venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Industria, frenano ordini e fatturato
Pubblicato il 25-11-2016


EconomiaDopo segnali incoraggianti di una lenta ripresa economica, il fatturato dell’industria scende a – 4,6%. I dati ISTAT di settembre su ordini e fatturato sono in flessione rispettivamente del 6,8% e del 4,6% sul mese precedente. Anche se ad agosto si sono registrate variazioni eccezionalmente positive con un + 10,3% per il fatturato ed un + 9% per gli ordinativi, la flessione di settembre è un dato che colpisce. Si tratta della variazione del fatturato più bassa dal 2012. Su base annua il calo si ridurrebbe a -0,3%, mentre per gli ordini ci sarebbe un aumento del +2,6% nei dati grezzi. Ad affossare il fatturato ha contribuito soprattutto il mercato interno con – 5,5% su base mensile e -1,3% su base annuale. Il mercato estero è diminuito di – 2,8% su base annua mentre su base annuale diventa positivo con + 1,7%. Per i dati trimestrali, il fatturato del terzo trimestre aumenta del 2,3% sul trimestre precedente con variazioni di + 2,5% per il mercato interno e + 1,8% per il mercato estero. Per i beni strumentali si può parlare di crescita sostenuta con +5%.

Per l’Istat, anche le vendite al dettaglio del mese di settembre sono in diminuzione dello 0,6% rispetto al mese di agosto. Le vendite sono anche in flessione rispetto al 2015 con variazioni di -1,4% in valore e -1,7% in volume. Nella media del terzo trimestre si è registrato una diminuzione media di -0,4% rispetto al trimestre precedente. Le variazioni più negative riguardano il mercato non alimentare con -1,6% in valore e -1,9% in volume (con picchi più elevati nella cartoleria, libri e giornali).

Contemporaneamente, il centro studi della Confindustria dichiara: “il PIL mondiale ha riaccelerato in estate e gli indicatori qualitativi mostrano un buon avvio d’autunno. In questo scenario, l’Italia rimane il fanalino di coda, nonostante l’incremento di attività messo a segno nel terzo trimestre, cui sta seguendo un’altra frenata nel quarto”. Gli economisti della Confindustria proseguono : ”l’occupazione in rapido aumento ed i maggiori salari reali sostengono il reddito delle famiglie italiane che rimangono prudenti nella spesa. Gli investimenti rispondono in presa diretta agli incentivi fiscali, come suggerisce il balzo in ottobre degli ordini di beni strumentali, e daranno un forte contributo alla crescita nel prossimo biennio. Rimane l’handicap della contrazione del credito alle imprese, tra le quali sale la quota di quelle cui sono negati i prestiti richiesti: la creditless recovery non può che rimanere lenta ed affannosa”.

Per quest’ultimo aspetto del credito alle imprese, va ricordato che le limitazioni poste dalle banche derivano dai parametri di valutazione aziendale dettati dagli accordi di Basilea. Parametri di cui dovrebbero tenere conto anche le imprese in fase di redazione dei bilanci aziendali. Una maggiore attenzione alla strutturazione dei bilanci contribuirebbe a migliorare le possibilità delle imprese per accedere più facilmente alla creditless recovery. Ne deriverebbe anche un contributo importante per migliorare le opportunità dello sviluppo economico del Paese.

In conclusione, la flessione del fatturato e degli ordinativi di settembre va visto in una ottica di assestamento rispetto ai notevoli dati di crescita del mese di agosto. Complessivamente, ci sono sufficienti elementi per alimentare un moderato ottimismo sulle prospettive future dell’economia.

Salvatore Rondello

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