martedì, 17 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

L’ Ufo del Podesta
Pubblicato il 09-11-2016


Il 9 novembre è divenuta una data ricorrente della storia.
Nel 1989 fu abbattuto il Muro di Berlino.
Fu un evento che era nell’aria ma per come si materializzò fu inaspettato.
Oggi la sorprendente vittoria di Trump nelle presidenziali degli USA ha, in qualche modo le medesime caratteristiche: nell’aria ma inaspettata ed esorcizzata da analisti e commentatori ed esclusa dai guru dei sondaggi che oggi bene farebbero a tacere (non solo negli States).

Entrambi gli eventi hanno avuto attori involontari non protagonisti due personaggi il cui nome resterà nella memoria degli storici dell’ars comica.
Nel 1989 il portavoce della Sed, il partito comunista dalla DDR, Gunther Schabowski, al termine di una conferenza stampa, alla domanda di un giornalista (italiano) su quando sarebbe stato possibile per i tedeschi dell’est attraversare liberamente il confine blindato di Berlino rispose: “anche subito”.
Il poveretto ebbe nei minuti precedenti un misunerstanding con il leader della DDR Egon Krenz che, in realtà, gli aveva comunicato ben altre cose. Non appena terminato il brief con la stampa i posti di confine del Muro furono letteralmente presi d’assalto dai berlinesi dell’est che travolsero le barriere e sciamarono dall’altra parte.
Il povero Schabowski divenne, suo malgrado, l’oggetto oggetto di frizzi e lazzi del sistema mediatico globale.

C’è chi è riuscito (forse) a fare meglio.
Questa notte, quando ormai i risultati reali avevano chiaramente sanzionato la vittoria di Trump, il presidente del comitato elettorale della Clinton, John Podesta (di chiare ascendenze italiane) si è presentato alla platea di supporters disperati ed attoniti proclamando: “Dobbiamo aspettare ancora, non è finita. Andate a casa a dormire e tornate domani, ci sono ancora stati in bilico. Dobbiamo controllare scheda per scheda”.
Mentre Podesta arringava e blandiva la folla, non riuscendo in verità a suscitare molto entusiasmo, la rassegnata Clinton stava telefonando a Trump riconoscendo la propria sconfitta.
Probabilmente Podesta, nei minuti precedenti la sua performance, anziché parlare con la candidata, consapevole della debacle, era impegnato nell’avvistamento degli UFO, disciplina nella quale pare eccella.

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