giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Italrugby vecchi difetti
e circoscritte nuove virtù.
Azzurri battuti da Tonga
Pubblicato il 28-11-2016


italia-tongaFa riflettere ed stuzzica il fatto che l’Italia, più di una volta, abbia perso le gare contro Tonga agli ultimi secondi di gioco. La singolare peculiarità si è ripetuta nell’ultimo test Cariparma, disputato sabato a Padova, dove un preciso “penalty” calciato all’ottantesimo assorbe totalmente il risicatissimo vantaggio azzurro, un punticino, e consegna la vittoria ai tongani. Siamo di fronte alla classica occasione buttata alle ortiche tanto da essere motivo di grande frustrazione, come la hanno definità, nello staff italiano.

Le aspettative era altre dopo la sensazionale vittoria di sette giorni prima, con il Sudafrica, ed il lungo viaggio azzurro, come definisce questa nuova esperienza il Ct azzurro O’Shea, è già fermo al pit-stop. Vivono ancora diverse contraddizioni e vecchie certezze riaffiorano. All’Euganeo, se marginalmente non è mancato il fattore sfortuna, sotto osservazione sono un paio di ataviche insufficienze che pretendono di essere annullate definitivamente se si vorrà realmente entrare nel grande giro internazionale. Hanno avuto un peso determinante, nell’economia del risultato finale, la scarsa concretezza nel realizzare latitante la fondamentale “spiettatezza” e lucidità negli ultimi cinque/dieci metri, la riccorrente indisciplina in momenti e luoghi inopportuni, imprecisione delle giocate causate da da limiti gestuali e poca attenzione mentale. Si è partiti con grande spinta ma il piano di gioco, produttivo per metà del primo periodo di gioco, ha poi intanagliato la stessa mediana italiana che con il passare del tempo è passata ad una stanca guida “conservativa”. E’ affiorata, forse, anche una punta di boria o si è trascurata la necessaria umiltà. Scrollarsi le “aquile di mare” dalla distanza di break era di primaria importanza. E’ andata in senso contrario l’atteggiamento italiano che ha optato, troppe volte, per la sterile scelta della touche, pensando solo al bersaglio grosso, tralasciando punti pià probabili dalla facile alternativa dalla piazzola. Questo ha imposto un altro disegno all partita non riuscendo, anche nei periodi di vantaggio numerico, a distanziare i ringhiosi avverari. Non si tratta della semplice considerazione con il fatidico “senno del poi”, bensì di carattere pragmatico. Muovere costantemente “il pallottoliere” fa parte dell’abecedario. Dimenticare quanto sia decisivo è un errore di valutazione che pagano, sempre, anche i primi della classe. Un peccato mortale. Nel computo numerico non sono, infatti, state sufficienti le due mete italiane (Cittadini e Allan) contro la sola di Piutaiu per vincere la partita. Tonga si è rivelata meno “naif” di quanto qualcuno ha creduto e la poca confidenza del collettivo ha esaltato la grande individualità degli “isolani” che con il passare dei minuti ha dato consapevolezza alla possibilità  di portare a casa il match, ormai inaspettato, grazie all’ennesima infrazione al regolamento degli azzurri già rimasti in quattoridici per la precedente espulsione momentanea di Allan. Forse qui abbiamo anche una risposta al quesito iniziale. A questi livelli non mollano mai!
Un passo avanti e diversi indietro in questo autunno di rugby azzurro.

Prossimo appuntamento il Sei Nazioni da qui a febbraio tre mesi d’intenso lavoro e ripetizioni …nessuna pressione ma con la netta consapevolezza di quanto l’esame sia  importante per tutto il movimento ovale italiano.

Rugbying Class
di Umberto Piccinini

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