domenica, 22 gennaio 2017
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Opinioni e commenti
 

Inps, indennità alle lavoratrici vittime di violenza di genere
Pubblicato il 28-11-2016


Inps

CONGEDO PER LE DONNE VITTIME DI VIOLENZA DI GENERE

Con l’espressione violenza di genere si indicano tutte quelle forme di violenza da quella psicologica e fisica a quella sessuale, dagli atti persecutori del cosiddetto stalking allo stupro, fino al femminicidio, che riguardano un vasto numero di persone discriminate in base al sesso. La legge contro la violenza di genere persegue tre obiettivi principali: prevenire i reati, punire i colpevoli, proteggere le vittime. Con l’introduzione nel 2009 del reato di atti persecutori-stalking, che si configurano in ogni atteggiamento violento e persecutorio e che costringono la vittima a cambiare la propria condotta di vita, fino alla legge sulle ‘Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere’, risultano infatti rafforzati la tutela giudiziaria e il sostegno alle vittime, una serie di aggravanti e la possibilità di permessi di soggiorno per motivi umanitari per le vittime straniere di violenza. Molteplici sono le forme di intervento messe in campo, in particolare: la tutela delle vittime di maltrattamenti e violenza domestica, le risorse per finanziare un Piano d’azione antiviolenza e la rete di case-rifugio, la formazione sulle tecniche di ascolto e approccio alle vittime, di valutazione del rischio e individuazione delle misure di protezione, i corsi sulla violenza domestica e lo stalking. Inasprita anche la disciplina penale con misure cautelari personali, un ampliamento di casi per le associazioni a delinquere, la tratta e riduzione in schiavitù, il sequestro di persone, i reati di terrorismo, prostituzione e pornografia minorile e contro il turismo sessuale. Sui territori le prefetture promuovono, dove emergono i bisogni e le esigenze, iniziative di informazione e sensibilizzazione per combattere sul nascere la violenza di genere: formazione nelle scuole, corsi di formazione per gli operatori delle strutture sociosanitarie, per migliorare la prima accoglienza, forme di collaborazione con gli enti locali e le associazioni per potenziare l’accoglienza e il sostegno alle vittime, task force e gruppi di lavoro per pianificare le iniziative e divulgare le best practice.

Al riguardo, proprio recentemente è stata pubblicata dall’Inps la circolare n. 65/2016 sul Congedo indennizzato per le donne vittime di violenza di genere prefigurato dall’art. 24 del decreto legislativo n. 80 del 15 giugno 2015. L’Inps – viene precisato nella nota interna – eroga l’indennità alle lavoratrici dipendenti vittime di violenza di genere del settore privato, escluse le lavoratrici addette ai servizi domestici e familiari. Per fruire del congedo e dell’indennità occorre avere un rapporto di lavoro in corso di espletamento, ed essere inserite nei percorsi certificati dai servizi sociali del Comune di appartenenza, dai Centri antiviolenza o dalle Case Rifugio.

Il beneficio spetta per un periodo massimo di 3 mesi (90 giorni di astensione effettiva dall’attività lavorativa); tale periodo va fruito entro i 3 anni dalla data di inizio del percorso di protezione certificato. Il congedo può essere goduto in coincidenza di giornate nelle quali è previsto lo svolgimento della prestazione lavorativa (con esclusione quindi dei giorni festivi, dei periodi di sospensione dell’attività lavorativa o dei periodi di aspettativa e dei giorni successivi alla data di cessazione del rapporto di lavoro). Può essere fruito in modalità giornaliera o oraria, secondo le modalità stabilite dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni più rappresentative.

Per le giornate di congedo utilizzate per svolgere i percorsi di protezione è corrisposta un’indennità giornaliera pari al 100% dell’ultima retribuzione. In caso di fruizione oraria, l’indennità è corrisposta in misura pari alla metà dell’indennità giornaliera. L’indennità è anticipata dal datore di lavoro, salvo conguaglio, secondo le modalità prescritte per le indennità economiche di maternità. E’ invece erogata direttamente dall’Istituto alle lavoratrici per le quali è postulato il pagamento diretto della prestazione di maternità.

Le lavoratrici che hanno già beneficiato di periodi di congedo dall’entrata in vigore della riforma (25 giugno 2015) ad oggi, possono presentare una domanda anche per tali periodi, in modo da consentire la verifica dei conguagli eventualmente già effettuati.

Inps

FONDO CASALINGHE

È il Fondo di previdenza, istituito dal 1.1.1997, per le persone che svolgono lavori di cura non retribuiti derivanti da responsabilità familiari.

Possono iscriversi al nuovo fondo di previdenza, i soggetti di entrambi i sessi e di età compresa fra quella prevista dalle norme sull’avviamento al lavoro 16 anni  e i 65 anni di età se: svolgono lavoro in famiglia non retribuito connesso con responsabilità familiari, senza vincoli di subordinazione; non sono titolari di pensione diretta; non prestano attività lavorativa dipendente o autonoma per la quale sussista l’obbligo di iscrizione ad altro ente o cassa previdenziale; prestano attività lavorativa part-time se, in relazione all’orario e alla retribuzione percepita, si determina una contrazione delle settimane utili per il diritto a pensione.

La domanda di iscrizione deve essere presentata esclusivamente per via telematica, previa identificazione con Pin, attraverso uno dei seguenti canali: servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino  attraverso il portale dell’Istituto; Contact Center Multicanale, chiamando da rete fissa il numero gratuito 803164 o il numero 06164164 da telefono cellulare, con tariffazione stabilita dal proprio gestore; mediante Patronato e tutti gli intermediari dell’Istituto – usufruendo dei servizi telematici offerti dagli stessi. Se non ci sono condizioni ostative all’iscrizione al fondo la domanda viene accolta automaticamente e l’interessato può iniziare i versamenti dopo aver ricevuto la comunicazione di accoglimento della richiesta, corredata dai primi bollettini di conto corrente postale predisposti per il pagamento.

L’iscrizione decorre dal primo giorno del mese di presentazione della domanda. Una volta effettuata conserva la sua validità anche se non sono stati eseguiti versamenti. Coloro che erano iscritti alla Mutualità pensioni sono transitati d’ufficio nel nuovo fondo e hanno potuto utilizzare i contributi corrisposti come “premio unico d’ingresso”.

L’importo dei versamenti è libero, tuttavia, versando almeno 25,82, euro verrà accreditato un mese di contribuzione. L’Inps attribuirà per ogni anno tanti mesi di contributi quanti ne risultano dividendo l’importo complessivo corrisposto nell’anno per 25,82 euro (se si pagano in un anno 110 euro, ad esempio, i mesi accreditati saranno 4). Il versamento può essere effettuato in qualsiasi momento dell’anno con bollettini di conto corrente postale che l’Istituto di previdenza invia a casa insieme alla lettera di accoglimento dell’iscrizione. Il bollettino di c/c postale, in formato pdf, con i dati dell’iscritto e senza importo è stampabile nella sezione Servizi online del sito Inps attraverso il seguente percorso per tipologia di utente> Cittadino>Fondo previdenza Casalinghe>Stampa bollettino. I contributi versati sono interamente deducibili dal reddito imponibile Irpef del dichiarante, anche per i familiari fiscalmente a carico.

Spettano, a favore degli assicurati al Fondo casalinghe, le seguenti prestazioni: pensione di inabilità, con almeno 5 anni di contributi, a condizione che sia intervenuta l’assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa; e il trattamento di vecchiaia, a partire dal 57° anno di età, sempre che siano stati versati almeno 5 anni (60 mesi) di contributi. Importante, la pensione di vecchiaia: viene liquidata solo se l’importo maturato risulta almeno pari all’ammontare dell’assegno sociale maggiorato del 20% (1,2 volte l’assegno sociale); si prescinde dall’importo al compimento del 65° anno di età. Non è invece prevista la concessione della pensione ai superstiti.

Come per l’iscrizione anche la domanda di pensione può essere inviata unicamente in modalità telematica. L’importo è determinato secondo il sistema di calcolo contributivo. Gli assegni, inoltre, non sono integrabili al trattamento minimo.

Obbligo di iscrizione all’Inail

Sono obbligati ad iscriversi i componenti del nucleo familiare, di età compresa fra i 18 e i 65 anni compiuti, che svolgono, in via esclusiva e non occasionale, attività in ambito domestico, senza vincolo di subordinazione e a titolo gratuito, per la cura del proprio nucleo familiare.

Carlo Pareto

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