venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Eternit. Processo smembrato in quattro tribunali
Pubblicato il 29-11-2016


processo-eternitOmicidio colposo e non volontario: così è stata modificata l’accusa per l’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny, imputato per la morte da amianto di 258 persone al processo Eternit bis. Il gup ha dichiarato prescritti un centinaio di casi e, quanto agli altri, ne ha ordinato la trasmissione per competenza territoriale alle procure di Reggio Emilia, Vercelli e Napoli. A Torino restano soltanto due casi per i quali il processo si aprirà il 14 giugno.

L’imputato Schmidheiny era già stato assolto per prescrizione nella tranche precedente, il primo processo Eternit, in cui rispondeva di disastro doloso per oltre 2000 vittime dell’amianto. In questo procedimento, invece, il magnate svizzero era accusato di 258 casi di morte da mesotelioma pleurico, il tumore ai polmoni che colpisce senza scampo chi è stato esposto alla polvere bianca.

I reati contestati coprono un arco temporale che va dal fra il 1989 e il 2014.
Il primo processo era partito con un’azione legale collettiva promossa da circa 6mila persone chiedevano il risarcimento per la morte di circa 3mila persone tra lavoratori e abitanti vicino agli stabilimenti Eternit in Italia. Dopo anni di indagini il procuratore della Repubblica Raffaele Guariniello ottenne il rinvio a giudizio di Schmidheiny e il barone belga Jean-Louis Marie Ghislain de Cartier de Marchienne (che nel frattempo è morto). Come parti civili furono ammessi 2619 ex dipendenti degli stabilimenti di Casale Monferrato, Rubiera e Bagnoli oltre a 270 tra parenti e abitanti.
Dopo la decisione sono arrivati i commenti da Torino. “Una grossa vittoria. La mostruosità di un soggetto che avrebbe avuto la volontà di provocare tanti morti è crollata”, così l’avvocato difensore di Stephan Schmidheiny, Astolfo Di Amato, commenta la sentenza Eternit lasciando il Palazzo di Giustizia di Torino.
“Un po’ di amarezza c’è – sottolinea per l’accusa il pm Gianfranco Colace -: siamo soddisfatti aspettiamo di leggere le motivazioni della sentenza poi vedremo se ricorrere in appello”.
“È un fallimento per l’amministrazione della giustizia”, duro il commento dell’avvocato Sergio Bonetto, uno dei legali di parte civile del processo Eternit. Il penalista, in particolare, ha fatto riferimento alla parte della sentenza in cui si dispone la trasmissione degli atti ad altre tre Procure: “Si allontana così il momento in cui per queste morti si potranno finalmente accertare cause e responsabilità”.

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