sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

La crisi della stampa: “Una boccata d’ossigeno”. Convegno del dipartimento cultura Psi
Pubblicato il 28-11-2016


Di crisi dei media e della carta, in modo particolare, ne abbiamo già parlato, ma qualche giorno fa il Dipartimento cultura del Psi ha affrontato l’argomento, con un convegno nella sede della Fuis (Federazione unitaria scrittori), a Roma. Mentre gli esperti discutevano, analizzando la recente legge sull’editoria, una nota d’agenzia confermava i dati della “catastrofe” nel campo della stampa quotidiana e periodica. Infatti, secondo uno studio di R&S di Mediobanca (che ha riassunto i bilanci dei nove maggiori gruppi editoriali  del nostro paese, che valgono il 70 % del giro d’affari complessivo) si denunciava che l’editoria italiana aveva perso, dal 2011 al 2015, un terzo del suo fatturato (due miliardi di euro), cancellando oltre un milione di lettori.
La flessione su base annua è stata di 460 mila lettori in meno (-10,6% ,dati ottobre 2016 ) che ha portato a 3,6 milioni le copie diffuse in media ogni giorno (contro i cinque milioni e mezzo di qualche anno fa ). La crisi dunque appare irreversibile per le aziende editoriali ( e per le edicole : ne sono state chiuse ben 16 mila negli ultimi due anni ). Il calo delle vendite,non appare compensato dall’incremento della lettura dei giornali online (peraltro ancora quasi tutti gratuiti) e sono stati  accompagnati dall’altro preoccupante fenomeno della flessione della pubblicità negli ultimi anni ( 3,5- 5%  annuo) .

All’incontro,promosso dal Dipartimento cultura Psi,hanno partecipato i direttori generali della Fnsi (Federazione della stampa),Giancarlo Tartaglia, della Fieg (Federazione editori giornali),Fabrizio Carotti, il consigliere dell’Inpgi Edmondo Rho,l’esperto di distribuzione e marketing Walter Marossi , direttori di quotidiani ,giornalisti ,piccoli editori ed esperti del settore.

Dall’analisi approfondita della recente legge sull’editoria è emerso il comune giudizio che si tratti di “un provvedimento tampone”,con qualche innovazione  e che non riuscirà ad affrontare “in modo strutturale” ed organico una riforma globale dell’editoria (carta stampata ,web ,tv e radio).

Oggi tutti i gruppi editoriali ,anche quelli piccoli,stanno affrontando la crisi con provvedimenti drastici,che comportano licenziamenti,cassa integrazione dei giornalisti ,prepensionamenti ,taglio di collaboratori,con le conseguenti eliminazioni di edizioni locali, accorpamenti di strutture redazionali ,oltre al blocco di assunzione per i giovani che ,usciti dalle scuole di giornalismo e diventati professionisti, si vedono sbarrata la strada di un lavoro sicuro . E ,infatti,la stragrande maggioranza   finisce con l’imboccare la strada del precariato e del lavoro nero ,con la sola alternativa di “cambiare mestiere”.

“La crisi è la più grave del dopoguerra”,ha sottolineato Tartaglia. “Oggi la tecnologia ci porta alla crisi ,alla chiusura di  giornali e alla perdita di posti di lavoro ,soprattutto dei giornalisti “,ha aggiunto Carotti. Tutto questo sta arrecando anche un grave danno ai bilanci dell’Inpgi. Rho non è stato eccessivamente pessimista,come molti altri giornalisti ( che addirittura ipotizzano fra un anno o due l’assorbimento dell’Istituto nell’Inps,come è avvenuto con l’Inpdai e  con altri enti previdenziali ) ma non ha sottaciuto il bilancio in rosso  dell’ente e il rischio che i deficit possano aumentare a livelli preoccupanti per le pensioni dei giornalisti,quelli di oggi e soprattutto quelli di domani .

La legge rappresenta comunque una boccata d’ossigeno per la nostra editoria .Col nuovo Fondo per il pluralismo e l’innovazione garantisce,oltre ai 200 milioni di euro già stanziati con diversi provvedimenti, si aggiungeranno altri 100 milioni l’anno provenienti dalle eventuali maggiori entrate derivanti dal canone Rai in bolletta. Anche i concessionari di pubblicità dovranno contribuire ad alimentare il Fondo con un contributo (simbolico) dello 0,1% del reddito complessivo annuo. I beneficiari esclusivi saranno i giornali cooperativi,le aziende senza fini di lucro,comprese le testate in formato digitale,le tv locali ,escludendo i giornali di partito e i grandi gruppi .Saranno ,inoltre, premiate tutte quelle testate che favoriranno l’assunzione dei giovani giornalisti .

 Una legge quindi che dovrebbe garantire il pluralismo, almeno più che in passato. Lo vedremo dai regolamenti che nelle prossime settimane saranno approvati e dalle procedure ,meno burocratiche  degli anni scorsi (almeno si spera), che saranno seguite. In ogni caso, i “buchi” e gli interrogativi rimangono .Speriamo però che  questo provvedimento possa essere il primo passo per una più organica legge di sistema .

Aldo Forbice     

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Commenti all'articolo
  1. Carissimo Aldo
    Il tuo resoconto sulla situazione dell’Editoria è preoccupante, ma ancora più grave è la sensazione che tutte le categorie del Mondo del lavoro denunciano una flessione che da anni appare irreversibile.
    La PAURA è l’elemento comune che comincia a dominare sia chi lavora, sia chi ne è in cerca o chi il lavoro l’ha perduto.
    Il Progresso che viene catalogato nell’avvento delle nuove tecnologie della conoscenza e della globalizzazione, ha finito per mettere in crisi il vecchio Modello di sviluppo dell’Occidente, senza che siano stati attivati strumenti in grado di correggerne le distorsioni e le conseguenze derivanti dai nuovi fattori produttivi che vengono ulteriormente gravati dal prevalere dell’economia finanziaria sull’economia reale e dal condizionamento che la Finanza esercita sulla Politica e sull’autonomia dei singoli governi .
    Anche se segnò la perdita di milioni di posti di lavoro e lo sfruttamento nella sua gestione, il passaggio dall’epoca rurale a quella industriale venne anch’esso definito come il segno del Progresso.
    Fu allora che nacque la Sinistra, che nelle sue elaborazioni riformiste o rivoluzionarie rappresentate dai socialisti e dai comunisti si manifestò non solo come correttivo ma anche come antagonista al nuovo Modello industriale e propositivo di un Modello alternativo. Conosciamo le sconfitte ma anche i successi della Sinistra, ma l’impegno della Sinistra determinò, se non il superamento delle disuguaglianze sociali, un equilibrio in grado di ripristinare la dignità e il superamento della precarietà nel mondo del lavoro.
    Oggi invece assistiamo ad un’assenza progettuale della Sinistra.
    Il disagio nel mondo del lavoro, aggravato dai flussi emigratori fuori controllo, sfocerà presto in una rivolta dei lavoratori che assumerà anche i connotati di una guerra tra poveri.
    Il Comunismo ha perso ma il Capitalismo non ha vinto grazie anche all’esistenza dell’Ideale Socialista.
    In questa nuova epoca della Conoscenza e della globalizzazione le istanze del Socialismo sono quindi indispensabili, anche se da aggiornare. E’ pertanto necessario un Progetto Socialista articolato su di un Nuovo Modello di Sviluppo in grado di garantire assieme allo sviluppo scientifico il ruolo prioritario della conservazione della dignità dell’uomo nel Mondo del Lavoro e del contrasto alle disuguaglianze sociali.
    Oggi il termine “Socialista”, che negli Stati Uniti era impronunciabile in quanto veniva confuso con comunista, ha assunto con Sanders un grande valore, ed è dalla maggioranza dei giovani che è giunto il maggior consenso alle sue dichiarazioni di volere introdurre e affermare nella società americana gli elementi fondanti della Storia del Socialismo. Questo nuovo scenario può servire a rilanciare l’Internazionale Socialista e sensibilizzare lo scenario europeo.
    Il Lavoro deve essere la bussola che deve guidare l’orientamento prioritario dei Socialisti.
    E’ urgente che sociologi, economisti, scienziati e intellettuali dell’Area culturale del liberal socialismo vengano convocati e coordinati a livello europeo per l’elaborazione di un Progetto Socialista per un nuovo Modello di Sviluppo. Coinvolgiamo anche Sanders in questa costruzione.
    Nell’inerzia e nell’immobilismo che caratterizza il PSE, ho proposto a Nencini che siano i Socialisti italiani a prendere l’iniziativa con una bozza di Progetto. Quest’idea affascinante potrebbe essere in grado di motivare e mobilitare tante Risorse umane ancora esistenti nel nostro Paese.
    Tu Aldo sei un intellettuale di vasta cultura e di grande sensibilità sociale rafforzata anche dalla lunga esperienza del giornalismo radiofonico che ti ha reso un maestro del dialogo e del confronto democratico.
    Metti il peso del tuo carisma come pressione nel PSI per la promozione di questa iniziativa.
    Un abbraccio da un compagno socialista, che vicino al traguardo degli 83 anni, non si è ancora arreso.
    Nicola Olanda

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