venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

L’AMERICA HA SCELTO
Pubblicato il 09-11-2016


Donald Trump è stato eletto 45/mo presidente degli Stati Uniti. Trump ha conquistato la Casa Bianca assicurandosi almeno 276 grandi elettori, lasciando Hillary Clinton a quota 218, una distanza oramai impossibile da colmare. Il candidato democratico Hillary Clinton ha già concesso la vittoria a Donald Trump per telefono: “Ho appena ricevuto le congratulazioni di Hillary Clinton e io mi congratulo con lei per la sua campagna”. “E il momento di unirci e superare le divisioni”. Lo ha detto Donald Trump che conquistato quasi tutti gli stati in bilico.

“Prometto che sarò il presidente di tutti gli americani”. Queste le prime parole del nuovo presidente americano. “Vi prometto che non vi deluderò, faremo un lavoro eccellente”. “Spero che alla fine dei 4 anni – ha aggiunto – e forse anche 8 anni, direte che veramente valeva la pena lavorare per questo e che sarete orgogliosi di ciò che abbiamo fatto. La campagna è terminata ma il nostro lavoro è appena all’inizio”. “Ho trascorso tutta la mia vita – ha detto ancora – nell’imprenditoria e ho cercato di potenziare nuovi progetti. Adesso lo farò per il mio Paese, che ha potenzialità incredibili, ogni americano avrà tutti quelli che sono stati di dimenticati in passato non lo saranno più”. E sulla politica estera ha parlato di  “alleanze” e non di “conflitti”, sottolineando che gli Stati Uniti “andranno d’accordo con tutti coloro che vorranno andare d’accordo con noi”.

Un voto di pancia, come ha commentato il segretario del Psi Riccardo Nencini. “Si vota con la pancia prima che con la testa. La paura smuove sentimenti profondi e ingrossa la pancia. Le conseguenze: crisi delle democrazie tradizionali e trionfo dei populismi”. “Rapida foto sul mondo: regimi forti in Russia e Turchia, partito unico in Cina, Trump alla guida dello stato leader” – ha proseguito, riferendosi alla progressiva crisi del sistema democratico. “La rivoluzione industriale aveva spinto in avanti la democrazia dei diritti e dei parlamenti, la rivoluzione tecnologica inaugura una storia diversa. Durevole?” – ha concluso Nencini.

“Il voto americano – ha aggiunto Pia Locatelli, capogruppo del Psi alla Camera e responsabile esteri del Partito socialista – dimostra lo scollamento tra il mondo della politica, degli analisti, dei sondaggisti e degli stessi giornalisti da una parte sempre più ampia di cittadini. Trump con il suo populismo, il suo essere politicamente scorretto, la sua rottura con gli schemi classici a cui siamo stati abituati fino ad oggi ha saputo intercettare il malcontento, la rabbia e soprattutto la voglia di cambiare a prescindere. E’ quanto è avvenuto in Gran Bretagna con il voto sulla Brexit, è quanto sta avvenendo in molti paesi d’Europa dove non si vota più per qualcuno, ma contro e il contro è rappresentato dall’establishment”. “E’ un fenomeno – ha proseguito – che ancora non siamo riusciti a comprendere e intercettare del quale abbiamo chiare avvisaglie anche nel nostro Paese. Forse dovremmo fare tutti una attenta riflessione e ricominciare a guardare ai bisogni veri delle persone. Se la gente non ha lavoro o ha un lavoro precario che impedisce progetti di vita, se si assiste a progressivo impoverimento delle condizioni della popolazione, se non si vedono all’orizzonte possibilità di crescita anche economica, il malcontento, la rabbia, e la protesta hanno la meglio. Una lezione, quella arrivata dagli Usa, che dovremmo prendere tutti in considerazione: ieri non ha perso solo Hillary Clinton, ma tutti noi”.

Nel congratularsi con Donald Trump, il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz ha espresso la “speranza che rispetterà i diritti e le regole fondamentali. Questo è un momento difficile nelle relazioni Usa-Ue – ha ribadito – ma Trump merita pieno rispetto”. “Le campagne elettorali sono cosa diversa dalla politica – ha aggiunto – spero che ora ci sia un ritorno alla razionalità e che Trump si attenga alla costituzione americana”. “Noi – ha concluso – siamo pronti a collaborare”.

L’Alto commissario Ue Federica Mogherini su Twitter ha affermato che “i legami tra Ue e Usa sono più profondi di qualsiasi cambiamento politico. Continueremo a lavorare insieme, riscoprendo la forza dell’Europa”. Sullo stesso piano il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni che ha sottolineato come l’Italia “continuerà l’amicizia e la collaborazione con gli Usa” e “la nostra politica estera non cambia per questo”. “Queste cose non cambiano, così come non cambia la nostra contrarietà al protezionismo e alle chiusure”, ha aggiunto. Il titolare della Farnesina ha ammesso tuttavia che la vittoria di Donald Trump “è un fatto inatteso e importantissimo che cambierà molte cose nel mondo”. Gentiloni ha osservato che “la globalizzazione ha avuto effetti sulla classe media che si sono manifestati nei risultati di questa notte” e ha precisato che “va espresso rispetto per il risultato” del voto.

I primi effetti dell’elezione di Trump sono quelli sui mercati. Le Borse europee aprono tutte in forte calo per poi recuperare nel corso della giornarta. La Borsa di Mosca, sia con l’indice Micex che con l’Rts, ha girato in positivo con i due principali listini che superano al momento abbondantemente l’1%. Anche il rublo si sta rafforzando nei confronti dell’euro dopo aver aperto in netto calo. La Borsa di Milano, in linea con il resto dei listini europei, riduce le perdite dopo un avvio in forte calo. Il Ftse Mib cede l’1,6% a 16.590 punti. Dopo una raffica di sospensione in asta di volatilità migliora la situazione dei bancari.

Gli investitori temono che dopo l’appuntamento elettorale vengano riviste le politiche economiche americane. L’oro continua la sua corsa. Lo spread tra Btp e Bund risale a 162 punti base rivedendo i massimi dal referendum sulla Brexit di giugno. Il rendimento del decennale italiano è all’1,72%.

 

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