venerdì, 9 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

FALSO MOVIMENTO
Pubblicato il 18-11-2016


beppe-grilloOtto parlamentari e attivisti del Movimento 5 Stelle sarebbero indagati con l’accusa di violazione del testo unico 570 del 1960, per la vicenda delle firme false a sostegno della lista presentata nel 2012 alle elezioni comunali di Palermo. Grillo ne ha chiesto la sospensione: “Chiediamo a tutti gli indagati nell’inchiesta di Palermo di sospendersi immediatamente dal MoVimento 5 Stelle non appena verranno a conoscenza dell’indagine nei loro confronti a tutela dell’immagine del Movimento e di tutti i suoi iscritti”.  Ha scritto Beppe Grillo in un post nei suo blog.

Saranno interrogati dalla settimana prossima, dal pool coordinato dal procuratore aggiunto Bernardo Petralia e dal pm Claudia Ferrari, che si avvalgono delle indagini svolte dalla Digos. Il caso sarà analizzato dai magistrati e vedranno loro se i comportamenti dei singoli sono stati corretti o meno. Ma resta il problema politico di un movimento che si è presentato come il nuovo e che invece sembra usare sistemi che tanto nuovi non sono. Antonio Venturino, vicepresidente dell’Assemblea regionale siciliana, è eletto con i 5 Stelle ma è poi uscito dal movimento e ha aderito al Partito Socialista.

Perché sei uscito dal movimento?
Tutte le cose vanno capite e storicizzate. Dopo la vittoria del 2012 in Sicilia e alle porte delle elezioni politiche del febbraio 2013, volevo far capire che bisognava passare dalla protesta alla proposta. Questa era del tutto assente mentre regnava la mancanza di organizzazione e di strategia. In in libro che uscirà a breve ne racconto la storia. Nessuno aveva capito a livello politico quale fosse il malessere esistente. Non si pensava nemmeno che quel risultato potesse essere raggiunto dopo la traversata di Grillo. Siamo stati eletti, era il mio ragionamento, quindi cerchiamo di fare qualcosa di utile. Spingevo per entrare in qualche modo nel governo della Regione, perché è impensabile che 15 deputati potessero non avere responsabilità. Questo incrinò il rapporto tra e me e il presidente del gruppo Cancelleri.

Fino alla tua uscita dal movimento…
La natura di questo movimento ha fatto sì che la divisione aumentò fino alla rottura irrimediabile. Mi portò alla rottura non quello che pubblicarono sul sul web, ma il fatto che il M5 Stelle non era, e non è,  pronto per affrontare un discorso politico concreto. Entrare nel governo Crocetta poteva avere un significato politico importante ed essere un modo per fare battaglie importanti. Ma il movimento aveva altre idee, o forse non aveva idee. Il movimento non era quello che molti di noi avevamo pensato. Ha manifestato la sua improvvisazione. Un mix, che da molti non poteva essere condiviso, che va da Farage a Casa Pound.

Cosa pensi di questa vicenda delle firme false?
Una vicenda che è l’emblema dell’inesperienza. Serve invece una buona politica. Qui invece siamo davanti alla mancanza assoluta di preparazione per la gestione alla cosa pubblica.

Ma i partiti servono ancora? Si può fare politica senza partiti?
I partiti servono più che mai. Sono essenziali per la democrazia e sono il  vero apprendistato della classe dirigente. L’idea della democrazia liquida non è accettabile. La democrazia vera è quella dei partiti, non quella di un web gestito da mani senza volto. I partiti sono invece luogo di incontro e di confronto e sono l’ossatura di un qualsiasi sistema democratico. Nella mia esperienza di vicepresidente dell’Ars, sentivo e sento, il peso della responsabilità per la quale serve preparazione. Non si può affidare una regione o una nazione a una classe dirigente senza competenza, e la competenza si trova nei partiti. I 5 Stelle sono entrati in Assemblea per portare la moralità. Questo dicevano.  Il loro è il gruppo che pesa maggiormente sul bilancio.

Perché è il più numeroso…
No, è quello che costa di più non perché numeroso ma perché ha tanti contratti. In Assemblea i 5 Stelle hanno votato a favore a circa il 90%  dei provvedimenti. Da un lato urlano, davanti le telecamere, ma dall’atro hanno un operare diverso

Dicevi di un tuo libro. I “Misteri buffi”…
Spero uscirà prima del 4 dicembre. Non ha la presunzione di essere un saggio politico. Il riferimento a un grande personaggio scomparso da poco è evidente. Quasi un omaggio. Ma se invece lo riferiamo ai 5 Stelle i “misteri buffi” sono altri.

Daniele Unfer

 

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento