venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Firme false. M5S Sicilia nei guai, tace
Pubblicato il 15-11-2016


m5s-siciliaI parlamentari regionali del M5S all’Assemblea regionale siciliana sono stati sentiti dalla Procura, come persone informate sui fatti, nell’ambito dell’inchiesta sulle firme false alle amministrative del 2012 a Palermo. È stata la deputata Ars Claudia La Rocca a decidere di raccontare ai pm quanto accaduto la notte in cui furono copiate le firme false per permettere la presentazione della lista alle comunali del 2012. Un clima di omertà incredibile ha avvolto questa vicenda, venuta fuori a tre anni di distanza, dopo l’archiviazione di una prima indagine, grazie all’attivista Vincenzo Pintagro. Ma a scoperchiare il vaso è stata la deputata la Rocca che non ha atteso la convocazione dei magistrati: c’è andata lei spontaneamente. Brutta storia per i pentastellati, da sempre in prima linea sulla ‘trasparenza’, che ora si ritrovano l’ennesima macchia nera in uno scandalo che coinvolge decine di esponenti ad ogni livello del movimento: dalla candidata a sindaco alle elezioni 2017 Samantha Busalacchi, alla deputata nazionale Claudia Mannino, entrambe indicate come due delle persone che hanno materialmente falsificato le firme dei cittadini.
Il reato ipotizzato dal Procuratore aggiunto di Palermo per gli indagati è previsto dall’articolo 90, del Testo Unico del 1960, secondo cui vengono perseguiti coloro che formano falsamente liste di elettori o di candidati o altri atti destinati alle operazioni elettorali.
L’indagine, coordinata dal Procuratore aggiunto Bernardo Petralia e dal pm Claudia Ferrari, ha subito una accelerazione nei giorni scorsi, dopo le prime audizioni degli inquirenti. Sono stati sentiti alcuni firmatari che non avrebbero riconosciuto le loro firme accolte nel 2012 per le comunali.

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