lunedì, 18 dicembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

La Leopolda e la Marianna
Pubblicato il 07-11-2016


Alla Leopolda Renzi si trova come Bossi a Pontida. E’ il suo regno, la festa della sua ricorrenza. Il suo totem. Ci va con tutti i reduci della prim’ora, ma anche con tanti che al renzismo si sono avvicinati dopo la presa del Palazzo d’inverno. C’era anche la Moretti, già portavoce intrepida di Bersani, Bonaccini, presidente dell’Emilia-Romagna, bersaniano di ferro e tanti altri nuovi adepti. Succede sempre. Naturalmente se il capo dovesse andare in disgrazia saranno i primi a distanziarsene (anche gli Orfini, i Franceschini, gli Orlando che certo mancavano alle prime Leopolde). Si respirava aria di vendetta, l’odio verso Bersani era solo superato da quello verso D’Alema.

Il renzismo ha bisogno di loro per giustificarsi e prevalere perché sempre il futuro convince più del passato. Il clima da discoteca superava i decibel dei rockers. Le urla e gli osanna il calore degli stadi. Il culto del capo quello del Craxi a Verona. Che era altissimo. Se vinceranno i no, allora, profetizzano, i disertori, non i dissidenti, verranno fucilati. Non ci sarà pietà. E visto che Renzi resterà segretario del partito, se ne dovranno andare. Ci sarà scissione perché verranno puniti e non ricandidati. Se vinceranno i sì sarà diverso, Renzi sarà magnanimo, gli altri diventeranno innocui e ininfluenti. Si distaccheranno dal cordone ombelicale di San Matteo? Può darsi ma non avranno peso. Lo faranno da perdenti.

Sarà impossibile ottenere la separazione delle cariche di segretario del partito e di presidente del Consiglio magari facendo tornare Letta dall’esilio parigino. E resterà utopia puntare su un nuovo Ulivo riscoprendo dalla tenda di Achille il buon Romano Prodi. Vedremo. E a proposito di noi, vorrei davvero che tutti seguissero bene l’evoluzione di un altro nome di donna, e cioè la Marianna, il movimento creato da Giovanni Negri che si rivolge al mondo socialista per fondare un nuovo soggetto o alleanza. Vinca il sì o il no, a questo saremo chiamati coi primi mesi del prossimo anno. E cioè al percorso che ci porterà alla presentazione di una lista liberalsocialista alle elezioni politiche con una differenza. Se vincerà il sì avremo il tempo per prepararla perché si voterà nel 2018. Se vincerà il no si voterà un po’ troppo presto…

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Come si dice in fisica, siamo alla fase dell’entropia prevista ma non sventata. Da parte dei politici doc’, per la ‘gente comune’ che poi sarebbe la stragrande maggioranza dei cittadini, il rispetto non ha mai brillato molto, ma ora sparisce ogni giorno di più. Comunque, con tutto che sono piuttosto critica su tutto l’iter del referendum, l’ Italicum etc, devo ammettere che ultimamente nutro per Renzi una certa tenerezza..Non c’è giorno che non si profili un nuovo guaio (e serio) all’orizzonte..e non è che può esorcizzarlo alzando il tono della voce. Anche perchè, oltre un certo numero di decibel, la voce umana non va. Cambiando argomento, cos’è la Marianna (a parte quella che va in campagna)?

Lascia un commento