sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Istat, dopo un lustro gli italiani sono più soddisfatti
Pubblicato il 22-11-2016


Risparmio-famigliePer la prima volta, dopo cinque anni, nel 2016, secondo l’Istat, migliorano le stime relative al giudizio delle famiglie sulla soddisfazione per le condizioni di vita. E non solo sul fronte del porto sicuro della famiglia e degli amici, ma addirittura, rispetto al 2015, migliorano (lievemente) i dati sulla percezione della situazione economica, sull’occupazione, mentre resta stabile la soddisfazione per la salute e il tempo libero.
Il problema in cima alle preoccupazioni delle famiglie nella zona in cui vivono è il rischio di criminalità (38,9%), rileva l’Istat, seguito a breve distanza dall’inquinamento dell’aria (38%), il traffico (37,9%) e la difficoltà di parcheggio (37,2%). Vengono subito dopo la sporcizia nelle strade (33%), la difficoltà di collegamento con i mezzi pubblici (32,9%) e la presenza di rumore (31,5%). Rispetto all’anno scorso, sono in aumento le segnalazioni di problemi come la sporcizia nelle strade (era il 31,6%) e le difficoltà di collegamento con i mezzi pubblici (30,5%), indicato come molto presente da una quota crescente di famiglie.

Naturalmente la posizione nella professione influisce sul giudizio espresso: tra coloro che sono occupati, i dirigenti, gli imprenditori e i liberi professionisti (7,4), insieme ai quadri e agli impiegati (7,4) dichiarano livelli di soddisfazione più alti rispetto ai punteggi di operai e lavoratori in proprio (7,1 e 7). Le persone in cerca di occupazione (6,4) e le casalinghe (6,8) esprimono, come in passato, il giudizio più basso. Il livello di soddisfazione generale cresce, ancora, con il titolo di studio. La quota dei molto soddisfatti passa dal 32,9% di chi ha solo la licenza elementare al 47,7% dei laureati, la distanza è evidente anche nel punteggio medio: rispettivamente 6,6 e 7,3.

Altro dato da tenere sott’occhio è l’aumento della diffidenza, in effetti da sempre a braccetto con il timore della criminalità. Otto italiani su dieci non hanno fiducia nel prossimo: è questo un altro dato che emerge dal rapporto dell’Istat. Il 78,1% delle persone pensa infatti che “bisogna stare molto attenti”, rileva l’Istat mentre il 19,7% è orientato ad un atteggiamento di fiducia, un livello sostanzialmente stabile negli ultimi due anni ma con profonde differenze territoriali. Nel Mezzogiorno solo il 16,5% della popolazione crede che gran parte della gente sia degna di fiducia, mentre la quota tocca il 21,7% al Nord e il 20,8% al Centro. Le donne sono più diffidenti, con il 79,4% che ha un atteggiamento di cautela rispetto al 76,7% degli uomini. La diffidenza è maggiore, inoltre, tra gli anziani di 75 anni e oltre (supera l’80%) e tra i 25-34enni (77,8%). Alla domanda di valutare le probabilità che possa essere restituito un portafoglio smarrito se a ritrovarlo è un vicino di casa, un membro delle forze dell’ordine o un perfetto sconosciuto, i rispondenti accordano il maggior grado di fiducia agli esponenti delle forze dell’ordine (82,4%), seguiti dai vicini (69,8%). Soltanto il 12,1% si fida degli estranei . Rispetto al 2015, aumenta la fiducia verso l’onestà delle forze dell’ordine (da 81,2% a 82,4%) e migliora anche quella verso lo sconosciuto (da 11,1% a 12,1%). Resta stabile il giudizio sui vicini.

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