sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Ilva. La famiglia Riva ‘restituisce’ 1,3 mld a Taranto
Pubblicato il 30-11-2016


ilva-cimiteroSi scioglie il primo nodo sulla matassa Ilva. L’acciaieria di Taranto e la holding della famiglia Riva hanno raggiunto un accordo di massima in base al quale gli ex proprietari del gruppo siderurgico italiano verseranno circa 1,3 miliardi di euro da destinare al risanamento ambientale di Taranto. La famiglia Riva verserà circa 1,3 miliardi e rinuncerà al contenzioso contro lo Stato italiano, che di fatto ha espropriato Ilva dopo l’inchiesta della magistratura sulle emissioni inquinanti dell’impianto tarantino e il successivo sequestro, nel 2012. In cambio Ilva, in amministrazione straordinaria da quasi due anni, rinuncerà ad almeno due cause intentate contro i Riva a Milano, del valore di oltre 2,5 miliardi, ha detto la fonte. I soldi dovrebbero provenire dal tesoro, circa 1 miliardo e 200 milioni, custodito in Svizzera e sequestrato nel 2013 da guardia di finanza e pm milanesi nell’ambito di un’inchiesta per evasione fiscale a carico dei Riva. Gli eredi di Emilio Riva, che in Italia hanno rinunciato all’eredità, in Svizzera si sono opposti allo sblocco del tesoro. Somme che per la magistratura italiana sono state sottratte dai Riva alle loro stesse aziende e soci, accantonate su Trust in paradisi fiscali e poi fatte rientrate illecitamente in Italia attraverso lo scudo fiscale. “È una notizia straordinaria – ha annunciato Matteo Renzi- importantissima. Questo miliardo e quattro, reso disponibile grazie all’azione delle istituzioni andrà a risanare Taranto e l’Ilva. Possiamo guardare con maggiore fiducia al futuro di Taranto e al futuro industriale”.
Ma l’accordo è importante perché finalmente scioglie un altro nodo sulla vedita della più grande acciaieria italiana. Non solo per finanziare il risanamento ambientale dell’impianto e della città, anche perché e soprattutto questo accordo “darà certezze agli investitori” su Ilva, di cui si attende la vendita nei primi mesi del 2017. La società conta adesso di chiudere il 2016 con un Ebitda in “miglioramento” rispetto al 2015, archiviato con un rosso di 546 milioni. Il gruppo siderurgico punta ad archiviare il 2016 con una produzione di 5,9 milioni di tonnellate d’acciaio. In netta crescita rispetto ai 4,7 milioni di tonnellate del 2015. Mentre si attende per i prossimi giorni un decreto del ministero dell’Ambiente contenente le valutazioni degli esperti sui piani ambientali presentati dalle due cordate: una è AcciaiItalia, composta da Cassa Depositi e Prestiti, il gruppo italiano Arvedi e Delfin, la finanziaria della famiglia Del Vecchio, a cui fa capo Luxottica, a cui si è aggiunta questa settimana l’indiana JSW Steel; l’altra è rappresentata dal tandem ArcelorMittal – Marcegaglia.
Inoltre per il Presidente del Consiglio l’accordo placa in parte le polemiche dei giorni scorsi. Infatti ha fatto molto discutere la scomparsa dalla legge di Bilancio dei 50 milioni per curare i bambini di Taranto per cui è stato accusato il governo che a sua volta ha scaricato le colpe sul presidente Boccia. “Ci sono state – ha detto ancora Renzi – polemiche assurde sull’impegno del governo su Taranto che è in una situazione davvero difficile per colpa del passato. Noi siamo intervenuti in modo molto significativo, abbiamo messo 1,6 miliardi, di cui 1,3 risorse nazionali, 322 dalla giunta Vendola e 7 milioni dalla giunta Emiliano. Si dice che noi avremmo tolto l’emendamento con 50 milioni in più: il presidente della Bilancio che è pugliese ha ritenuto inammissibile l’emendamento. Che cosa c’entra il governo?”.
Alle accuse ha risposto direttamente sulla pagina Facebook di Renzi lo stesso Boccia: “Caro Matteo, ma è così difficile per una volta provare a dire ‘ho sbagliato’? Oppure semplicemente ‘vi assicuro che per la sanità tarantina troverò le risorse in un altro momento’? Sono costretto a scriverti anche qui perché da giorni sostieni una tesi infondata“. Ha risposto Boccia sulla pagina Facebook di Renzi lo stesso Boccia che ha aggiunto: “Il governo ha deciso di recuperare tutte le altre misure dichiarate inammissibili e riscritto gli emendamenti, ma non ha fatto lo stesso con i soldi per la salute dei bimbi di Taranto. Che senso ha continuare a far riferimento alle inammissibilità tecniche del 15 novembre? Erano tali anche gli altri, ma l’esito è stato diverso”.
La questione per quanto riguarda invece il miliardo dei Riva aveva portato il Governatore della Puglia a ‘tuonare’ contro il Presidente del Consiglio: “Il miliardo di euro per Taranto da parte dei Riva annunciato da Renzi, se arriverà, sarà un risarcimento per la città che non dipende assolutamente dal Governo”.
Contro Matteo Renzi anche i genitori tarantini che hanno annullato il sit in che avevano organizzato a Roma il 3 dicembre, giorno prima del referendum.
Appare “chiaro come il sole”, scrivono i Genitori Tarantini rivolgendosi a Renzi, “che lei non ha alcun interesse verso i problemi della città di Taranto che, vogliamo ricordarle, è a tutti gli effetti un territorio dello Stato italiano e non un possedimento dello Stato italiano. Aveva dichiarato che ai bambini di Taranto avrebbe pensato lei. E ora si preoccupa del silenzio elettorale? Lei e i suoi ministri fate secretare i risultati degli ultimi rapporti sanitari che riguardano la città di Taranto, ma solo fino a 7 dicembre? Riparlerete dei 50 milioni, ritornati nel cilindro del prestigiatore, solo il 12 dicembre? Farete tutto questo dopo il referendum?”. “Signor Renzi, il silenzio elettorale”, concludono i Genitori Tarantini, “non ferma l’insopportabile e inumana emergenza sanitaria che colpisce in altissime percentuali i tarantini”.

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