sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

La ‘lectio magistralis’ di Draghi all’Europa
Pubblicato il 29-11-2016


draghi-6Il presidente della Bce Mario Draghi, in audizione davanti alla Commissione Econ del Parlamento europeo, intervenendo per l’ultimo dialogo monetario dell’anno, ha detto: “l’Ue deve superare la vulnerabilità che ancora la contraddistingue, perché un’importante lezione che abbiamo imparato dalla crisi è che una casa costruita a metà non è stabile ma fragile. Quindi servono progressi in tutti i campi, identificati dal Rapporto dei Cinque Presidenti, per superare le vulnerabilità dell’Unione Economica e Monetaria derivanti dalla sua incompletezza”.
“Nel 2016 l’economia dell’eurozona ha dimostrato di essere resiliente nonostante le incertezze provenienti dall’ambiente politico ed economico”, ma “l’economia globale sta affrontando significative incertezze economiche e politiche” con una “crescita più lenta che prima della crisi” ha aggiunto Draghi sottolineando che “lo stimolo della Bce è stato un ingrediente chiave della ripresa in corso” ma “la politica monetaria non può essere il solo gioco”.
“La Brexit è causa di incertezza e per questo è necessario avviare il processo negoziale con Londra il prima possibile”. Lo ha detto il presidente della Bce avvertendo che “comunque sul mercato unico non si può tornare indietro, l’omogeneità delle regole va preservata anche per quanto riguarda il quadro normativo e la vigilanza sul settore bancario e finanziario”.
“Guardando agli eventi recenti, l’incertezza geopolitica è diventata la maggiore fonte di incertezza per i prossimi mesi”, ha spiegato Draghi all’Europarlamento, sottolineando che sebbene i mercati si siano dimostrati più resilienti che qualche anno fa, resta molto difficile sapere quale impatto avrà”. Per questo, ha sottolineato, “dobbiamo continuare con la ripresa, ma anche con il mercato unico e con la preservazione della stabilità finanziaria su cui non dobbiamo tornare indietro”.
“Per ridare fiducia ai cittadini sulle prospettive del progetto europeo occorre produrre risultati tangibili”. È questa, per Draghi, la “principale lezione” da trarre dall’esito del referendum in Gb. Secondo Draghi, servono “solide fondamenta economiche” e per l’Eurozona ciò vuol dire “rafforzare la ripresa, preservare la stabilità finanziaria e affrontare le restanti vulnerabilità dell’unione economica e monetaria”.
La questione delle banche italiane e le turbolenze che stanno sperimentando al momento “è fuori dalle nostre competenze”, in quanto “ci sono regole e direttive Ue in piedi” in proposito. Così il presidente della Bce Mario Draghi ha risposto all’eurodeputato del M5S Marco Valli che gli ha chiesto se la Bce preveda misure speciali per gli istituti italiani, anche in vista del referendum. “Il miglior contributo che la Bce possa dare è assicurare che la supervisione e la regolamentazione sia ben concepita e attuata”.
Rispondendo all’ennesima domanda di un europarlamentare sul debito pubblico italiano (sono state molte nel corso dell’audizione), Draghi ha ricordato che “in generale per valutare se il debito di un Paese è sostenibile bisogna innanzitutto vedere la sua volontà e la sua capacità di onorare i suoi obblighi, e su entrambi i fronti il debito italiano è sostenibile”. Così il presidente della Bce, avvertendo che sebbene l’Italia sia “uno dei Paesi UE con il più alto avanzo primario, avendo uno dei rapporti più elevati tra PIL e debito resta vulnerabile agli shock”. I rendimenti dei titoli di Stato si sono normalizzati e la crescita economica dell’Italia si sta gradualmente riprendendo”. Draghi ha proseguito : – “È importante che l’Italia continui a rispettare i suoi impegni previsti nel patto di stabilità, tra i quali quello di avere un avanzo primario e soprattutto perseverare negli sforzi per le riforme strutturali. È molto importante aumentare la crescita economica in modo durevole, migliorando così in modo duraturo la sostenibilità del debito. Alcuni passi incoraggianti sono stati fatti nella gestione di bilancio e nel settore bancario, ma non c’è alcuno spazio per compiacersi”.
“È molto difficile valutare esattamente l’impatto di avvenimenti che riguardano la sfera politica o geopolitica nel medio termine”, ha detto Draghi rispondendo alla domanda di un eurodeputato sulle possibili conseguenze del risultato del referendum sulla riforma costituzionale in Italia sui mercati e sulle banche italiane. “Guardando agli eventi recenti” – ha osservato Draghi – “è abbastanza chiaro che l’incertezza geopolitica diventa una grande fonte di incertezza” per i mercati, ma la tendenza che abbiamo visto negli ultimi tempi è una reazione dei mercati molto finanziari nel breve termine, mentre in seguito la reazione dei mercati ha avuto una tendenza a placarsi, cosa che porta a concludere che i mercati sono stati più resilienti”.
Draghi ammette –“ questo non significa che sappiamo che cosa avverrà nel medio termine, poiché avvenimenti piuttosto profondi influenzeranno la realtà delle cose in un modo che è arduo prevedere”.
Sulle speculazioni conseguenti al referendum – ‘No comment’ del presidente della Bce Mario Draghi sulle possibili conseguenze del referendum costituzionale in Italia, né sugli eventuali effetti sulle banche italiane come riportato dal ‘Financial Times’. “Non risponderò, perché non speculerò su nessuna delle domande”, ha detto Draghi all’eurodeputato Fulvio Martusciello (Fi), “non commenterò sui commenti di altri persone o di un articolo”. Così il presidente della Bce Mario Draghi ha spiegato, la sua visione della condizione in cui si trova il Paese, a pochi giorni dal referendum sulla riforma costituzionale.
Draghi presenterà in commissione Problemi economici e monetari le prospettive della Bce sugli sviluppi economici e monetari e discuterà sulle conseguenze dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea per la stabilità finanziaria dell’eurozona.
L’audizione continuerà successivamente quando Draghi toglierà l’abito di presidente della Bce e indosserà quello di presidente del Comitato europeo per il rischio sistemico.
Oltre a saper fare domande provocatorie, i parlamentari europei dovrebbero dare ascolto all’audizione di Draghi assimilabile ad una “lectio magistralis” e mettersi immediatamente al lavoro per completare l’unificazione dell’Europa.

Salvatore Rondello

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