogni serata (che si sono raccontati attraverso dieci cose significative della loro vita), ad altri di spettacolo (con esibizioni di vario genere: musicali, teatrali, di intrattenimento anche con improvvisazioni o effetti a sorpresa) è l’aspetto da rafforzare maggiormente. Per questo bene ha funzionato anche la coppia formata da Gigi Proietti e dall’ironica Gianna Nannini. L’episodio più curioso, originale, divertente e interessante è stato quando la tennista Roberta Vinci ha mandato alla nota cantante un videomessaggio per darle il suo in bocca al lupo ed annunciarle che le avrebbe spedito la sua racchetta autografata (la rocker è, infatti, molto appassionata di tennis). Se la prima puntata è iniziata con un po’ di tensione comprensibile, a reggerla e protagonista assoluta ne è stata l’atleta paraolimpica Beatrice Vio, medaglia d’oro nei Giochi Paralimpici di Rio 2016: la sua forza e il suo coraggio hanno impressionato tutti e il suo sorriso (nonostante le difficoltà che ha dovuto affrontare, l’handicap della malattia, la sofferenza fisica provata e che ha dovuto superare) di una donna innamorata della vita sebbene sottoposta a innumerevoli vicissitudini, sono stati solamente da apprezzare e lodare; quelli di una vera “Combattente”, come l’omonima canzone di Fiorella Mannoia, che la cantante le ha dedicato (visibilmente commossa) in diretta. Gli ospiti della prima puntata erano Gigi Buffon ed Alessandro Cattelan; tra gli altri, poi, vi sono state anche Antonella Clerici e Stefania Sandrelli.

Forse qualche altra puntata in più aggiuntiva avrebbe permesso di studiare e trovare la formula migliore del programma e di migliorarlo e renderlo più accattivante. Un esperimento, tuttavia, valido: stilare una top ten delle cose più importanti della propria vita aiuta a fissare bene quale siano le nostre priorità reali; a ricordarci chi siamo e da dove veniamo; a non dimenticarci tutto ciò che abbiamo vissuto (di bello e importante, ma anche quello che ci possa aver segnato in maniera anche più dolorosa, pensando a una persona cara ad esempio che non c’è più); a farci rimanere con i piedi ben saldi per terra, senza perdere di vista tutti i sacrifici fatti per arrivare al punto in cui siamo giunti; ad avere ben nitido quello che di concreto abbiamo realizzato nella vita, che ci ha dato soddisfazione e regalato emozioni; a rivivere tutte le sensazioni provate nella nostra esistenza, in tutte le fasi della nostra vita; a ricordarci, in poche parole, tutto ciò che conta e chi ha contato davvero per noi. Forse tutto questo lo si sarebbe potuto fare anche con un elenco più corto, il che avrebbe velocizzato anche la trasmissione, ma soffermarsi attentamente su tutto il percorso compiuto, fare quasi un bilancio della nostra vita, passando in rassegna quello che abbiamo messo nel bagagliaio della nostra mente e del nostro cuore, non è né facile né breve. Perciò, più che diminuire la scelta per i “concorrenti”, forse sarebbe stato meglio aggiungere almeno un altro paio di puntate. Due o tre in più, avrebbe giovato al programma sorto da un’idea di Walter Veltroni, scritto da Chicco Sfondrini e Pietro Galeotti, prodotto dalla società Magnolia diretta da Leonardo Pasquinelli. Un po’ come accaduto a “Tale e quale show” che, infatti, ha incrementato il numero di puntate. Di certo la riuscita della trasmissione molto dipende dagli ospiti in studio: pertanto sarebbe utile anche chiamare gente che si conosce, amici che sono affiatata, tra cui c’è empatia e sintonia, in modo da garantire e favorire la fruibilità e la scorrevolezza del programma stesso. Vedremo se ci saranno altre edizioni di “Dieci cose”, di sicuro la tv ha bisogno di innovazione e di trovare nuovi programmi televisivi (show o simili) che diano e portino colore, ma soprattutto anche un po’ di sana cultura. Quello compiuto dai protagonisti di “Dieci cose” è stato anche un viaggio attraverso la storia della tv e del mondo dello spettacolo italiano.

Barbara Conti

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