venerdì, 9 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Una moneta virtuale
per la Svezia
Pubblicato il 21-11-2016


svezia-moneta

La Svezia, leader per i pagamenti digitali, sta per fare un passo innovatore nel sistema finanziario. Diventerebbe il primo paese al mondo a dotarsi di una e-currency, cioè di una valuta virtuale garantita, coperta e gestita dalla Riksbank (la banca centrale della Svezia). Lo ha dichiarato Cecilia Skingsley, numero due dell’Istituto d’emissione del regno, manifestando piani concreti.

Esistono già i Bitcoin o le monete complementari come quella locale di Barcellona. L’introduzione di una e-currency garantita da una Banca Centrale ha un significato ed una importanza dirompente. Anche perché non si tratta di un piccolo paese esotico, possibilmente considerato paradiso fiscale e sede di società presenti con solo cassette delle poste. La Svezia è una tra le potenze industriali più avanzate al mondo, un paese che vanta una crescita media attorno al 4% con alti redditi medi pro-capite nonostante il pesante prelievo fiscale. Il welfare ed il servizio sanitario sono tra i migliori al mondo. L’occupazione è alta ed i conti sovrani sono in ordine. Il debito pubblico, tra i più bassi al mondo, è attorno al 40% del PIL, cioè molto più basso di quello tedesco.

Il 50% del prodotto interno lordo deriva dall’export di manufatti industriali e tecnologici d’eccellenza, dai jet bisonici agli aerei-radar, dall’elettronica avanzata ai servizi Skype e Spotify. Nel regolare le transazioni del commercio internazionale, la corona virtuale potrebbe diventare una realtà quasi quotidiana, se si concretizzeranno i piani in fase di elaborazione avanzata.

In Svezia, la transizione dal cash al no-cash è un cambiamento diventato realtà prima che altrove. In una economia così solida ed in crescita dove nulla sfugge alla tributaria (sia che i pagamenti avvengono in contanti, con assegni, con carta di credito o bonifico bancario) l’utilizzo del denaro contante in circolazione oggi raggiunge scarsamente l’1,5% del PIL mentre nel 1950 raggiungeva il 10% del PIL ed anche allora rappresentava un valore tra i più bassi al mondo. Le banche sempre più frequentemente evitano o rifiutano le operazioni in contanti. Nei negozi e negli esercizi commerciali è sempre più raro l’utilizzo di casse o registratori di cassa progettati per l’uso del contante. Diversi negozi hanno abolito i pagamenti in contanti e persino i taxi preferiscono i pagamenti con la “plastic money” (carte di credito o di debito).

Il numero due della Riksbank, Cecilia Skingsley ha spiegato : “La Svezia è all’avanguardia, non dobbiamo imitare l’esempio di nessun altro paese perché nessun altro paese sta lasciando l’uso di banconote e monete così velocemente come noi. Vogliamo anche aiutare i molti cittadini desiderosi di dire addio al contante, ma per ragioni differenti non vogliono o non possono avere un accesso diretto ai sistemi di transizione elettronica che per le banche sono normali”. Dal novembre 2016, in Svezia è iniziato il lungo addio al contante. Gli esperti della Riksbank stanno lavorando per risolvere i problemi tecnici, legali e di sicurezza. Entro due anni potrebbe essere introdotta la e-currency.

La Svezia, governata lungamente dalla socialdemocrazia, pensa al futuro ed alla società futura. Nel suo governo, unico caso al mondo, esiste il “Ministero del Futuro” .

Un futuro dove non ci saranno più rapine a mano armata nelle banche, nei supermercati o ai furgoni portavalori, ma in cui bisognerà stare molto attenti ai pirati informatici.

Salvatore Rondello

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento