venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

La Cassazione boccia il referendum sulla ‘Buona Scuola’
Pubblicato il 15-11-2016


scuorum-referendum-scuola-logo-black-2In aprile era partita la campagna social #scuorum, per la raccolta delle firme. Oggi sulla pagina web referendumscuola.org appare “Due milioni di firme non sono bastate”. Con un’ordinanza depositata questa mattina, la Cassazione dichiara ufficialmente che il referendum per abrogare alcune disposizioni della riforma la ‘Buonascuola’ del governo Renzi non ha raggiunto le firme necessarie alla convocazione delle urne.
I punti dei quali si chiedeva l’abrogazione erano quattro: il finanziamento alle scuole private, l’obbligo di alternanza scuola-lavoro. Per quanto riguarda punto, si voleva abrogare il limite minimo fissato per legge di 400-200 ore da impiegare in azienda (200 per i licei e 400 per i tecnici-professionali), lasciando i singoli istituti liberi di decidere dove e come pianificare esperienze professionali coerenti con il proprio piano di offerta formativa. Gli altri due punti riguardavano il ruolo del dirigente scolastico: come il potere dei presidi di confermare o meno la permanenza dei docenti nella sede, e quello di elargire riconoscimenti economici ai docenti ritenuti più meritevoli. Il comitato contestava il potere del dirigente scolastico di scegliere i docenti a cui dispensare in via discrezionale il premio salariale per il merito, il potere discrezionale del dirigente scolastico di scegliere e confermare i docenti nella sede, oppure di mandarli via dopo tre anni. Si chiedeva di assegnare i docenti alle scuole secondo “criteri oggettivi e senza il ricatto della scadenza”, eliminando il rischio di gestione clientelare delle assegnazioni e di limitazione della libertà di insegnamento.
La proposta del referendum è stata appoggiata da realtà diverse, dai coordinamenti, ai sindacati come Flc-Cgil, Cobas, Unicobas e Gilda alle organizzazioni degli studenti. Susanna Camusso, Cgil, dopo la notizia del mancato raggiungimento delle firme ha detto: “Non aver raggiunto il numero necessario di firme non vuol dire sospendere la battaglia sul tema della scuola e sulla ‘Buona Scuola’, che come noto per noi buona non è”. E ha poi invitato il sindacato a “impegnarsi in una riflessione per capire come mai non si è raggiunto il numero di firme necessarie”.

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