lunedì, 18 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Il 90% delle scuole italiane senza criteri anti-sismici
Pubblicato il 03-11-2016


crollo-scuola“L’atteggiamento subalterno” tenuto dalla politica italiana in passato nelle sedi dell’Unione europea “è stato un disastro per il nostro Paese”. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, lo ha detto durante un incontro con gli studenti del Politecnico di Milano dedicato al progetto Casa Italia. Il premier ha aggiunto che in passato gli italiani sono andati in Europa “a prendere appunti, mentre gli altri andavano a dettare le regole”. Un atteggiamento di cui hanno responsabilità sia il centrosinistra sia il centrodestra. “E’ impensabile che, per la stabilità europea, crollino le scuole”, ha poi detto parlando della necessità di investimenti per mettere in sicurezza il territorio e i rigidi vincoli europei che lo impediscono. “Oggi l’Europa ha sede a Norcia, nella chiesa di San Benedetto, non solo perché anche l’Europa deve essere ricostruita, ma questo è un tema politico, ma anche perché quei borghi sono l’anima del nostro territorio”, ha detto il premier. “Il punto – ha aggiunto – è come l’Italia va in Europa, se da protagonisti o a prendere ordini. In passato c’era da una parte chi diceva ‘fuori dall’Europa’, dall’altra chi diceva ‘quello che dice l’Europa va bene’, ma c’è una via di mezzo che è andare in Europa e portare i nostri valori senza i quali l’Europa non va da nessuna parte”.

Infatti quasi il 90% delle scuole italiane sono costruite senza criteri anti-sismici. Il 65,1% degli edifici è stato costruito prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica (1974) e il 90,4% prima della legge in materia di efficienza energetica (1991). Soltanto una scuola su due ha certificati di collaudo e idoneità statica. E’ quanto emerge dal nuovo rapporto ‘Ecosistema scuola’ messo a punto da Legambiente e presentato oggi a Roma nel corso di ‘Scuola Innova – primo forum sull’edilizia scolastica’.

“Sono stati stanziati 7,4 miliardi di investimenti e 27 mila sono gli interventi avviati per l’edilizia scolastica – viene spiegato – ma le riqualificazioni procedono troppo a rilento e le scuole continuano ad essere carenti su sicurezza antisismica e efficienza energetica. Su 43.072 scuole in Italia solo il 9,2% degli interventi ha inciso su questi temi negli ultimi 10 anni”. Anche se, osserva Legambiente, “negli ultimi anni sul fronte dell’edilizia scolastica si è aperta una nuova fase che ha visto la nascita di una Struttura di missione presso la presidenza del Consiglio e l’arrivo di risorse ad hoc, la strada è ancora in salita. Occorre accelerare la riqualificazione completando l’anagrafe scolastica, semplificare le linee di finanziamento, supportare i Comuni cambiando il ruolo della Struttura di missione”.

Ad dare man forte al premier anche il ministro Delrio. Juncker, ha detto il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, deve lasciarci spendere nostri soldi. “Il presidente della Commissione europea Claude Juncker, deve lasciare agli italiani la possibilità di spendere i loro soldi per l’emergenza terremoto”. “L’Italia – ha aggiunto – è un paese sano. Abbiamo il rapporto deficit/Pil più basso degli ultimi anni. E’ importante che Juncker lasci spendere agli italiani i soldi che hanno. Sono soldi nostri, solo che invece di usarli per pagare il debito li usiamo per soccorrere le popolazioni terremotate”.

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