giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Legge di stabilità, Pastorelli: “Sforzo per la crescita”
Pubblicato il 28-11-2016


renzi-padoanCon 290 voti a favore e 118 contrari la Camera ha approvato la legge di stabilità. Il testo approderà al Senato per la seconda lettura dopo il voto referendario, ovvero da martedì 6 dicembre. “Al Senato – ha detto in proposito il premier Matteo Renzi parlando in conferenza stampa – cosa accadrà? L’attività parlamentare va avanti e il Senato ha tutto il tempo per chiudere in tempi ragionevoli la legge di bilancio. Il fatto di aver approvato prima del referendum il ddl alla Camera è un elemento di serietà che spero verrà apprezzata da tutti”.

Per la sanità – ha detto Renzi – “c’è un aumento a 113 mld, due in più rispetto all’anno scorso, più il fondo per la non autosufficienza che è 450 mln con un più 50 mln rispetto all’anno scorso”. Alcune buone notizie ulteriori – ha detto ancora Renzi – sono arrivate dal passaggio alla Camera. E’ ricca di buone notizie e non è all’Achille Lauro”.  “Le tasse – ha proseguito – continuano ad andare giù: va giù l’Ires, via l’Irpef agricola, interventi sulle partite Iva con buona pace del presidente Monti”. Con la manovra – aggiunge Renzi – arrivano “30-50 euro per le pensioni più basse, sotto i mille euro”. Renzi quantifica l’intervento sulla previdenza e sottolineando allo stesso tempo di non essere “riusciti ad arrivare a 80 euro”.

Per il deputato del Psi Oreste Pastorelli “dalle misure contenute nella manovra emerge chiaramente lo sforzo del Governo e della maggioranza di promuovere la crescita, aumentare l’occupazione e migliorare gli istituti di equità sociale. Nel provvedimento vi sono disposizioni che, sebbene non autorizzino spese improduttive, ci allontanano dall’austerità. La legge rappresenta un chiaro messaggio agli altri Paesi dell’eurozona: l’austerità non può essere l’unica risposta per superare la crisi economica”.

“Certo – ha proseguito Pastorelli nella dichiarazione di voto in Aula – sarebbe stato preferibile non porre la questione di fiducia su questo testo. Se tutte le forze politiche, infatti, si fossero misurate sul testo votando unicamente sul merito delle norme, si sarebbero dovute assumere la piena responsabilità del proprio voto sulle singole misure, senza l’alibi della sopravvivenza del Governo. A quel punto, sarebbe stato interessante, soprattutto per la cittadinanza, scoprire chi avrebbe votato contro le misure a sostegno delle neo-mamme, contro l’istituzione dei fondi per il settore della pesca e per la difesa del suolo, contro l’estensione delle detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica ed edilizia o ancora contro gli sgravi contributivi per le nuove assunzioni”.

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