giovedì, 8 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Il Giuoco delle Parti. Pirandello di scena
al Teatro Eliseo di Roma
Pubblicato il 07-11-2016


umberto-orsiniIl Giuoco delle Parti è una commedia nera che il grande drammaturgo siciliano Luigi Pirandello ha scritto nel 1918.

Originariamente la vicenda vede tre personaggi principali: il filosofo cinico Leone Gala, sua moglie Silia e l’amante di lei Guido Venanzi. Leone Gala si è pacificamente separato da Silia ma ad una condizione: che possa farle visita ogni sera, per mantenere di fronte all’opinione pubblica il suo ruolo di marito.

Col passare del tempo questo accordo si rivela insopportabile a Silia che confida all’amante il desiderio di volersi sbarazzare del marito la cui presenza-assenza le è diventata insostenibile. Il casuale irrompere nella casa di lei di un gruppo di ubriachi che, scambiandola per Pepita – prostituta d’alto bordo che riceve nell’appartamento affianco – tentano di farle violenza, senza però riuscirci, le offre un pretesto inatteso grazie al quale potrebbe mettere a repentaglio la vita del marito trascinandolo in un duello.

Alla notizia del fatto Leone appare tranquillo, ha capito il giuoco di sua moglie e del suo amante: “triste cosa, mio caro, quando uno ha capito il gioco” dirà Leone a Guido. E quindi se Leone formalmente accetterà il duello con l’offensore della moglie Silia, alla fine, grazie alla sua incrollabile dialettica ed al suo nichilismo, riuscirà a sottrarsi al complotto ordito dalla moglie e dall’amante trasformandosi da vittima in carnefice. Sarà dunque Guido a doversi battere…

Pirandello aveva scritto una commedia nera, dove matrimonio, tradimento, onore e omicidio si inseguivano in una logica successione. La novità dell’allestimento che abbiamo trovato al Teatro Eliseo sta nell’aver immaginato un futuro per Leone Gala dopo quel tragico avvenimento. Lui, uomo di lettere costretto a macchiarsi di un delitto, non riesce a liberarsi dal suo passato e, in un ospedale psichiatrico, rivive con una serie di flashback tutta la vicenda come un ammasso di ricordi, di ricostruzione dei fatti dal punto di vista di chi è sopravvissuto.

Nell’opera in atto unico in scena al Teatro Eliseo di Roma troviamo un bravo Umberto

Teatro comunale di Narni UMBERTO ORSINI "Il Giuoco delle Parti" di Luigi Pirandello con Alvia Reale, Michele Di Mauro, Flavio Bonacci .Regia Roberto Valerio Scene Maurizio Balò Costumi Gianluca Sbicca Light designer Pasquale Mari

Orsini nei panni di un Leone che si dibatte fra i fantasmi che popolano una mente in cui il tempo batte i suoi colpi rimbalzandoli confusamente dal passato al presente e viceversa. Su discreti livelli la recitazione di Alvia Reale, che ci presenta una Silia meno superficiale, più capricciosa, più virago, più vicina nei caratteri alla novella – intitolata “Quando si è capito il giuoco” – con cui Pirandello aveva inizialmente approcciato la vicenda. Anche Totò Onnis appare capace di restituirci un ritratto di Guido Venanzi piuttosto inedito: invece che essere completamente dominato dai due, appare qui un uomo prudente, ma non così tanto da evitare un errore che gli sarà fatale. Nel complesso su livelli accettabili la recitazione di tutti e sei gli attori presenti sul palco.

La scena si apre con le luci soffuse: ci troviamo in quella che ora è la casa di Silia, un paio di tavolini, un letto, alcune sedie, un grande lampadario, una sedia a rotelle su cui il protagonista rimugina sul passato; la voce fuori campo di Leone ci guida nel ricordo; ma con alcuni rapidi cambiamenti scenici, quello stesso ambiente si compone e si scompone per portarci ora nella stanza di ospedale di Leone ed ora nella piccola casa dove si era rifugiato dopo essersi separato dalla moglie. I costumi sono scuri, spenti, tristi come triste è la vicenda; le musiche sono di impatto e pian piano la marcia nuziale si trasforma in marcia funebre…

L’inferno del matrimonio è qui reinterpretato con tratti misogini, in un’ottica vicina al teatro del drammaturgo svedese Strindberg, dove l’abisso morale dei protagonisti si alterna al gioco dialettico che ha quasi sempre guidato la lettura di questo testo: “ai margini dei precipizi, sui limiti dei burroni, senza avere la minima paura di cadere, come era bella la mia vita. E come è diventata quando il matrimonio ci ha fatto cadere giù, sempre più giù, in questo inferno” dirà Leone.

Si tratta comunque di un allestimento complesso, considerati i profondi riflessi psicologici e la tecnica del flashback utilizzata e, per poterlo apprezzare al meglio, lo spettatore deve approcciarlo con un minimo di preparazione preventiva su trama e personaggi. Consigliato a chi ami approfondire i classici. Al Teatro Eliseo di Roma fino al 20 novembre.

Al. Sia.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento